Questo è un post molto criptico, ma lasciamolo così.
Non mi va di dire altro, però è da un giorno che ci rifletto.
Ah, stasera non esco… rimango a casa e vedrò di farmi almeno un capitolo in previsione dell’esame.
Argh argh. Divertitevi…
Emanuele
Questo è un post molto criptico, ma lasciamolo così.
Non mi va di dire altro, però è da un giorno che ci rifletto.
Ah, stasera non esco… rimango a casa e vedrò di farmi almeno un capitolo in previsione dell’esame.
Argh argh. Divertitevi…
Emanuele
Beh, sicuramente non potranno pensarla così Hamilton (ma che foto da scimmia gli han messo su Wikipedia?! :o) e Raikkonen, il primo perché, nella sua carriera, non era mai partito oltre la decima posizione, il secondo perché sicuramente vede svanire i suoi sogni di rimonta in ottica campionato.
Però… la pioggia di oggi, in qualifica, ha regalato uno spettacolo incredibile e anche domani non sarà da meno: i big che partono dietro e che dovranno darsi da fare per rimontare e scalare la classifica.
I giovani talenti davanti che… vorranno mostrare il loro potenziale…
E infine l’acqua, che senza il controllo della trazione sulle auto, regalerà decine di replay di auto in controsterzo.
Non vedo l’ora che siano le 14 di domani. 🙂
Ah, ovviamente complimenti a Vettel, è un anno che credo che valga tanto questo ragazzo… ed oggi è entrato nella storia. Con i suoi 21 anni e 2 mesi è il più giovane pilota ad aver mai conquistato una pole position.
Emanuele
PS: non capite cosa significhi correre sul bagnato? Date uno sguardo qui… 😎
Questa foto potrebbe andare direttamente nella categoria “i miei deliri“.

Il cartello, appeso alla porta della mia stanza, l’ho comprato quest’estate, insieme a mia sorella che in certe cose mi segue al volo. 😐
Mi rimetto a sistemare la stanza…
Emanuele
Cosa dire poi del fatto che nell’attuale società consumistica, il guadagno ed il successo sono diventati i nuovi idoli di fronte ai quali tanti si prostrano?
La conseguenza è che si è portati a dar valore solo a chi – come si suol dire – “ha fatto fortuna” ed ha una sua “notorietà”, non certo a chi con la vita deve faticosamente combattere ogni giorno.
Il possesso dei beni materiali e l’applauso della gente hanno sostituito quel lavoro su se stessi che serve a temprare lo spirito ed a formare una personalità autentica. Si rischia di essere superficiali, di percorrere pericolose scorciatoie alla ricerca del successo, consegnando così la vita ad esperienze che suscitano soddisfazioni immediate, ma sono in se stesse precarie e fallaci.
Cresce la tendenza all’individualismo, e quando ci si concentra solo su se stessi si diventa inevitabilmente fragili; viene meno la pazienza dell’ascolto, fase indispensabile per capire l’altro e lavorare insieme.
Papa Benedetto XVI – 7 Settembre 2008
Jonathan Livingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi il cibo e impara a eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia.
Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare… Jonathan volava librato, solo e in pace con se stesso, nel libero cielo che lui tanto amava.
Ciascuno di noi è, in verità, un’immagine del Grande Gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti. Noi dobbiamo lasciar perdere, scavalcare tutto ciò che ci limita.
Bisogna esercitarsi a discernere il Vero Gabbiano.
Emanuele
E’ un giorno speciale questo.
Ci pensavo da settimane… e sinceramente avrei voluto che fosse moooolto diverso.
Non per me, ma per lui.
Purtroppo non si può realizzare sempre tutto nella vita e credo che lui lo sappia benissimo, così oggi sarò qui… tutto il giorno a studiare in biblioteca invece di concretizzare ciò che avevo in mente.
Probabilmente però, per un padre, vedere un figlio che non si scoraggia sia un regalo più bello di tante altre cose.
Ecco, credo che la giornata di oggi, sia il regalo migliore che possa fargli dopo la notizia di ieri sera.
Che poi, la cosa buffa, è che un regalo che ha fatto lui a me… in pratica glielo sto restituendo.
Mi ha insegnato che nella vita, con la forza che si ha dentro si possono costruire cattedrali. Mi ha insegnato che non importa ciò che si è fuori ma, vale molto di più, ciò che si è dentro. Mi ha insegnato che ci vuole pazienza e determinazione per realizzare i propri desideri.
E’ un giorno speciale questo.
E’ un giorno speciale perché oltre a dirgli auguri, ho tanta voglia di dirgli grazie.
Emanuele
Si, credo ci voglia soprattutto questo nella vita.
In questi giorni, mentre sono sulla Vespa andando all’università, mi ritrovo a pensare spesso ad “ho imparato che…” e mi chiedo: “cosa ho imparato io?!”.
E tento di scrivere i miei ho imparato che… – puntini puntini -.
Ho paura di scrivere frasi stupide, così evito di scriverle… però, ho imparato che nella vita ci vuole coraggio, di questo ne sono sicuro.
