SuperMan-u e la super-vista!

Stamattina, in azienda, è venuto il medico per certificare l’idoneità alla mansione svolta. Era la mia prima volta e così ha dovuto compilare l’intera scheda.

Oltre ad averlo piacevolmente colpito dicendogli che vado a lavoro in bicicletta (a proposito, il contachilometri è già a quota 560km pedalati!), ho fatto il test della vista.

Concluso il test il medico ha esclamato “ha un’acuità visiva impressionante” a dispetto delle ore che – per lavoro e non solo – passo davanti al computer. 😎

Quand’ero piccolo, giusto per raccontarvi un aneddoto, l’oculista da cui mi portò mia madre, a fine visita mi chiese “quanti clienti mi rimangono?” insinuando che fossi in grado di vedere attraverso le pareti.

Così, anche oggi, dodici decimi segnati sulla scheda e io che vado via con un sorriso sornione. :eeeh:

Emanuele

La tartaruga, la foto, noi… e il movimento.

Mostra fotografica: tartaruga movimento lento

Le perle di saggezza, per una scelta precisa fatta alcuni anni fa, arrivano solo la Domenica perché mi sembra giusto, almeno un giorno, fermarsi per formarsi (uno slogan che mi ricorda lo scoutismo siciliano) però… non sempre posso resistere a tale scelta perché capita che, proprio Domenica, vai ad una mostra fotografica e becchi una foto accompagnata da un messaggio bellissimo.

L’immobilità di una foto, l’immobilità dello spettatore che s’incanta davanti, l’immobilità di un movimento (ossimoro!) che istante per istante può esser paragonato ad una realtà statica contrapposti all’importanza di avanzare.

Scoprire, capire e accettare che – quand’anche, nella più assurda delle ipotesi, tu sia una tartaruga – non significa che non potrai arrivare dove desideri.

Emanuele

“Make up” your professional profile.

Io comprendo che nella vita è sempre meglio darsi da fare che rimanere in panciolle aspettando che il lavoro ti cada dal cielo. Sono il primo a dire che se dopo la laurea non avessi trovato lavoro sarei persino andato a zappare la terra pur di sostenermi autonomamente.

Ieri sera però, sul tavolino in cui erano appoggiate alcune birre ho visto strisciare un bigliettino da visita. L’aveva uscito fuori una ragazza appena conosciuta e sotto al nome e cognome c’era scritto “Hair stylist and make up artist”.

Perché ormai dire che sei una shampista, a Milano, farebbe paura come se non fosse un lavoro necessario per l’igiene di tantissime persone. Così invece ci si prende tutti per il culo ma è accettabilissimo e l’inglese – maledetto inglese – aiuta a nascondere la realtà.

Io non ho ancora stampato mezzo bigliettino da visita, ma stavo pensando di mettere qualcosa come “Self skilled advanced life survivor” che non significa nulla di eclatante ma dopo 28 anni d’esperienza sul campo vuoi che non sia advanced?! Io?!

Maddai.

Emanuele

Cinquemila chilometri al secondo.

Copertina de "Cinquemila chilometri al secondo" di Manuele FiorSabato pomeriggio ho letto la mia prima (se non si conta Topolino) graphic novel. Si tratta di “Cinquemila Chilometri al Secondo” di Manuele Fior, uno che, maledetta ignoranza, sembra essere tra i migliori esponenti attuali di graphic novel italiane tanto da essersi aggiudicato il premio “libro dell’anno 2011” alla più grande manifestazione dedicata al fumetto d’Europa.

La trama descrive due giovani, Piero e Lucia, che si conoscono ed innamorano in età adolescenziale per poi perdersi dopo pochi anni alla ricerca di una utopica idea di felicità. La vita li porterà verso nuove esperienze, entrambi distanti migliaia di chilometri da casa, ma non riuscirà a sottrargli quel senso d’insoddisfazione. Si incontreranno nuovamente dopo anni, scoprendo d’esser cambiati in un mondo che è rimasto noiosamente uguale.

Il romanzo, nella prefazione, indica “il ritratto di una generazione precaria anche negli affetti” e il risultato, seppur si tratti di un libro che si beve in poche ore, è piacevole.

Ovviamente nel prezzo (17€ quello di copertina) influisce pesantemente anche l’ottimo lavoro di disegno dell’intera storia. Ho apprezzato molto alcune tavole che raccontavano da una prospettiva originalissima le sensazioni dei personaggi.

Emanuele

E’ arrivato il momento.

Qualche giorno fa, una lettrice di questo blog ha scritto un commento che recita così:

E questa strana cosa…..non so…e ke so per certo ke venendo qui troverò qualcosa ke sarà quello ke cercavo….è come quando vai in farmacia senza ricetta e kiedi al farmacista un consiglio su quale medicinale possa andar bene per questo o quel problema…e poi insieme si decide per la soluzione migliore….ecco il tuo blog e la farmacia della mia anima….vengo qui, leggo i tuoi post, nn sono una cliente abituale, questo si…..il tempo è sempre tiranno con me, però so che all’improvviso le tue parole apriranno le porte…saranno da corrente per la soluzione giusta…!una medicina insomma.

Dopo 217 episodi, dopo avermi accompagnato per 10 lunghissimi anni (e degli ultimi cinque posso assicurarvi di non aver perso una singola puntata), stasera è arrivata la fine di Smallville! Io però, che SuperMan immagino d’esserlo per gioco nella vita di tutti i giorni, mi sento un po’ più povero adesso. Da chi prenderò ispirazione settimanalmente? :worry:

Preparatevi, gente, perché potrei cambiare drasticamente. A meno che… 🙄

Emanuele