Mamma, mamma, guardaaaa!!!

Monociclo sull'erba

Passare col monociclo, davanti una scuola elementare-media mi ricorda la storia del pifferaio magico; lui che girando per le vie del paese incantava i topolini e li trascinava con sé! Io non vengo seguito, ma quando attraverso le vie del paesino in cui vivo, gli occhi dei passanti ricalcano puntualmente ogni ciottolo che la ruota calpesta.

Dovreste provare. Dovreste provare a far sorridere, così, senza far nulla. Pedalando. E’ una cosa – questa – che continua a sorprendermi (e motivarmi…). :joy:

Devo finir di colorare il mondo che vorrei abitare,
un giorno, che piove, disegnerò sale
,
con l’acqua del cielo mi farò il mare

Bandabardò – Disegnata

Forse in questo momento non potrò fare volontariato in qualche associazione, ma credo che anche questo sia un piccolo (issimo, esimo, infimo) servizio alla comunità… 🙂

Emanuele

La libertà è un dono che viene dal passato.

Ieri non ho avuto tempo per scriver nulla perché ho passato la giornata – da mattina a sera – con una amica, in giro per la città. Giorno libero mi ci ficco (no, il detto non era così ma non potevo star fermo in un giorno di vacanza!). 🙂

Milano - Galleria Vittorio Emanuele II - Festa 150 anni unità d'Italia

Milano, per i 150 anni dell’unità d’Italia s’è vestita per benino e noi avevamo organizzato un giro niente male. Avrei, però, da fare subito un appunto all’amministrazione: ok, bellissimo che i musei fossero aperti gratuitamente… ma se uno vuol fare un bel giro come puoi dire che le strutture chiudono ugualmente alle 18? Abbiamo dovuto depennare un po’ di locations perché la fila durava ore (al Palazzo Pirelli siamo arrivati alle 14 senza pranzare e siamo entrati intorno alle 16 e 30…).

Palazzo Pirelli - Aula consiglio regionale Pinacoteca di Brera - Pellizza - Quarto Stato Milano - Piazza Duca d'Aosta - vista dal Palazzo Pirelli

In ogni caso è stata una bellissima giornata e non capita tutti i giorni di poter vedere Milano dal più alto grattacielo in calcestruzzo portante d’Italia (alto 127 metri). Altrettanto bello e interessante il Museo Civico di Storia Naturale (che però non raggiungerà mai la magnificenza del British Museum in cui trascorsi tre giorni prima di ritenermi soddisfatto della visita…) con le sue sale rinnovate che cercavano di ricostruire l’habitat degli animali…

Milano - Tram - Festa 150 anni unità d'Italia Milano - Skyline visto dal palazzo Pirelli Milano - Museo civico di Storia Naturale - Tirannosauro

Interessante e forse poco valorizzata la mostra allestita alla Pinacoteca di Brera (la sera del 16 era quasi deserta…), un po’ nascosto al pubblico invece Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano in cui era allestita una mostra su Hayez (col suo famoso quadro “Il bacio”). Avremmo voluto visitare anche le stanze del Castello Sforzesco, l’Acquario e il Museo Archeologico ma la giornata è letteralmente volata!

In ogni caso voglio andare oltre le polemiche degli ultimi giorni “Italia si, Italia no” (che tanto mi ricorda “La terra dei cachi” di Elio e le storie tese…). Perché dobbiamo guardare sempre ciò che non va? Esisterà sempre qualcuno che dirà di volersi staccare, di non riconoscere certi meriti della “storia” ma – se non vado errato – c’è una massa non trascurabile di gente che l’Italia, nel suo piccolo “la fa”, lavorando sodo, svegliandosi alle 7 ogni mattina, immergendosi nel traffico e aspettando il weekend successivo per respirare nuovamente… e così viva l’Italia. Io mi sento orgoglioso d’esser rappresentato da quella massa lì!

Voi cosa avete fatto? C’era qualcosa di interessante organizzato nelle altre città? 🙂

Emanuele

Manasetti-manasetti-manasetti…

Oggi è Mercoledì ed è Venerdì. Non è Venerdì realmente, è Mercoledì ma è come se fosse Venerdì. E così, quando sarà realmente Venerdì, ho paura che invece si rivelerà essere un Mercoledì perché in tal caso non sarà un vero Venerdì e il giorno dopo che farò? Andrò a lavoro o rimarrò a casa?

