Cannoli, Akkura e friends!

Sono appena tornato da una serata supercalifragilistichespiralidosa! :joy:

Siamo stati a Piana degli Albanesi per la sagra del cannolo. Ci siamo sfondati di cibo (pane con la milza, stigghiola, pizza, cannoli a tempesta, formaggi, salame, vino di paese che dopo un bicchiere dovevi sederti) e ci siamo goduti una serata meravigliosa grazie alla musica spettacolare degli Akkura.

Akkura in concerto a Piana degli Albanesi - 03 Akkura in concerto a Piana degli Albanesi - 02 Akkura in concerto a Piana degli Albanesi - 01

Ho ancora le orecchie che rintuonano certe melodie, certi ritmi. Ho ancora i piedi che ballano, le mani che applaudono, le corde vocali che gridano “parapappaparapappapara… parapappaparapappapara… pa pa ppara, pa pa ppara… parapappaparapappapara!“.

Se riuscite ad organizzarvi, domani sarà l’ultimo giorno per divertirvi come matti. 😎

Io mi sono innamorato della musica di questo gruppo palermitano… e poi c’è un uomo che è diventato un mito per me. E’ il percussionista del gruppo ed ha suonato le canzoni utilizzando qualsiasi strumento: dal fischietto al frulla uova manuale! Immaginatevelo! Penso che riuscirebbe a comporre musica persino chiuso in uno sgabuzzino! :joy:

Partendo dai miei passi voglio smetter di pensare,
andare a piedi nudi verso spiagge disegnate…
Antidoto migliore per un vivere contento
è correre svestiti con il sole sul capello…

Akkura – Ricamato sul divano

Ah, tra i tanti invitati della serata c’è stato Fabrizio Corona. Mi è passato a 30 centimetri e… che dire! Mi credete se vi dico che in tv sembra il triplo di quel che è?! Persino le mie amiche erano shockate! E’ un minchia (ma si, diciamolo!) alto giusto 5 centimetri più di me e neanche così robusto come sembra! Ha fatto la sua apparizione sul palco (non se l’è cagato nessuno), ha detto due parole ed è andato via. Che assurdità!

Comunque… adesso scappo a nanna, nel post vi ho incluso 3 foto del mitico gruppo scattate dal cellulare. Il video del delirio che c’era nella mia macchina tornando ve lo risparmio… :joy:

Emanuele

PS: domani riempio il mio iPod con un po’ di bella musica… 🙂

L’irresponsabilità.

L’irresponsabilità, certe volte, sta tutta in un letto. In una luce accesa con la porta chiusa. In un numero. Si, in un numero non chiamato. In una persona non avvertita. In un orologio che scorre.

Certe notti la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei.

Ecco, proprio quelle notti mi chiedo se non sia il caso di metter una freccia, accostare, domandarsi quale cavolo di strada si stia intraprendendo e poi rimettersi in marcia. Anche perché ormai la patente l’hai da un po’ di tempo, ha poco senso che non sia tu a decidere dove andare.

Certe notti mi lasciano perplesso. A distanza, ma perplesso.

Torno a dormire…

Emanuele

Cani.

Ci sono giorni in cui i cani andrebbero bastonati.

E’ solo che sono troppo educato. E’ solo che penso che esista una giustizia divina. E’ solo che… mi dispiace e avrei voglia di spaccare la faccia ad un paio di persone perché l’unico metodo per discutere coi cani è quello.

Ma non spaccarla lievemente. Una bella dozzina di ginocchiate sul naso. Pugni sul viso dati come fosse un tabellone da distruggere. E poi quando il cane è a terra, continuare. Come se il diavolo fosse esploso dentro i bicipiti. Continuare e continuare, finché le nocche delle dita non sono gonfie. Finché non arrivano in dieci persone a separarti da quel cane.  👿

Far valere tutte le giornate di palestra insomma.

Ecco, Signore, meno male che sono una persona educata.

Perdona e dimenticherai… certe cose però fanno male. 😥

Emanuele

Leffrraaggoollee!!

Che bello! Sono appena tornato dal mercatino… ho fatto un po’ di spesa e wow, è il periodo delle fragole! :joy:

E io… le adoro, proprio come quando – da piccolo – me le portava mia nonna, ogni domenica in questo periodo, chiuse in un contenitore che sembrava esser nato solo per quello!

Ne ho comprate mezzo chilonon vedo l’ora di mangiarle! :joy:

Buona giornata a tutti,

Emanuele

Il bambino col pigiama a righe.

Il recinto. Ecco cosa divide l’uomo buono dal non-uomo. Ecco cosa può sembrare per un bambino parte di un gioco e per un adulto una missione da compiere.

Il bambino col pigiama a righe - scena del film

Bruno aveva 8 anni quando incontra quel recinto. Per lui tutto è un gioco, compresi quei numeri che “i contadini” portano addosso.

