Quando partecipare ad un concorso è regalare i propri dati al mondo…

Oggi ho ricevuto via e-mail una promozione di HP Italia nata per sponsorizzare i loro sistemi di backup dedicati ai professionisti.

Per attirare visitatori, hanno messo in palio ben 10 palmari (degli HP Ipaq 514 Voice Messenger che in commercio si trovano a 300€ e che a loro costeranno almeno la metà…).

Ero quasi tentato – a perdita di tempo – di lasciargli i miei dati, quando ho letto le specifiche del trattamento dei dati.

Vi risparmio tutto il bla bla bla legale che anticipa il discorso ma leggete qui:

Vi comunichiamo che i dati relativi al Vostro indirizzo e quelli che vorrete comunicarci in futuro nell’ambito dei rapporti commerciali con Voi intercorrenti: potranno essere utilizzati da noi per uno o più trattamenti, mediante elaboratore elettronico o anche manuali, per mezzo di inserimento in banche dati aziendali aventi come finalità: iniziative promozionali e campagne pubblicitarie promosse dal Gruppo HP, ove ne sia previsto l’impiego; il conferimento dei dati è facoltativo, tuttavia un eventuale rifiuto di fornire i dati suddetti potrebbe impedire lo scambio di informazioni con Voi; per le stesse finalità sopra indicate i dati da Voi forniti potranno essere comunicati ai nostri subfornitori e/o subappaltatori e alle altre società del Gruppo, nonchè diffusi presso i dipendenti del Gruppo HP e potranno essere trasferiti all’estero anche in alcuni Paesi – tra cui l’India e gli Stati Uniti – non appartenenti all’Unione Europea, nel rispetto delle norme vigenti e per le stesse finalità espresse precedentemente.

In pratica non c’è da stupirsi se dopo aver aderito alla promozione iniziamo a ricevere e-mail, posta cartacea e perché no… telefonate “non richieste” (spam…?!) da parte di società (anche estere) che non conosciamo o che non abbiamo mai contattato.

Secondo me, i miei dati valgono molto più di uno stupido palmare di 300 euro. O meglio, valgono di più della “possibilità” di vincere qualcosa.

Fate mai caso alle condizioni d’adesione quando vi iscrivete da qualche parte? Quanto valgono i vostri dati secondo voi? Non vi sentite *oppressi* dall’instancabile necessità delle aziende di profilare clienti?

Credo che oggigiorno una banca dati corposa e ben profilata valga all’azienda parecchi milioni di dollari…

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive con sua moglie in una casa con un ciliegio e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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