Sono molto stanco stasera… questa settimana l’ho vissuta molto da solo. In facoltà, alla fine, mi sono ritrovato a studiare sempre solo, a pranzare solo… a portarmi lo zaino anche in bagno perché non avevo a chi lasciarlo.
Boh, notavo queste cose… e mi dicevo che in fin dei conti “mi fa bene”.
Ecco, questo “mi fa bene”, è forse il motivo della felicità di questo periodo. Credo che questo momento della mia vita mi servirà tanto in futuro.
Sto imparando tante cose, sto imparando a gestire meglio me stesso… e soprattutto a controllare ancora meglio il mio umore. Sto imparando a conoscermi ancor di più ed a comprendere al volo perché possa essere meno allegro in certi momenti e cosa posso fare per risollevare rapidamente l’umore.
Stasera sono stanco… e – mi conosco – quando lo sono, divento meno sereno… ma questo forse è così per tutti.
Avrei bisogno di un abbraccio.
Ho salutato mia madre un quarto d’ora fa – tornato dalla cena dello staff del cantiere R/S – ed ho sentito la sua voce.
La sento diversa in questo periodo quando parla con me. Secondo me sono particolarmente nei suoi pensieri.
Mi ha chiesto se fossi stanco, le ho detto che era tutto ok. Non è “tutto ok”, almeno non stasera.
Domani torno a studiare, è il mio dovere.
Sogni d’oro,
Emanuele
In questi giorni riflettevo proprio su questo.
Sono mesi che tutte le mie giornate si concludono positivamente.
Sono mesi ormai che… ogni cosa che mi accade non mi sconvolge più di tanto, non mi abbatte e non mi fa andare a letto nervoso.
Lo vedete voi stessi tramite queste pagine… (fate un salto, se volete, tra le riflessioni degli ultimi mesi…).
Eppure non ci sono novità eclatanti che hanno catturato i miei pensieri tanto da farmi spostare l’attenzione e distrarmi dai problemi.
Si, perché spesso questo è il metodo che le persone utilizzano per risultare felici: cercare distrazioni.
Al contrario, io ho ben in mente tanti pensieri (e ogni tanto mi preoccupo anche di pensarci fin troppo spesso…) ma sembra che non riescano a scalfire più quella parte di me che protegge l’allegria. 🙂
Ho letto che ad Harvard hanno inventato un corso per diventare persone felici. La prima cosa che mi è balzata in testa è stata “quanta gente poco felice deve esserci nel mondo…!”.
Ma oltre ad essere poco felice, mi sembra anche gente poco capace di parlare con se stessa, essere sincera e… mettersi – pazientemente – a cercare una soluzione.
Io, mesi fa, ho preso un bel foglio… e mi son messo a riflettere. Sono uscite fuori 10 regole che, credetemi, ancora vado a leggermi quando ne sento il bisogno.
In questi giorni però… sta nascendo dentro di me un nuovo bisogno: ho voglia di rendere tutti felici! 😀
Si, è sicuramente un’idea pazza e poco realistica… però vorrei riuscire a trasmettere come posso la mia positività, la mia allegria, la mia spensieratezza interiore.
Con gli amici lo faccio tramite due parole di conforto quando li vedo preoccupati per qualcosa… e – per i più distanti – ci provo anche tramite questo blog. 🙂
Qualche tempo fa – scherzando – dissi che dovrei aprirmi un numero verde e chissà che un giorno non mi inventi qualcosa a riguardo! 😎
Baden Powell ad appena 8 anni scrisse una regola che avrebbe dovuto rispettare da adulto:
Farò il possibile affinché i poveri diventino ricchi come noi… bisognerebbe pregare Dio ogni giorno per questo, non appena ci è possibile. Ma pregare soltanto non serve a nulla, bisogna fare del bene.
L’ho scritto anche in un commento alcuni giorni fa: la felicità e l’allegria non sono emozioni da garantire esclusivamente ai bambini.
Gli adulti si preoccupano spesso che i più piccoli siano felici… credendo che sia quasi normale che loro possano non esserlo.
NO! La vita è un dono di Dio… e deve essere vissuta più felicemente possibile sia dai più piccoli che… dai meno piccoli. :joy:
Ascoltate canzoni allegre, aprite le finestre e annusate l’aria, alzate di un pizzico il volume quando alla radio passa la vostra canzone preferita, indossate quella maglietta che vi piace tanto, mangiate più spesso il vostro piatto di pasta preferito… non so come dirvelo, la felicità è dietro l’angolo, bisogna semplicemente saperla volerla cercare! :joy:
E… soprattutto, ricordatevi una cosa: Dio sa ciò di cui avete bisogno. Tutto ciò che capita è per il vostro bene. Oppure… andate a Messa, recitate il “Credo“, e poi pensate che Dio non voglia realmente il bene di ognuno di voi?! 🙂
Emanuele
Ieri sono tornati i miei da Milano.
Lo spazio a casa era diminuito, e così ho preso questo e questo. Arriveranno nei prossimi giorni, anche per un amico.
Intanto l’hard disk di rete da alcune settimane sembra morto. Sono in contatto con l’assistenza (gentilissima) ma non capisco se sia colpa dell’alimentatore o di altro.
Maledetto caldo, spero che i dati siano ancora salvi… 😐
Emanuele