Quel recinto che, neanche cento anni fa, significò l’ultima finestra verso il mondo per milioni di persone.

Ecco cosa vanno abbattuti nella vita. I recinti. Anche quelli psicologici nei confronti di chi abbiamo intorno.

Spesso creiamo dei cerchi intorno a noi. Chi è dentro, bene. Chi è fuori… male per lui.

Mi è rimasta la voglia di distruggere quel recinto.

Il libro, un romanzo dello scrittore John Boyne è stato tradotto in 32 paesi. Nel 2007 è stato nelle classifica dei più venduti in Irlanda per 100 settimane ed è stato tra i dieci romanzi più venduti in Australia, Spagna, Regno Unito ed altri paesi europei, diventando un best seller per il New York Times.

Il film, in due ore, racconta la storia di Bruno, di quel recinto, e di quel grande gioco della morte che non scoprì mai.

Emanuele

Scelta dell’hosting.

Questo è un post sponsorizzato, come al solito poche lire. Non sono obbligato a parlar bene ma è giusto informarvi per correttezza.

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In questi giorni DreamsWorld è stato down, il mio precedente hosting mi ha semplicemente detto che non riuscivano a reggere il carico sul server generato dalle pagine del blog.

Ho tentato in vari modi di alleggerire il “peso” delle pagine ma, dopo alcuni test, continuava a non bastare (per loro). Vi racconterò meglio di quest’esperienza tra qualche giorno, quando sarà tutto concluso, intanto però, vi presento WebHostingChoise e vi faccio le mie raccomandazioni.

WebHostingChoise è un piccolo archivio di servizi di web hosting che propone una classifica degli hosting più convenienti secondo le proprie necessità (hosting di un blog, di un sito di eCommerce, di un server SQL e così via…) che però, secondo me, non mette in risalto le caratteristiche fondamentali di un servizio di hosting.

Lo spazio illimitato (così come le mail illimitate, i database illimitati e così via…) sono, infatti, uno specchietto per allodole che non descrive le prestazioni del server.

Volendo fare un paragone, è come se un trasportatore vi dicesse “ho delle scatole grandissime, usa le mie” e poi però foste vincolati al suo servizio di trasporti che invece di viaggiare in aereo cammina ancora su un calesse trainato da asini.

Va di moda offrire miliardi di Gb ad utente (o addirittura servizi pseudo-illimitati) ma nessuno si preoccupa dal dichiarare quanta CPU vi verrà concessa, quanta RAM avrete disponibile e così via. Eppure le prestazioni finali dipendono esclusivamente da quella. Avere centinaia di gigabyte di dati, acessibili ad una velocità infima, è come non averli!

Quando scegliete un hosting dunque, cercate di conoscere quei valori, cercate di capire quanti account-utente vengono caricati su un singolo server, cercate di capire che tipo di gestione CPU/RAM hanno (con conseguente gestione di eventuali picchi di richieste di risorse e così via…).

Non affidatevi esclusivamente alle prime tre parole “spazio illimitato gratis”.

Emanuele

Nessun superuomo, tanti trader.

Gibì e Doppiaw - Diversamente abiliIeri Daniela, dopo aver letto il mio post circa le qualità di ognuno di noi, mi ha mandato via e-mail una vignetta (scansionata appositamente per me… grazie!! :-)) che ripubblico qui.

Mi ha fatto sorridere e avrei un paio di persone a cui farla vedere.. 🙄

Bellissimo il finale. Avere dei limiti non è “un limite”, ma semplicemente l’occasione giusta per permettere a chi ci sta accanto di mostrare ciò che ha dentro.

Un piccolo appunto però, vorrei farlo anche qui, nonostante l’abbia già scritto in un commento: non credo che il “sapere d’esser speciali in qualcosa” ci dia il diritto di cullarci e non impegnarci nel valorizzare ciò che siamo (e siamo anche tanto altro eh!).

A proposito di questo, mi torna in mente la parabola di quel padrone che affida i suoi denari ai suoi servi e che, quando torna, rimprovera il servo che – intimorito dal valore di ciò che aveva ricevuto – decise di conservare il denaro, con cura, sotto terra.

A prima vista si può pensare che abbia fatto la cosa migliore. Quante volte quando ci affidano qualcosa ci preoccupiamo di conservarla nel posto più sicuro possibile? E allora… perché il padrone si arrabbia?

Il padrone rimprovera il suo servo perché se avesse voluto semplicemente conservare quel denaro (ma chiamiamolo talento ;-))) avrebbe benissimo potuto continuare a custodirlo nei suoi forzieri

Non dobbiamo sotterrare i nostri talenti. E’ giusto conservarli, ma è giusto valorizzare e raddoppiare (perché no!) il valore dei talenti che ci son stati donati.

Valessero 10, 50 o 100 denari, poco importa.

Emanuele