Nuovo Viakal, uccide germi e fratelli.

Sarà che abbiamo caratteri diversi, pignolerie diverse, livelli d’accettabilità diverse ma in questi giorni sto faticando nel far silenzio per non litigare con mio fratello.

Per lui la casa è un po’ un albergo in cui apri, usi, poggi ovunque. Non voglio addentrarmi nei particolari per un minimo di decenza ma so che questi giorni saranno una vera sfida con la santa pazienza. Stamattina ho passato tre ore pulendo cucina, bagni, passando lo straccio e l’aspirapolvere e chi più ne ha più ne metta, per pranzare alla fine di fretta e correre all’università alle due e mezza.

Rivedo un po’ me da piccolo, quando anch’io passavo sopra certe cose… però diamine, adesso siamo adulti entrambi.

Il mio obiettivo nei prossimi giorni sarà quello di prendere per buono tutto ciò che arriva (anche se poco) e… fare un bel conto alla rovescia.

Che poi mi dispiace sia perché è mio fratello, sia perché mi ritroverò nuovamente solo a casa. Però cavoli, c’è modo e modo di vivere. Non posso tornare da Milano e trovare i vermi nell’immondizia. 😐

Emanuele

Distributore automatico di sorrisi!

Ancora non ho avuto modo di immortalarmi su quella ruota singola dall’equilibrio instabile intanto mi son reso conto che: in primis, andare avanti sul monociclo, al pari della vita, è più semplice del tornare indietro. In secundis stare fermi è un’arte tutta a sé (e nella vita idem). In tertiis la gente che passa non può non fissare la pedalata ed è anche capace di fermare lo scooter. In quartis i bambini tirano la mano alla mamma pur di guardare due secondi ancora. In quintis mi è stato chiesto se volessi andare al circo in futuro (è accaduto in un ferramenta in cui ho comprato una chiave per stringere un dado).

Intanto, la cosa più piacevole è che qualunque sia la razza, il colore, il sesso, l’età o l’estrazione sociale, se riesco nell’incredibile numero di percorrere alcune decine di metri in equilibrio – parte un sorriso fugace ma spontaneo e così, rimanere su quel marciapiede ad allenarmi diventa qualcosa di più di “due intelligentissime ore per sudare una maglietta“.

Faccio. Sorridere. Chi. Passa.

Uno, due, tre, quattro sorrisi. Saranno stati venti, trenta per ora? Sono trenta sorrisi regalati nella storia dell’umanità.

E’ qualcosa di più di un gioco. E’ qualcosa di più. E’ una cosa potentissima.

Emanuele

Ancora una volta, per l’ultima volta.

Ieri il sacerdote, durante l’omelia ha rievocato una frase di Jean-Jacques Rousseau (attribuendola erroneamente a Sant’Agostino).

La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce.

Stamattina dopo essermi svegliato mi è tornata in mente e mi sembrano le parole adatte per aprire la stagione universitaria.

Tra 15 minuti ho appuntamento con un collega in facoltà, buon lunedì a tutti voi! 🙂

Emanuele

La siciliana ribelle.

La siciliana ribelle - Locandina filmStasera insieme a quattro amici sono andato a vedere “La siciliana ribelle“, un film della cinerassegna “Cinema continente Sicilia” che in cinque proiezioni vuol raccontare l’autentica identità dei siciliani: le origini, la storia, i modi di vivere e di pensare, la passione, l’attaccamento alla terra e alle proprie radici.

Il film di stasera, sebbene non fosse un racconto storico in senso stretto, riprendeva la vita di Paolo Borsellino e Rita Atria, una ragazza che, nel 1991, a soli 17 anni ebbe il coraggio di ribellarsi alla mafia (che aveva già ucciso suo padre e suo fratello) per diventare testimone di giustizia.

Rita si uccise, gettandosi dal settimo piano del palazzo in cui viveva in segretezza, sette giorni dopo la strage di via d’Amelio.

Le deposizioni di Rita e di Piera Aiello (sua cognata), unitamente ad altre deposizioni hanno permesso di arrestare diversi mafiosi e di avviare un’indagine sul politico Vincenzino Culicchia per trent’anni sindaco di Partanna che però né uscì assolto e fu persino rieletto (e qui c’è da riflettere su quanto difficile sia da sradicare la mentalità mafiosa nella nostra terra…).

Intanto la pelle d’oca o gli occhi lucidi in certe scene erano inevitabili.

Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognarlo?
Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo.

Rita Atria (a 17 anni)

Emanuele

PS: domani, se volete (e siete palermitani) sarà proiettato gratuitamente “Prove per una tragedia siciliana” di John Turturro: una dichiarazione d’amore alla Sicilia.

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene.

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene - Copertina libroIeri, sull’aereo, ho finito di leggere Il più grande uomo scimmia del Pleistocene di Roy Lewis.

Per farla breve, il libro racconta le avventure dei primi uomini che abitarono sulla terra, quando ogni comodità che oggi diamo per scontata doveva ancora essere scoperta. Dall’uso del fuoco alla “bellezza delle caverne per dormire”, alla geniale idea di cuocere la carne (che prima richiedeva loro 8 ore per cacciarla e 8 per digerirla…) o alla scoperta dell’amore come sentimento totalizzante.

Nel libro gli ominidi (che hanno nomi come Edward, Griselda, Oswald, Alexander) usano un linguaggio forbito ma sanno anche comunicare a gesti.

In contrapposizione ad Edward (l’ominide-scienziato che più di tutti voleva evolversi) troverete Zio Vania, un ominide che credendo che l’uso del fuoco o la cottura della carne siano contro natura, prende Edward per un pazzo che sfida la sorte e preferisce vivere ancora sugli alberi “com’è sempre stato secondo natura”.

Insomma, di situazioni che fanno sorridere non ne mancano e non a caso Terry Pratchett l’ha definito come uno dei libri più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni. 🙂

Leggetelo, è piacevolissimo e sono appena 180 pagine.

Emanuele

Di nuovo nel mio caldoooo!

Rieccomi a Palermo!

La prima cosa che non ho potuto evitare di notare è stato il caldo incredibile se confrontato alla temperatura di Milano e dintorni delle ultime settimane.

Poi – quasi come un bambino smanioso di giocare – insieme a mio fratello sono subito andato a cavalcare per un paio d’ore il mio monociclo (rifiutando l’invito a cena!) e – rullo di tamburi – posso dire di aver imparato ad andarci sopra!!! :joy:

Farei salti di gioia in questo momento… incredibile! I 30-40 metri (un intero isolato) sono miei ormai! :joy:

Adesso mi toccherà imparare a far andare quella assurda ruotina per percorsi più lunghi e poi migliorare in tante cosette (salita sul monociclo, camminata all’indietro che non ho ancora provato mai, equilibrio da fermi…) ma dopo circa 9 ore totali passate su quel sellino i risultati si vedono… che bello, che bello.

Mi sentirò soddisfatto solo quando potrò girare per la città con disinvoltura su una ruota sola… 🙄

Emanuele