Poco prima di cena.

Questo post leggetelo la sera (anche perché c’è poco da leggere).

C’è da ascoltare e, questa musica, è perfetta la sera, quando tolte le scarpe, liberati dalla tensione del cotone un paio di bottoni della camicia, allentata di qualche centimetro la cintura non vi resta altro da fare che rallentare i ritmi.

C’è silenzio dentro casa. Mettete un pentolino sul fuoco, un po’ d’acqua da lì a poco inizierà a bollire e quattro spaghetti  – ordinati su un piatto – sono pronti per finire tra i vapori che salgono lenti.

L’ambiente si riempie di voi, dei ricordi di una lunga giornata che vi ha lasciati felici per qualcosa e perplessi per qualcos’altro. Ecco, ho ancora quello scontrino in tasca, ‘spetta che lo butto…

La musica, la musica vi accompagna. Le casse del vostro impianto stereo seguono i vostri passi, entrano con voi in bagno e assecondano i movimenti – precisi e mnemonici – che impiegate per sciacquarvi mani e volto. Lei, al pari dell’asciugamani, vi accarezza mentre le luci della cucina si riflettono sul bordo del lavello e incontrano il manico scintillante del pentolino.

L’acqua scoppietta, le bolle salgono su vigorose ma non fuoriescono.

A massaggiarvi spalle e orecchie è My Song, canzone imbottigliata nel 1977. A suonarla è Keith Jarrett, un’icona del jazz annata 1945 di cui, in questi giorni, sto sorseggiando l’intera discografia.

La musica – e che musica – ha il potere di rendere magia una semplice cena…

Emanuele

Impressioni sul Magic Mouse di Apple.

Due giorni fa ho cambiato per la prima volta le batterie fornite col mouse che mi avevano regalato gli amici per il compleanno.

Innanzitutto, a distanza di sei mesi, devo dire che l’autonomia per un mouse laser, wireless e con superficie touch s’è dimostrata più che dignitosa. Cambiare le batterie 2-3 volte l’anno mi sta benissimo e non diventa un fastidio/pensiero continuo.

Apple Magic Mouse

Cosa apprezzo del mouse?

Innanzitutto il design e l’innovazione. Inutile negarlo ma rappresenta – al momento – lo stato dell’arte. La rotella superiore è scomparsa, sostituita da una superficie multi-touch,  i pulsanti destro e sinistro sono ricreati via software incrociando il click (unico) con la posizione in cui clicca il dito. Le linee, in pieno stile Apple, sono minimal e il bianco lo rende molto elegante.

Seconda aspetto che apprezzo è la scorrevolezza. Il mouse infatti non appoggia sull’intera superficie inferiore, ma sue due semplici pattini rialzati (immaginate – a grandi linee – le lame di uno slittino). Inferiormente rimane pulito e l’alluminio non si va graffiando.

Terza aspetto le gesture a due dita (ad esempio con due dita che scorrono sul mouse verso destra potrei andare avanti o indietro di pagina sul browser). Devo ammettere di non sfruttarle moltissimo però risulta comodo per scorrere le e-mail ricevute, quando la mattina sono ancora mezzo addormentato e raziono i movimenti.

Il quarto aspetto riguarda l’assenza della rotellina: è uno delle peculiarità che più finisci per apprezzare e i motivi sono due. Il primo è che non si riempie più di polvere girando e poi perché la capacità di scrolling è amplificata: la superficie touch è più lunga dell’arco di circonferenza utilizzabile di una rotella classica. Potrete far scivolare il dito dalla punta superiore del mouse fino al logo della melina morsicata: pochi scroll insomma e sarete a fine pagina/documento.

Quinto aspetto: quando spengo il Mac il mouse non rimane acceso ma si spegne senza dovermi ricordare di toccare l’interruttore.

Sesto aspetto: il mio MacBook del 2007 non supporta lo scrolling inerziale (in pratica quell’animazione che su iPhone/iPod fa accelerare lo scorrimento di un documento in base alla velocità del dito per poi rallentare lentamente invece di interrompersi quando il dito toglie il contatto) sul trackpad e così ha portato un’ondata di freschezza all’interfaccia.

Cosa non amo del mouse?

I pattini inferiori che vi descrivevo prima sono in plastica nera. Belli e intelligenti, però la particolare conformazione a taglio tende a raccogliere la sporcizia (solo lì, altrove il mouse rimane pulitissimo) e – viene istintivo – pulirli ripetutamente. Fossero stati in alluminio anch’essi probabilmente avrei avuto meno perplessità nel grattarli, di tanto in tanto, con le unghia…

Il prezzo. Capisco che si tratta di un prodotto all’avanguardia da tanti punti di vista, ma 70€ sono sempre 70€. Non me l’avessero regalato ne avrei fatto sicuramente a meno. Non è però una colpa esclusiva di questo mouse visto che tanti altri mouse di fascia alta raggiungono o superano abbondantemente queste cifre (semplicemente io sono sempre stato abituato a mouse nella fascia 10-20€ :-|).

Emanuele

Come calcolare la distanza di un temporale.

Si avvicina la stagione delle piogge e visto che l’altro giorno lo spiegavo ad un amico, leggete qui la guida da giovani marmotte per calcolare quanto dista un temporale dalla vostra testa! 🙂

Gli elementi che dobbiamo considerare sono pochi e abbastanza vistosi: fulmine e tuono.

