AA6547755: Codice promozione Fineco Wave!

Aggiornamento del 22 Gennaio 2010: questa promozione è scaduta, per conoscere quella attuale clicca qui! 🙂

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Cogliete al volo questa occasione… Fineco non offriva qualcosa di simile da tempo!

Promozione Fineco Wave - codice AA6547755

Usando il codice AA6547755 durante l’apertura di un conto Fineco riceverete un anno di conto gratis e un premio a scelta tra:

  • carta MasterCard da 50€ da spendere come volete in tutta Europa
  • 200€ in commissioni per investire subito in borsa
  • 1 anno di conto gratis (cumulabile con l’anno regalato da Fineco!)

Inoltre Fineco vi darà un codice con cui vincere tanti altri bei soldini! :joy:

Affrettatevi perché l’offerta scade il 14 Dicembre 2009!

Io continuo ad essere un cliente soddisfatto… – ripeto – non lasciatevi sfuggire l’occasione! 😎

Emanuele

Operazione trasparenza!

Da tempo avevo in mente di realizzare questa cosa: avevo voglia di tener conto dei soldi guadagnati attraverso questo blog.

Queste pagine, da anni, vivono accanto a me, come fogli di una piccola agendina inesauribile in cui riporre qualsiasi mio pensiero. Non ho freni, temi o regole da rispettare. Ho scritto sottosopra e persino da destra verso sinistra.

Ho giocato con le parole, ho sognato, ho descritto le mie giornate, le mie euforie, le mie vacanze, le mie sofferenze e i miei ricordi.

Questo posto è di tutto e di più.

Nella sua indescrivibilità però, mi ha anche regalato tanto. Oltre a varie soddisfazioni mi ha regalato dei soldini del tutto inaspettati.

Come dico sempre a chi mi chiede se lo faccia per soldi, la risposta è netta “lo farei anche senza”. Senza se o ma che tengano.

Scrivere mi diverte, mi aiuta a trasmettere sentimenti, mi rilassa. Non saprei rinunciarvi e non sono mai stato costretto.

Tutto ciò che ho detto è farina del mio sacco, frutto dei miei pensieri e delle mie emozioni. Anche i soldi guadagnati in fin dei conti sono tali. Non venderei mai l’anima scrivendo qualcosa che non penso e in passato mi è capitato di rifiutare un’offerta in cambio di un bell’articoletto su un software (un antispam realizzato da una ditta italiana) che, personalmente, ritenevo facesse acqua da tutti i lati. I post sponsorizzati che ho scritto fin ora mi han lasciato libero di parlare, bene o male, in base alle mie impressioni.

Comunque, ieri pomeriggio ho ripreso un po’ tutte le fatture, le tabelle, i resoconti dei pagamenti ricevuti ed ho creato una paginetta che rimarrà visibile a tutti.

Non so voi, ma quando alla fine del lavoro ho preso la calcolatrice e letto il totale, son rimasto senza parole.

Ricordavo di aver guadagnato qualcosa… ma non credevo così tanto! 😮

Sono rimasto a bocca aperta ma, al contempo, mi sono accorto che è stata una soddisfazione scomparsa in fretta. Mi son chiesto immediatamente il perché e la risposta al momento sta nel mio modo di vivere questo blog.

E’ un grande gioco che vivo insieme a chi commenta, a chi lo segue, a chi giornalmente passa da qui, a chi mi scrive in privato commenti come questo:

Sono capitata qui per sbaglio e non so ancora se questo sia un bene o un male….e’ circa un’ora che mi ritrovo immersa tra le tue parole…non riesco a chiudere la pagina!!
devo assolutamente studiare 🙁
complimenti…

Chiara (11 giorni fa via e-mail)

E’, anche questa, un’avventura che sto vivendo. Qualcosa che da grande potrò raccontare (se mai dovesse finire). Qualcosa che c’è stata. Non mi è mai capitato di aprire l’editor di testo pensando “oggi devo realizzare tot euro”.

E’ una fortuna quando ciò che fai per hobby riesce anche a rivelarsi utile e io credo d’esser protetto in maniera speciale da chi sta più in Alto da questo punto di vista. Quei soldi son tanti ed è quasi ridicolo che possano arrivare da pagine come queste.

Beh, grazie a tutti quanti e continuiamo a giocare adesso! 🙂

Emanuele

Gridare, adagio e forte.

