Va male.

Sono le sei del mattino.

Non ho chiuso occhio tutta la notte alla fine. Mi sono girato e rigirato nel letto, con venti miliardi di pensieri in testa, senza sosta.

Cercavo di dormire disperatamente… me ne fottevo persino della zanzara che si posava su di me.

Adesso ho le lacrime agli occhi… e mi sono appena preso un sonnifero.

Dormirò… e sicuramente non mi risveglierò presto.

Sto male, cazzo! Sono troppo sensibile.

Mi vien da gridare vaffanculo.

Intanto piango… e finalmente… dormo.

Emanuele

Fiducia e sincerità: è nato prima l’uovo o la gallina?

Stasera ho voglia di scrivere. Mi sono tolto l’orologio dal polso… mi dava fastidio.

Ho voglia di scrivere perché in questi ultimi tempi la frenesia della vita quotidiana mi ha permesso poco di “fermarmi”… e forse è stato anche un bene.

Oggi è stata una giornata da cataclisma… e se si potesse sentire il rumore del terremoto interiore, scommetto che tanti telegiornali griderebbero alla fine del mondo.

Poi però, Dio vuole che per caso (guardando gli accessi della giornata), riscopra questo post. E quei due occhi: i miei.

Dio… il caso… i miei occhi. In questo periodo mi sono ritrovato spesso a pensare che tutto ciò che vivo in fondo ha un senso: è un progetto di Dio su di me.

Tendo a capirlo poco ma cerco di accettarlo… tanto.

Ho pure messo una bella canzone di sotto fondo… “ti prego o Madre Luna, fammi trovare anche oggi fortuna…”.

Avevo bisogno di una bella, dolce e lenta, ninna nanna. Mi coccola e mi fa sentire protetto… come un bambino che si addormenta beato, dondolato dalle braccia della sua mamma…

Ho bisogno di un po’ di serenità… perché oggi è la cosa che è più mancata attorno a me.

In queste settimane ho fatto caso a tantissime coincidenze che, dopo poco, mi facevano dire… “toh… che magia, Dio sa sempre come fare andare tutto a pennello…”. E’ bello quando accade. Capisci che anche la luna è storta solo perché sei tu in una posizione particolare…

Le parole del momento sono come al solito sincerità e fiducia.

Vanno secondo me di pari passo, in una maniera indivisibile. Se c’è fiducia, c’è sincerità. Se c’è sincerità c’è fiducia. E’ un legame così forte che a volerli paragonare ad un classico quesito, ci si dovrebbe chiedere se sia nato prima l’uovo o la gallina.

Non è banale il passaggio… e non è neanche così poco importante. E sebbene possa sembrare più “importante” il secondo passaggio, il primo è, secondo me, un tantino più profondo.

Se c’è fiducia, c’è sincerità. Fiducia nell’altro quando bisogna dir qualcosa… fiducia che questi possa capire, fiducia nella sua comprensione e nella sua saggezza. Ma, ancora più importante e profondo, fiducia in Dio… (altro non è che FEDE). Fede in lui… perché lui “sa tutto” e sa anche come è più giusto che le storie si evolvano per noi. E allora perché non aver fede ed esser sempre sinceri? Perché non affidarci a Lui se proprio ci vien duro affidarci alla comprensione dell’altro? “Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita…”. Ogni domenica lo ripetiamo a Messa. Ma è un automatismo o riflettiamo seriamente sulle parole che pronunciamo? Siamo ancora bambini del catechismo o persone (cresimate?) che hanno fatto delle precise scelte cristiane?

Se c’è una cosa che tende a darmi particolare fastidio, è la mancanza di sincerità. Oltre a quanto detto sopra, parto sempre dal preconcetto che, secondo me, le parole sanno ferire molto più di una spada. E una parola non detta per mancanza di sincerità… è una pugnalata alle spalle. Meschina, bastarda.

Sono felice di me. Più passa il tempo, più mi rendo conto che la mia sincerità naturale mi porta ad essere apprezzato e stimato.

Non so mentire. Non so nascondere le cose e non mi piace vivere nascondendo qualcosa. Sto male… e si vede così tanto che ogni volta mi rendo conto che la cosa migliore che possa fare è dire tutto.

