D’ora in poi la carta la porto dal sud.

In realtà Milano ha tutto: mostre, eventi, concerti, parchi bellissimi, piste ciclabili, metro funzionale e funzionante. C’è solo una cosa che non dovete chiederle: un foglio di carta da imballaggio il 20 d’Agosto. Lì Milano s’offende. Non prendetela per un’insulsa cartoleria di provincia. Lei è una dama d’alto rango, mica una misera commessa. Alla fine (dopo un giro di oltre un’ora) mi sono arreso ed ho chiuso un pacco alla meno peggio (leggasi: chilometri di scotch!). Adesso pranzo e poi corro verso l’aeroporto.

Programmi della giornata? Atterrare a Palermo e – se mi sento – ho già un invito per cena da un’amica!

Intanto certe coincidenze mi fanno sorridere: fino a ieri bel tempo, oggi sto andando via e sta già piovendo! 😎

Torno, tranquilla che torno…

Emanuele

Giorni, a Venezia.

A che servono i giorni?
I giorni sono dove viviamo.
Arrivano e ci svegliano
migliaia di volte.
Sono lì per farci felici:
dove vivere se non nei giorni?

Ah, per sciogliere questo indovinello
il prete e il dottore
nei loro sottanoni
corrono come pazzi.

Giorni” – Philip Larkin (poeta inglese)

Non posso che iniziare con questa poesia. Philip Larkin è un poeta inglese, morto giusto due anni dopo che io nascessi. Eppure la sua capacità di scrivere (e scriver bene!) c’ha regalato questa piccola poesia che ho letto la prima volta nella prefazione di un libro di cui adesso non ricordo il nome.

Gondoliere a Venezia

Tra i giorni felici in cui ho vissuto mi torna in mente Venezia. Ve ne ho già parlato ma, riguardando le foto, è inevitabile aver voglia di parlare di quel posto magico. Penso proprio che sia una di quelle città che vorrò rivedere ancora e chissà che non sia possibile già il prossimo inverno durante il carnevale…

Venezia - Musicisti a piazza San Marco Venezia - Piazza San Marco Venezia - Chiesa del Redentore

Venezia è unica perché è diversa dalle altre. E la diversità è un aspetto della vita che mi affascina particolarmente.

Tutto è in contrasto col resto. L’acqua col cemento. L’antichità delle costruzioni con la modernità dei giorni nostri. La vita in mare con quella terrena che è la forma più diffusa della nostra razza. Le strisce pedonali sono i ponti, non ci sono – come altrove – strisce pedonali sui ponti. Le barche si remano da un lato solo e non da seduti ma in piedi. Non sono simmetriche neanche quelle: sono a forma di banana per andare dritte quando vengono spinte da un solo lato. A Venezia l’arte s’è fusa con l’acqua. Non ti innamori semplicemente delle opere architettoniche. Ti innamori delle opere architettoniche che fuoriescono dall’acqua.

Venezia - Orologio Venezia - 05

A Venezia – mi sono accorto – non sai mai quale lato della fondamenta guardare prima per tre motivi: il primo è che se ti distrai troppo rischi di finire in acqua, il secondo è che entrambi i lati di ogni canale nascondono palazzi e storie cui porre attenzione e così, non sai mai quale prospettiva sia la migliore. Infine perché non puoi attraversare il canale dove vuoi. O usi un ponte o alcune gondole ti aiutano per 50 centesimi. Il resto del mondo non ti chiede 50 centesimi per attraversare la strada, così è una scelta che il più delle volte fai ben prima di iniziare a camminare (è un grande insegnamento quest’ultimo).

Venezia è unica per questo, perché tutto è a misura di Venezia. Poco si rifà a ciò che è convenzionale. Per Venezia vedi girare la barchetta che porta la frutta ai commercianti o quella che raccoglie i rifiuti e poi, ogni tanto, ti fermi e aspetti il battello come si aspetta l’autobus: c’è la panchina, il display con i minuti d’attesa ma appena arriva, l’autobus non frena, ma un addetto ormeggia e tu, prima possibile, sali sulla passerella. Come centinaia d’anni fa.

Il tempo s’è fermato ma la vita continua ecco tutto.

I giorni arrivano e ci svegliano migliaia di volte e noi viviamo in essi.

Emanuele

La valigia non la svuoto.

Ebbene, rieccomi a Milano, in quella casa che non so ancora chiamare realmente casa ma che rappresenta, indubbiamente, un punto fermo del mio futuro.