Elena se ne andò sbattendo la porta con decisione. Era nervosa, stanca e incapace di credere che tutti quei discorsi non fossero serviti a niente. Ore e ore di snervanti discussioni e tentativi di aprire un dialogo che si concludevano sempre con un misero e sottile movimento del viso dell’ingegner Marco Roncetti. Non una risposta convinta però, non una presa di posizione.

L’ingegnere portò fuori dal taschino un sigaro conservato in un piccolo tovagliolo. Aveva bisogno di fumare, voleva trasformare quella stanza in un mondo grigio, un luogo in cui far svanire quel rigore che le urla e i lamenti di Elena avevano lasciato. Allungò e accavallò le gambe sulla scrivania incurante dei documenti che avrebbe calpestato. Tirò fuori dalla tasca l’accendino e tenendo il sigaro con le labbra, lo accese. Il fumo era il suo mezzo per evadere. Si concentrò inizialmente sulle forme che assumeva quando usciva dalla bocca e provò a controllarlo stringendo e allargando le labbra. Era strano come, qualche misterioso spiffero nella stanza, sapeva far svanire rapidamente nel nulla quei cerchi che, con tanta maestria, riusciva a realizzare.

Sapeva benissimo di essere un giovane ingegnere, nato e cresciuto sotto l’ala del rispettatissimo Alfonso Roncetti, ma non voleva che i suoi progetti venissero modificati per le assurde richieste di una donna, per lo più non professionista. Non poteva accettare che ciò che aveva in mente non fosse rispettato così come erano rispettate le parole di suo padre.

Allungò il collo sulla sinistra e con la mano spostò la tenda che copriva la finestra posizionata alle spalle della sua scrivania.

I tacchi di Elena scandivano i passi come le ruote di un treno su un binario. Il ritmo era sostenuto e non faceva altro che accrescere in lei il nervosismo maturato. Le persone, le saracinesche dei negozi e i bambini le scorrevano intorno e sfumavano dietro come tante sagome silenziose. Non c’era posto per altre informazioni nella sua testa in quel momento.

Girò l’angolo, tirò fuori le chiavi della sua vecchia auto e andò via frettolosamente.

L’ingegnere lasciò la tenda tornare, lentamente, alla sua posizione e aspirando nuovamente il suo sigaro prese ad osservare il silenzio del suo ufficio e il disordine della sua scrivania.

“Vendesi immobile, 280 metri quadri, da ristrutturare”, era ciò che da quella posizione l’ingegner Roncetti riusciva a scorgere tra quelle carte.

Potrebbe anche far parte di ciò che stavo raccontando… intanto, è nato così ed è finito qui. 🙂

Emanuele

Rumori molesti (dentro di noi).

Qualche giorno fa, in una sera come questa, ho sentito il rumore di una televisione e ho – istintivamente – creduto provenisse dalla stanza di mio fratello.

Li ormai il televisore non c’è più perché se l’è portato a Milano ma, a me, son tornati miliardi di pensieri.

Mi sono accorto che è passato un anno che sono solo a casa. Gli ho mandato un sms… gli ho detto che mi manca.

Non mi ha risposto però quel pensiero è ancora li. Dodici mesi fa, la vita a casa mia, è cambiata radicalmente.

E’ iniziata una nuova era da tanti punti di vista e probabilmente il periodo del “tutti insieme sotto un tetto” è già finito e devo semplicemente rendermene conto invece di passare le giornate così impegnato da non farci neanche caso.

La mia sorellina (per sua scelta), da due settimane, passa i weekend (durante la settimana studia) come pescivendola in un GS milanese… e non sapete quante risate m’ha fatto fare con ciò che fa e vede dall’altro lato del bancone. 😎

Siamo tutti grandi ormai. E’ assurdamente vero.

Emanuele

Boucherie!

Akkura in concerto

Ultimo concerto della stagione. Piazza sant’Anna, Palermo.

Dopo averli seguiti per tutta l’estate, non potevamo mancare adesso.

In Croazia avevo stretto le mani dei miei amici con una promessa: “dobbiamo chiudere l’estate con un loro concerto e li raggiungeremo in qualsiasi luogo della Sicilia”. Ero intenzionato male. Eravamo disposti a tutto.

Fortunatamente son tornati a Palermo… ed è stata una bellissima serata! :joy:

Emanuele

PS: adesso partiranno per il Brasile per incidere il terzo disco (e che bella la vita in una band direi! :-|).