Peccato però che il mondo non giri così… e questa volta non è questione di luna storta. E’ una triste realtà.

E’ poca la gente che è pronta ad “affidarsi” al giudizio dell’altro tanto da mettere in chiaro i propri errori.

Si ha sempre paura dell’altro. Si ha paura che questi possa far cattivo uso della propria sincerità.

E invece… mi sono accorto che persino le persone meno sincere alla fine apprezzano la sincerità dell’altro. Ma allora perché non imparano a vivere senza nascondere le cose nel pugno dietro la schiena?

E’ colpa della natura? E’ una questione genetica? O… è solo una brutta abitudine presa da bambini?

Chi ha qualcosa da nascondere… è una persona che ha senza dubbio sbagliato. Persino la sua coscienza, nonostante non l’abbia fermata dal cadere in fallo, ne è consapevole.

E allora è solo colpa del proprio auto-controllo? Della propria maturità?

E’ apprezzabile che dentro di se, si sia ammessa una colpa. Ma questo non basta. Sia un bambino che un uomo respirano, mangiano e dormono. A fare la differenza sono dunque i particolari. A fare di un bambino un uomo è la sua voglia di dimenticare l’infanzia in cui si nascondevano le marachelle alla mamma o i compiti non fatti alla maestra.

Un uomo non è colui che ha un lavoro e che porta avanti la famiglia. E’ solamente colui che è capace di essere responsabile, nel bene e nel male, delle proprie azioni.

Vedo gente dire bugie anche ad una età che per me è “della saggezza”…

Credo che difficilmente mi troverò alla loro età con tale difetto.

Ma forse… la gente si “affida” poco al giudizio dell’altro perché in fondo… immagina che l’altro debba essere *spietato* com’è lei nei confronti del mondo. C’è così poca bontà dentro di se che si immagina che anche l’altro debba essere tale e quale a lui.

Durante il mio anno di servizio civile a Santa Chiara (oratorio salesiano), ho imparato una cosa che ogni tanto vado ripetendo in giro che… mi è rimasta impressa per sempre.

La santità non è una cosa che bisogna sperare di meritare dopo la morte. La santità è una cosa alla quale bisogna aspirare. E non si rischia di essere poco modesti. E’ la voglia di vivere in un certo modo.

Un ragazzino adolescente molto sveglio e schietto, lo aveva ben presente, tanto che il suo “grande sogno” che descrisse a Don Bosco era appunto quello di “farsi santo”. Don Bosco gli consigliò i suoi “4 punti”: allegria, impegno nella preghiera e nello studio, far del bene agli altri, devozione a Maria.

San Domenico entrò così nell’oratorio di Don Bosco e ad un ragazzo appena arrivato, descrisse la vita li dentro così: “Sappi che noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri. Facciamo soltanto in modo di evitare il peccato, come un grande nemico che ci ruba la grazia di Dio e la pace del cuore, di adempiere esattamente i nostri doveri”.

Mi fece impressione San Domenico Savio, forse più di Don Bosco stesso che poteva aver acquisito quella saggezza con l’età. San Domenico morì ad appena 15 anni: non ci vuole una vita per diventare santi.

Io nel mio piccolo – ve lo dico – ci provo.

Sarà un successo? Sarà un fallimento? Non lo so… ma in fondo, non è peggio di me chi non vuol tentarci neanche?

E così domani è nuovamente un altro giorno. Stasera con un amico riflettevamo su quanta gente viva, in fondo ,in condizioni peggiori delle nostre… tanto che avere speranza debba essere una cosa talmente difficile da avere che è già un mezzo miracolo vederla “credere in Dio”.

E noi? Ce la prendiamo così comoda? Con tutta la fortuna che abbiamo?

Non è il caso di scoraggiarsi.

Adesso vado a letto… domani mattina lezione (sperando che non piova visto che sono in Vespa) e di pomeriggio vedrò di finire quel pc che se non fosse stato per il terremoto di oggi, avrei già sicuramente consegnato.

Sogni d’oro…

Emanuele

Stupido è chi lo stupido fa.

Oggi non ho pranzato.

La giornata era iniziata bene (anzi con un buco nell’acqua in banca…), poi si è distrutta.

Non ho pranzato, mi è passata la fame e… sono uno stupido per questo.