La fisica elementare ci insegna che luce e suono si diffondono nell’aria con velocità decisamente diverse. La prima percorre approssimativamente 300.000km/s, il secondo invece, ad una temperatura dell’aria di 10°C, è decisamente più lento con i suoi 337m/s (per confrontarlo con la luce, significa 0,337km/s).

Prese in considerazione queste due grandezze fisiche e considerato che l’altezza dei cumulonembi (le nuvole grosse che provocano i temporali) è di circa 3km dal suolo ci si rende conto che la luce raggiungerà i nostri occhi in un decimillesimo di secondo mentre il suono necessiterà di quasi 9 secondi (3km diviso 0,337km/s vale 8,90 secondi).

Questo ci spiega già perché il tuono si fa attendere sempre qualche istante dopo che il fulmine ha squarciato il cielo.

Adesso però vogliamo capire quanto siamo distanti noi dal luogo in cui è esploso il fulmine e per questo dobbiamo chiamare in causa Pitagora. 🙂

Triangolo rettangolo - Teorema di PitagoraIl teorema di pitagora ci spiega che se il fulmine è avvenuto nel punto B del cielo e noi ci troviamo nel punto A (magari con l’ombrello già aperto), siamo distanti una misura b da C che rappresenta il centro del temporale a terra.

La distanza b si misura, semplicemente calcolando: b=√(c²-a²).

Riprendendo un po’ i nostri dati avremo che se il suono per percorrere il lato c impiegherà 10 secondi, la distanza b varrà: √[(0,337*10)²-3000²]=1535,22 metri.

In pratica, ogni 10 secondi d’attesa tra fulmine e tuono saremo distanti 1,5km dalla perpendicolare del temporale quando l’altezza delle nuvole è di 3km.

Se invece ci interessa – semplicemente – capire quanto siamo distanti noi dalle nuvole, basterà calcolare quanto tempo impiega il suono a percorrere la distanza c.

Abbiamo detto prima che per ogni secondo d’attesa il tuono percorre 337 metri, così basterà moltiplicare questa velocità per i secondi.

Dopo il fulmine attendiamo 5 secondi prima di sentire il tuono? Le nuvole sono a 337*5 = 1685 metri da noi.

In linea di massima basta ricordarsi che tre secondi d’attesa equivalgono a circa 1km così se effettuiamo un po’ di rilevazioni possiamo verificare in maniera abbastanza sicura se il temporale si sta avvicinando o allontanando da noi. 🙂

Emanuele

PS: e se siete curiosi vi spiego come sentire il suono di un tuono due volte… 🙂

La grandezza dei giorni si misura in minuti o in battiti di cuore?

“Time is what you make of it”, è scritto la in alto… e oggi, il tempo si è fermato per alcuni istanti.

Poche firme, sette se non ricordo male. Una domanda, una domanda non come tante altre. Una domanda che ti apre le porte. L’ho consegnata. Trenta secondi incredibilmente veloci.

Adesso ascolto “Viva la vida” in versione live tratta dall’album LeftRightLeftRightLeft (che potete ancora scaricare gratis!), perché come al solito – tutto ciò che mi rende euforico – non può avere sottofondo diverso! :joy:

Ora però si studia, eh.

Emanuele

Rivedrò il mio nipotino!

Mi verrebbe voglia di utilizzare un titolo già sfruttato mesi e mesi fa. Perché questa vita, questi anni, questi mesi, giorni e ore sono un continuo turbinio. Mai fermo. Mai annoiato. Mai senza parole da far sentire, avventure da raccontare, conquiste da annoverare, emozioni da collezionare. Sembra mi sia stata regalata una vita in cui persino le difficoltà sono belle, gli imprevisti ti trasformano in eroe, i paletti tra le ruote diventano fiori da regalare e ogni cosa non è mai come sembra.

Giorno 20 Agosto tornavo a Palermo. Martedì 28 Settembre sarò di nuovo a Milano. Un mese qui, un mese lì insomma!

Sopra sotto. Sotto sopra. Comincio a non capir più nulla! :joy:

Ho appena riservato il posto su quel blocco cilindrico con due braccia laterali ben stese (che – una volta tanto – non sono io che mi perdo tra i miei pensieri e la mia bicicletta) e adesso si contano i giorni all’indietro. O in avanti. Insomma, si contano.

…si viene e si va cercandoci un senso
che poi alla fine il senso è tutto qua

Ligabue – Si viene e si va

Ecco, mentre scrivevo ho pure trovato il titolo: quella stellina vale più di tutto il resto di speciale che – dall’Alto – qualcuno mi sta riservando in questo periodo supercalifragilistichespiralidoso! 🙂

Appena arrivo ti spupazzo per bene, promesso! :joy:

Emanuele

Dlin-dlon, comunicazione di servizio.

Oggi il server in cui risiede il blog (e il dominio) s’è preso qualche ora di relax: i DNS puntavano, inspiegabilmente, verso un vecchio IP.

Se mi avete scritto alla casella e-mail @dreamsworld.it potrei non aver ricevuto le vostre importantissime parole.

Riscrivete, rimandate o lasciatemi un commento in caso di ulteriori problemi. Solitamente rispondo sempre a tutti (più velocemente a chi mi offre soldi). 🙂

Emanuele

PS: in alternativa possiamo sempre chiacchierare su Google Buzz.