
L’unica gioia al mondo è cominciare.
E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante.Cesare Pavese (scrittore italiano)
Emanuele

L’unica gioia al mondo è cominciare.
E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante.Cesare Pavese (scrittore italiano)
Emanuele

You assured to me “I will be here for you forever”.
Emanuele
Due giorni fa mia sorella è venuta a dormire a casa mia. Aveva bisogno di una mano per una materia universitaria e, in cambio del mio supporto, ha preso la bicicletta e mi ha seguito in campagna con la macchina fotografica appesa al collo.

Il sole era già andato via, gli scatti purtroppo non sono stati tantissimi ma è stato divertente mostrarle i miei progressi. 🙂
Emanuele
PS: il titolo è un tributo ad una bella canzone dei Cranberries!
Probabilmente è proprio vero che i sogni più belli, i desideri che magari nascondi più nel profondo, sono tra le cose più difficili da esprimere e così da giorni fatico nel trovare le parole giuste tanto che non ho saputo raccontarvi prima la mia gioia. Domani sera, subito dopo il lavoro, parto.
Si va con la famiglia a Venezia e si tornerà Domenica. Non sarà una Domenica qualsiasi però. Sarà la Domenica del battesimo di mio nipote e io farò da padrino sull’altare. Se ne è parlato un po’ a casa, subito dopo un pranzo, alcune settimane fa. Mia sorella avrebbe voluto che i testimoni della fede (che rende il concetto molto più bello) fossimo tutti i fratelli ma ero l’unico dei tre ad esser cresimato.
Inutile nascondere che, nel profondo, l’ho sperato fin da quando seppi della sua nascita ma non ho mai fatto uscire mezza parola a riguardo perché sono stra-convinto che doveva essere una loro scelta, libera e indipendente.
Toccherà a me e da giorni mi sembra, oltre ad una bella responsabilità, un regalo in più ricevuto in questo periodo. Come se – viaggiando su un treno che non porta ritardo – riuscissi a non saltare alcuna stazione durante il mio cammino.
Sarà stupendo poter far parte, in maniera ancor più significativa, del suo… :joy:
Emanuele
Spesso, al lavoro, ci si ritrova connessi in remoto con qualche industria (che gestire le cose “da casa” fa risparmiare tempo e trasferte). Per ragioni di sicurezza però alcuni server non sono accessibili direttamente dall’esterno ma bisogna passare attraverso gateway intermedi richiedendo – preventivamente – accesso ai reparti IT.
Dovendo seguire vari progetti però capita che non ricordi se alcuni file li avevi conservati sul portatile in locale, sul primo server, nella macchina virtuale o caricati sul server finale cui accedi tramite interfaccia web. Così sul tuo monitor, inizi a saltare da una macchina all’altra e ogni tanto, confuso da quei meccanici e rapidi minimizza/massimizza, ti ritrovi costretto a fermarti mezzo secondo pensando “dunque, dove sono adesso…?!”. 😡
Emanuele
PS: una delle cose più nerd-figose è fare il copia-incolla pensando di attraversare quattro macchine in un sol colpo.
Stamattina, in azienda, è venuto il medico per certificare l’idoneità alla mansione svolta. Era la mia prima volta e così ha dovuto compilare l’intera scheda.
Oltre ad averlo piacevolmente colpito dicendogli che vado a lavoro in bicicletta (a proposito, il contachilometri è già a quota 560km pedalati!), ho fatto il test della vista.
Concluso il test il medico ha esclamato “ha un’acuità visiva impressionante” a dispetto delle ore che – per lavoro e non solo – passo davanti al computer. 😎
Quand’ero piccolo, giusto per raccontarvi un aneddoto, l’oculista da cui mi portò mia madre, a fine visita mi chiese “quanti clienti mi rimangono?” insinuando che fossi in grado di vedere attraverso le pareti.
Così, anche oggi, dodici decimi segnati sulla scheda e io che vado via con un sorriso sornione. :eeeh:
Emanuele

Le perle di saggezza, per una scelta precisa fatta alcuni anni fa, arrivano solo la Domenica perché mi sembra giusto, almeno un giorno, fermarsi per formarsi (uno slogan che mi ricorda lo scoutismo siciliano) però… non sempre posso resistere a tale scelta perché capita che, proprio Domenica, vai ad una mostra fotografica e becchi una foto accompagnata da un messaggio bellissimo.
L’immobilità di una foto, l’immobilità dello spettatore che s’incanta davanti, l’immobilità di un movimento (ossimoro!) che istante per istante può esser paragonato ad una realtà statica contrapposti all’importanza di avanzare.
Scoprire, capire e accettare che – quand’anche, nella più assurda delle ipotesi, tu sia una tartaruga – non significa che non potrai arrivare dove desideri.
Emanuele
Amico: dai… che la batteria ha 20 minuti!
Io: e il pianoforte?!