Ma poi una mia amica qualche giorno fa mi ha chiesto… “Chi è più stupido, Pulcinella o chi ci va dietro?”.

E così adesso mi sento stupido il doppio.

Però adesso ceno e mi faccio un giro con un amico. Non voglio aumentare ancora il mio grado di stupidità.

Emanuele

Quanto chiedere per una prestazione?

Non pensate male… non ho pensato di iniziare a prostituirmi (sebbene da qualche parte stiano legalizzando la cosa con tanto di cartelli stradali…) ma oggi ho fatto una cosa mai fatta prima.

Solitamente quando amici, cugini, parenti e chi più ne ha più ne metta, mi chiedono una mano per sistemare “il piccì”, non mi faccio problemi, non mi tiro indietro e, soprattutto, non chiedo mai un briciolo di ricompensa.

Questa volta è andata diversamente… una signora (sconosciuta) cercava un tecnico ed è finita da me. Le ho chiesto 20€ per formattarle il computer… ma, se da un lato mi sento un po’ a disagio, dall’altro mi chiedo: quanto dovrei chiedere?

Ci lavorerò alcune ore (aggiornamenti, installazioni e via dicendo…) e la luce elettrica che si consuma è la mia. Oltre a quello però c’è il mio tempo… che probabilmente vale molto di più.

Quali sono i prezzi? E’ brutto chieder soldi… mi ci devo abituare?

Emanuele

P.S.: si riparano cucine a gasse! 😎

Uscite di scena memorabili.

Guardate prima il video, ne parliamo dopo…


Oggi Hamilton poteva essere campione del mondo. Il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1.

Invece… ha saputo realizzare il più ridicolo memorabile ritiro di quest’anno.

Gli costerà cara questa uscita? Adesso Alonso e Raikkonen hanno serie (?) possibilità di giocarsi il mondiale che sembrava definitivamente chiuso.

Rimarrà nella storia questo errore o sarà ricordato semplicemente come un piccolo colpo di scena prima di un grandioso finale per Hamilton?

E’ dura per la Ferrari di Raikkonen con 7 punti da recuperare in una sola gara ma anche oggi, in fondo, sembrava già tutto finito.

Adesso bisogna aspettare due settimane prima del Gp del Brasile… ma sono sicuro che le nottate più insonni spetteranno proprio al giovane astro nascente della Formula 1.

Fategli rimettere i guanti in fretta… o le mani se le mangia completamente! 😉

Emanuele

Vento o destino…?

“Non so se mamma aveva ragione, o se ce l’ha il Tenente Dan… non lo so… se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza… ma io credo, può darsi le due cose, forse le due cose capitano nello stesso momento.”

Forrest Gump (riflettendo sulla tomba di Jenny)*

Registrato su MyBlogLog… e adesso?

Ok, oggi preso dal dolce far niente mi sono registrato su MyBlogLog.

E adesso? Che me ne faccio?

Mi secca mettere in sidebar le faccie di chi passa di qui… (voglio viver sereno e preferisco non vederle…).

Che potrei fare oltre a questo?

Per le statistiche ho già risolto qualche tempo fa…

Dov’è il vero successo di questa web-app 2.0?

Emanuele

Wind: straziami ma di offerte saziami!

Bastano 16 giorni senza sentirla che… la Wind torna insistente nella mia vita.

Erano passate infatti appena due settimane dall’ultima offerta quando oggi ho ricevuto la nuova. Sembra che questa storia non debba finire. Lei… non sa dimenticarmi…

Ad ora di pranzo si è fatta sentire, così:

Gentile Cliente, Wind ti regala Special Card per accumulare fino a 3000 euro di bonus in telefonate e messaggi nazionali. Per aderire chiama il 158 entro il 31/10

Ovviamente questa volta non c’era alcun dubbio: l’offerta era totalmente un regalo.

Ho già chiamato ed aspetto la notifica di attivazione. Secondo la voce automatica la special card durerà 30 giorni e poi potrò spendere ciò che ho speso nei successivi 7 mesi.

Un mese gratis dunque.

Ma… sono l’unico ad essere continuamente selezionato da Wind? 😮
Con questa offerta siamo a 10 regali in 2 anni! Uno ogni due mesi circa. 🙂

Emanuele