836km percorsi in tre giorni e una spesa totale di 65€ tra caselli e metano. La pandina fila a 130-140km/h abbastanza agevolmente e i Coldplay prima e i Kings of leon in chiusura mi hanno accompagnato durante gli infiniti rettilinei della A4 durante la strada del ritorno. Anzi, a proposito dell’A4… c’è da dire che le autostrade a tre corsie sono bellissime, si viaggia molto comodi e veloci però, diamine, la gente non sa completamente usare la corsia più a destra. Mi è capitato più volte di beccare gente al centro che non accennava a spostarsi… e detto da uno che di autostrade così, al sud, non può che sognarle è veramente grave. 😐

Adesso mi aspetta un giorno di quiete (molto tra virgolette) e poi altri mille chilometri (in aereo) verso Palermo.

Giorni con la valigia sempre pronta insomma. Intanto è stato un bel giro e una bella settimana dai tempi rilassatissimi.

So già che, più di tutto, mi mancherà il mio nipotino che ieri sera ho salutato consapevole di non rivederlo prestissimo… c’est la vie!

Emanuele

Siór e sióri benvegnù!

Oggi gita a Treviso! Una cittadina molto pulita e visibilmente padana nordica che però mi è dispiaciuto visitare in questo periodo dell’anno. Queste città, secondo me, esprimono al meglio le loro qualità durante i mesi freddi, quando l’inverno le tinge di bianco e i portici con i soffitti lignei a cassettoni danno quel tocco di calore all’esterno.

Treviso - 01

In ogni caso gradevolissima, molto molto serena e curata (si vede che i trevisan son tutti ricchi… :roll:). Certamente dopo aver visitato Venezia il confronto è impari, ma credo che difficilmente troverò qualcosa in grado di eguagliare quei canali… :eeeh:

In ogni caso, una cittadina molto a misura d’uomo. Mi mancava nella lista delle città visitate. 🙂

Treviso - 02 Treviso - 03 Treviso - 04

Ah, una cosa orrenda – prima che la dimentico – e poi una bella.

Quella orrenda è che al nord vendono il gelato a palline: una, due, tre… tu scegli e influenzi il prezzo. Oggi pomeriggio abbiamo preso un gelato seduti da “Signore & Signori” (il bar nella piazza della Prefettura che prende il nome del film omonimo girato nel 1966…) e m’è tornata in mente questa assurdità gastronomica. Oltre al fatto che i nordici sconoscono la bontà delle brioches ripiene, vendono il gelato… a cucchiaiate. Succedesse a Palermo sentireste una sonora risata. 🙂

La cosa bella invece è che, sotto consiglio di mia sorella e di mio padre (l’han letto entrambi), a Treviso sono entrato in una libreria e ho comprato Il più grande uomo scimmia del pleistocene, un romanzo-comico-fantascientifico scritto nel 1960 da Roy Lewis, così ho qualcosa da leggere nei prossimi giorni. 🙂

That’s all folks, domani si torna a Milano!

Emanuele

Quando sei qui con me, questa stanza non ha più pareti…

Mia sorella più piccola me l’aveva detto: “Manu, sembra d’essere in qualche ambientazione fantastica stile Disneyland!”, io avevo voluto crederle ma avevo bisogno di guardare coi miei occhi! Beh… poche parole per descrivere Venezia se non come una città che, immancabilmente, va visitata almeno una volta nella vita! S-T-U-P-E-N-D-A!!! :joy:

Il cielo anche oggi c’ha regalato una bellissima giornata e metter piede, per la prima volta nella vita, in quel mondo stile waterworld del passato è stata un’esperienza che non dimenticherò facilmente!

La fortuna di avere i genitori a seguito poi m’ha permesso di fare cose che col mio attuale portafoglio mi sarei risparmiato (o meglio, avrei dovuto venderlo per fare qualcosa… :-D), tipo prendere il biglietto giornaliero per il vaporetto (16 – assurdi – euro a persona!) o pranzare in un’osteria tipica veneziana col proprietario veneziano d.o.c. che ci raccontava il perché e il per come di ogni pietanza…

E poi ogni singola calla (le vie veneziane si chiamano così), una più affascinante dell’altra. Visitarle avendole descritte da tre veneziani (per lo più architetti) poi è stato un valore aggiunto non indifferente: tante sfumature all’occhio ignorante scappano, loro invece facevano a gara a chi presentava particolari, storie o informazioni più esclusive! 🙂

Il bello di Venezia forse è proprio uno: il suo “equilibrio precario” fa si che sia difficile vedere costruzioni nuove tra le isole così è tutto immutato, fermo ai tempi che furono e circondato da miliardi di barchette che affannosamente rendono vive quelle acque!

