Sono tornato oggi dal weekend siciliano ed ho avuto modo di provare il navigatore satellitare in una “prova su strada” tipica da Quattroruote.
Ho percorso quasi 600km, di cui circa 300 in autostrada, oltre 250 in strade statali/extra-urbane ed i rimanenti in città.
In breve, il verdetto del navigatore è positivo: utile, preciso, comodo ed importante per la sicurezza.
Lo reputo utile perché non ho avuto bisogno di chiedere informazioni, di guardare cartine, di stare attento a svincoli, bivi, deviazioni o altro…: la mappa utilizzata è stata precisa ed affidabile. Ho risparmiato tempo (e carburante). La Punto ha fatto poi il resto: aria condizionata, lettore cd con mp3 e vetri chiusi… un viaggio in pieno relax.
E’ stato preciso perché non mi ha portato in zone assurde, né ho fatto percorsi non consigliati (avevo già parlato con alcune persone circa la strada che avrei dovuto prendere…), tanto meno ho avuto problemi di “zone sconosciute”. La mappa utilizzata era così ben fatta che conosceva persino le trazzere della forestale che portano, boschi boschi, verso il luogo del campo. Sinceramente questo era il mio dubbio più grosso: è ovvio che in città il dettaglio delle vie sia molto alto, ma quanto lo era in angoli remoti della regione? La risposta è stata netta e decisa: finché la macchina può andare, la mappa conosce quella strada (o almeno in Sicilia).
Comodità. Il navigatore, nello specifico il modello LD-3W della Nokia, si è rivelato ottimo per le sue doti. Piccolo, leggero ed instancabile… l’ho caricato la sera prima di partire e l’ho utilizzato per almeno 7 ore nel weekend: la batteria ancora non accenna stanchezza. Sembra che quella saponetta sia li, collegata invisibilmente ai satelliti, per l’eternità. Mi ero portato il caricabatterie da auto ma non l’ho uscito dal marsupio. Anche l’N70 s’è comportato egregiamente. Sarà che è ancora piuttosto nuovo ma mantenere la luce accesa per tutte quelle ore, richiedendo solo una ricarica in 3 giorni è stato un ottimo risultato. Tra l’altro il cellulare è stato utilizzato anche per telefonare, mandare sms, giochicchiare e per molto tempo è stato persino in zone senza segnale GSM in cui dunque iniziava a ricercare nuove reti. Un’accoppiata vincente.
Il segnale ricevuto era sempre ottimo (dovrò aspettare l’inverno per vedere problemi di ricezione del segnale dei satelliti?) e bastavano pochi secondi (5-8 secondi) per ritrovare il segnale dopo una, o una serie, di gallerie. In accensione, invece occorrevano tra i 55 ed i 70 secondi per riagganciare i segnali ed essere operativo.
La vera peculiarità di un sistema GPS però l’ho scoperta di notte, in una infinita e tortuosa statale di 40km: la SS289 da Bronte a Sant’Agata di Militello. Una strada che attraversa i boschi dei Nebrodi arrampicandosi fino ad oltre 1500 metri di altitudine per poi scendere dall’altro lato dell’appennino siculo. Ho potuto viaggiare in piena sicurezza perché, nonostante il buio pesto, nonostante l’orario poco consono a viaggi da quelle parti (alle 2 di notte non incontri una macchina li neanche se hai le allucinazioni) e, sopratutto, nonostante non avessi mai percorso quella strada, avevo la possibilità di conoscere in tempo reale la mappa della strada con le sue curve ad esse, i suoi tornanti, le sue curve strette e quelle più larghe. Vedere in anticipo la curva che mi aspettava è stata una cosa stupenda. Ho viaggiato anche altre volte di notte in strade sconosciute e, la cosa più impegnativa era sempre quella: evitare frenate brusche per errata valutazione della curva (della serie: sembrava una leggera curva ma era un tornante…). Un netto vantaggio per il comfort, la sicurezza di guida e un ottimo metodo per risparmiare carburante: conoscendo a priori la frenata da effettuare, potevo modulare e disegnare le curve in modo migliore mantenendo, di conseguenza, una andatura più costante e meno schizofrenica. Sapere se ti aspettava un percorso tortuoso o un piccolo rettilineo, anche oltre la portata degli abbaglianti era qualcosa di indescrivibile. Di certo non avevo un visore agli infrarossi o un radar (che alcune auto iniziano intelligentemente a montare), ma il navigatore rappresenta già un ottimo supporto alla guida.
Devo dire comunque che ogni tanto provavo a fare il ragionamento inverso. Provavo a fidarmi poco della mappa e più dei miei occhi. Fortunatamente la mappa aveva sempre ragione ma quello di un errato disegno della cartografia è un rischio da non sottovalutare e che ho cercato di non dimenticare.
Durante il viaggio, ho quasi dimenticato l’utilizzo dei segnali di direzione verso una località. Li guardavo giusto per conferma ma, tendenzialmente, mi affidavo al percorso segnato dal navigatore. Per questo penso che diventeremo delle scimmiette. Gira a destra, gira a sinistra… noi staremo al volante solamente per muoverlo mentre qualcuno ci detterà passo per passo ogni singolo cambio di direzione. Da un lato trovavo stupido non dover più guardare, ad ogni uscita che incontravo, i segnali ed iniziare a ragionare sulla direzione da prendere, dall’altro però mi son reso conto che ho potuto godermi di più il paesaggio sapendo di non dover cambiare strada per i prossimi XX chilometri. Gli occhi stavano un pizzico più in alto del solito.
L’unica mia dimenticanza è stata quella di non integrare nella mappa la segnalazione degli autovelox prima di partire. Non per correre di più ovviamente… volevo vedere invece se, nei luoghi indicati, fosse possibile scorgere il sistema di rilevamento della velocità.
In definitiva… avere un sistema GPS fa venir voglia di viaggiare in auto. L’unica cosa negativa è l’aspetto economico.
Questo weekend fuori mi è costato 100€ senza aver fatto nulla oltre ad una mini-cena fuori (carne di cavallo a Catania… mica ostriche e gamberi a Porto Cervo!). Sono volati 65€ in carburante (585km totali ad una velocità media di 60km/h ed una percorrenza media di 15,3km/litro – secondo il computer di bordo) ed è stato necessario un bel lavaggio completo dell’auto dopo averla portata boschi boschi…
Per capirci. Avere un GPS fa soffrire. Sai di poter viaggiare ma… i soldi purtroppo, non arrivano via satellite. 🙁
Emanuele