Il mio corpo, altrove.

Svegliarsi in quel di Milano è strano. Non è la prima volta ma aprire gli occhi e avvertire una luce diversa, rendersi conto di star dormendo su un letto ad una piazza e mezzo tutto per te ti fa capire che non sei propriamente nel luogo di sempre.

Dalla finestra vedo tanti palazzi, per la maggioranza più bassi della finestra dalla quale guardo il mondo che mi circonda, tanto che è facile e bello vedere le cime innevate delle Alpi. Un paesaggio in netto contrasto con quello che fa parte del mio DNA.

Gli alberi sono verdi, qualche rondine vola qua e là, una gru in lontananza si sta muovendo. E’ ora che anch’io inizi la mia giornata. Era da vari mesi che non dormivo così tanto.

Oggi c’è il sole. Io, devo decidere come assorbirlo. Mi andrebbe moltissimissimo una passeggiata in bicicletta col mio iPod alle orecchie… 🙂

Emanuele

3 commenti » Scrivi un commento

  1. Sono io che non lo trovo, o sei tu che non l’hai scritto?
    Credevo di trovare qualche tua riflessione, impressione sul tuo nipotino e invece…niente!
    A volte le cose troppo belle sono difficili da scrivere…
    E’ per questo che LUI non c’è?

    • No Roberta, hai ragione! Prima d’incontrarlo avevo l’impressione che avrei sprecato fiumi di parole… e invece, come canterebbe Celentano, “l’emozione non ha voce”. Sto ancora assorbendo questa nuova presenza. E’ un affetto e un rapporto che si sta creando in maniera invisibile, partendo da zero…! Un’esperienza indescrivibile probabilmente! Ecco, mi ci stai facendo riflettere solo ora per bene…! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  2. Pingback: Quando sei qui con me, questa stanza non ha più pareti… - …time is what you make of it…

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