Non ho foto da farvi vedere perché sono ancora tutte imprigionate nella macchina fotografica di mia sorella, intanto dentro di me – mentre scrivo – rivedo decine di angoli, di insegne, di gondolieri che magicamente trasportano persone su quelle favolose imbarcazioni asimmetriche…

E’ un mondo incantato, a vedere quell’acqua dappertutto ti vien da ridere. E’ allegra, è piena di movimento… è una città-non-città! La strada è acqua. E’ l’assurdo fatto realtà!

Piazza San Marco poi è stato il coronamento di un sogno d’amore (e qui apro un inciso in pieno stile romanzo harmony :-|).

I miei genitori – 32 anni fa – durante il periodo di corteggiamento vennero a Venezia e promisero l’un l’altro che un giorno sarebbero tornati lì, indipendentemente dalle strade che la vita gli avrebbe fatto percorrere. Sposati, divisi, con altre famiglie distinte, si giurarono – come due fidanzatini che si rispettano – che avrebbero mantenuto quell’impegno.

Beh… la loro strada è risultata una bella famiglia però non erano più tornati in quella piazza fino ad oggi, così l’emozione – per loro – si tagliava a fette ed è pure scappato un regalino in una botique in piazza San Marco (nulla da miliardi di euro, tranquilli!).

L’inciso romanzesco lo chiudo qui che la glicemia è a mille (ma dedico a loro il titolo di questo post…) e mi tuffo sotto le lenzuola di questo letto ad una piazza e mezzo (ovunque vada, al nord, me ne becco uno così per ora!).

Ci si sente domani, anche se è già in programma un altro bel giro… 🙄

Emanuele

PS: e mio nipote continua a segnare record (e ricevere infiniti apprezzamenti… sgrunt! :-P).

Sono qui, cioè lì, cioè… nel Veneto.

L’orologio segna le 23 e 58 quando inizio a scrivere questo post. Ho ancora tanti rumori in testa, rumori di una giornata lunga ma molto molto bella.

Ho in testa il rumore dei pneumatici che – da Milano – rotolano frettolosamente verso una cascina fuori Mestre, immersa in un verde incredibile, dove ho pranzato quasi come fosse Natale (a casa del cognato non poteva essere altrimenti…).

Poi ho il suono di tante chiacchiere venete (di cui devo ammettere d’essermi perso almeno il 30% dei discorsi…) quando ho raggiunto mia sorella e suo marito a casa di amici loro per un aperitivo-cena. Di quel momento ricordo anche il suono del mio bicchiere che si riempie di vino una, due, tre, quattro volte: complice il fatto che s’è discusso sull’ospitalità delle persone del sud, alcuni amici han deciso di non esser da meno…

Ho anche il suono di quelle macchinette infernali che friggono gli insetti. Questa zona è piena di verde quanto piena di umidità e zanzare e sembra che quelle gabbie “bzzz-frrr-zzzz-strrr…” siano la soluzione ovunque, tanto da essermi chiesto perché non le installassero pure nelle auto (sapete quelli che girano con i neon blu nell’auto… beh ecco, se aggiungi 2-3 ferretti con un po’ di tensione hai la tua auto tamarra ma anti-zanzare…).

Ho anche il testa la vocina piagnucolosa di quel broccoletto di mio nipote che proprio oggi ha compiuto 1 mese e mezzo… 🙄

E’ trascorsa una bella giornata, non so neanche dire “proprio come la immaginavo”, perché da tempo ho iniziato a progettare di meno nella mia testa ciò che dovrò vivere per augurarmi semplicemente che tutto avvenga “come deve andare”. E oggi… è andata esattamente-come-doveva-andare (tanto da non poterne essere insoddisfatto… :-)).

Adesso sono steso sul mio letto, la wi-fi nell’appartamento prenotato funziona benone e in questo mondo iper-connesso, in cui non si è mai soli, questa cosa mi fa riflettere. Vacanza è staccare da cosa? Anche da questo? Oppure comunicare su queste pagine è come fare una telefonata agli amici dicendo che mi sto divertendo tanto?

Ah, a Venezia oggi c’è stato il sole. Anzi, anche Milano s’è svegliata col sole. Qualcuno tempo fa – scherzando – disse che ogni volta che vengo al nord arriva il sole… e io, un paio d’anni fa, provai a sognare che fosse possibile influenzare persino il meteo. Chissà, sono sicuro che se parlassi con qualcuno fissato con le energie positive mi direbbe che ho la facoltà di controllare l’universo.

Beh ecco, fosse così, adesso mi addormenterò desiderando una piazza San Marco raggiante! Vedremo come finisce… :joy:

Good night,

Emanuele