Devo abituarmi a questi salti temporali. 😡

Emanuele

Solo un pianista di piano bar…

Libertà! Libertà è trovarsi in bicicletta sotto la pioggia dopo il lavoro. Libertà è pedalare in una lunga strada, coi campi coltivati da entrambi i lati, aprire le braccia e urlare mentre le goccie d’acqua ti finiscono sulle labbra e poi scivolano veloci verso la sciarpa! Libertà è il naso che ogni tanto trattiene qualche goccia e devi liberartene agitando il volto…

Libertà è un jeans bagnato zuppo, adesso in un angolo della stanza, tolto immediatamente non appena arrivato a casa per infilarmi sotto una doccia calda.

Libertà è una pozzanghera presa in pieno, libertà è il giubotto da strizzare, libertà…

Libertà è sentirsi liberi. Sentirsi bambini. Sentirsi felici di star facendo una cosa stupidissima.

Libertà è rivivere cose che… sarà stato anni fa l’ultima volta che mi son bagnato così in bicicletta! 🙂

…che suonerà finché lo vuoi…

Emanuele

Cazzatine.

Una volta tanto sono felice che gli italiani siano corsi in massa a registrarsi e scrivere di tutto su Facebook.

Faceboook e Fisco italiano

Che credevate, che uno strumento così comodo di indicizzazione di massa fosse lasciato in disparte da chi può sfruttarlo per controllare, comodamente, l’intera nazione? :worry:

Ma no… tanto voi scrivete solo cazzatine. Tutti solo cazzatine. Non c’è uno che mi dica diversamente. Eppure il Fisco le trova interessanti le vostre cazzatine.

(magari è la volta buona che la gente capisce che “impostare un livello di privacy” non significa assolutamente nascondere i dati a chi ha accessi privilegiati...).

Emanuele

Google aggiorna i profili utente.

Google ha appena ridisegnato, molto silenziosamente, la pagina dei profili utente. Questa è la mia. Le cinque foto in alto ricordano molto Facebook e spero (anche se ne ho il sentore) che l’idea non sia quella di realizzarne un sostituto attraverso una strategia lenta e silenziosa, quanto piuttosto, sostituirsi a servizi come ClaimID o Gravatar.

Se un bel giorno vedo apparire “Forse potresti conoscere…” con una bella lista di amici da riempire e mettere in evidenza, sarà la volta che lascio anche Google. Ipso iure.

Emanuele

La mosca bianca.

Manu, te lo dico così, papale papale, anche perché non so in che altro modo dirtelo. La vedi quella lì? Mi hanno fatto sapere che ha chiesto di te, che le interessi.

Arriva così, a metà serata di un qualsiasi sabato in un locale del centro di Milano, con una birra in mano, la notizia.

Quella lì. Quella carina con cui stavi parlando prima. Laureata in non-mi-ricordo-che (che queste riforme hanno decuplicato gli indirizzi di laurea) con uno stage quasi concluso in un museo. Le piace l’arte però non paga. Lombarda, forse fin troppo. Accento odioso in un bel corpicino.

E io son fesso. La mia amica dice che son cresciuto fin troppo bene, che sono buono, che non mi comporto come il resto del mondo e che… dovrei approfittarne. E’ stata a ripetermelo fino alle tre di notte “sei un ragazzo simpatico, intelligente, lavori, ti presenti anche bene fisicamente; si, se non fossi fidanzata ci penserei anch’io!”. Io carino. Non lo sono e non mi ci vedrò mai (e non è un problema perché vivo bene con me stesso).

Così, tornato a casa, avevo voglia di ritrovare nella stanza un sacco da boxe per dare due pugni. Perché non capisco più cosa stia aspettando, cosa stia cercando, da cosa stia scappando. Perché in questi tre anni in cui avevo deciso di star solo ne ho contate otto. Otto volte ho detto di no. Non l’ho scritto prima perché non amo vantarmi di queste cose… anche perché, diciamocelo, dire di no non è che sia una gran bella notizia.

La mosca bianca, ho sentito dire. Sarà lei forse. Il sogno di qualcosa di ancora più grande. Perché l’argento sai, si beve, ma l’oro si aspetta (cit.).

Emanuele