Torno da una lunghissima giornata di studio all’università… e mi ritrovo una bella letterina da parte di Youtube.
Il mio account è sospeso, perché nell’articolo su Younas Fakhra avevo salvato un clip andato in onda su La7 (ormai acquisita da Telecom Italia Media, mandante della segnalazione).
Tutti i video del mio account sono al momento irraggiungibili… e questo potrebbe essere poco rilevante se non avessi necessità di recuperarne alcuni (tipo quelli del mio Sharp…).
Per recuperare i video cancellati da Youtube ma non ancora rimossi fisicamente, ho utilizzato Delutube. Mi ha dato una mano per almeno 16 video… ma ne rimangono un’altra decina che non voglio perdere.
Ho già scritto a Youtube (copyright@youtube.com) ma penso che i bit dell’e-mail se li stricheranno nel culo elettronico…
Pazienza. D’ora in poi però la lezione è chiara. Evitare Youtube come la peste.
E ben venga Metacafe, che mi sembra più permissivo… ma ancora meglio, come faccio normalmente per gli mp3 e le immagini, salvare tutto sul proprio hosting.
Non c’è il rischio che arrivi qualcuno e di punto in bianco ti faccia perdere tutto.
E’ uno dei motivi che anni fa mi fece lasciare Splinder… adesso si tratta di una ventina di video… ma cosa fareste se vi chiudessero il blog? Oppure la casella e-mail che utilizzate normalmente via web/imap con tutta la posta dentro fosse bloccata improvvisamente?
I servizi web-based hanno una bella spada di damocle. Da un lato sono accessibili da tutte le parti del globo… dall’altro, ti fanno perdere il reale controllo di ciò che in fin dei conti, sono i tuoi contenuti.
Emanuele
PS: e non mi soffermo sulla ridicola legge sui diritti d’autore… che – assurdamente – ha permesso a Youtube di eliminare quel video che voleva solamente portare alla luce un fatto di cronaca non indifferente: la violenza sulle donne. E come se non bastasse, le fonti erano citate senza alcun sotterfuggio (differentemente dal Corriere…)!


Non potrò esserci sabato pomeriggio per via degli impegni scout… ma forse, pubblicizzare questa manifestazione, sarà un piccolo segno dell’adesione al dissenso dei tanti siciliani che non vogliono un presidente della regione condannato per favoreggiamento.