Alla felicità (che vorresti non finisse mai).

Balliamo. Dimmi di si, «dimmi di si», ti prego. Balliamo e ruotiamo. Fammi sentire il rumore dei tuoi passi a pochi millimetri dai miei, emozionati. Lasciati stringere, lascia che i miei occhi incontrino i tuoi e poi, entrambi e simultaneamente, chiudiamoli. Danziamo. Lasciamo che la musica ci abbracci, ci avvolga e ci renda immensamente felici. Fammi sentire il battito del tuo cuore, fallo scoprire al mio petto. Le mie mani ti possiedono. Ti fanno sentire protetta. Le tue, dietro al mio collo, ricordano alla mia testa che non deve volare. Eppure sta già volando, eppure è così dannatamente persa di te, per te, con te. Lasciala volteggiare, per una volta non trattenerla, regalami l’euforia del momento che saprò trasformare in un eco perpetuo. Accuccia adesso le tue braccia tra i nostri corpi, fa che sentano il calore e che possano ricordarlo quando questa musica sarà finita. Insegna alle mie membra un movimento che sia in piena armonia col tuo. Fa che le mie e le tue siano un tutt’uno. Non farmi cogliere più dove finisce il mio corpo, dove inizia il tuo. Rendimi incapace di pensare che possa esistere, d’ora in avanti, un “me” senza “te“. Torna ancora suoi miei passi, concentrati e controllali. Torna, ritorna. Vai via. Ma torna. Lascia che questa musica possa incantarsi di fronte a ciò che diventiamo. E’ l’unico modo per renderla eterna.

Emanuele

Il mondo fa la guerra, noi tutti giù per terra.

Ho voglia di scrivere ancora una lettera, come non si fa più.
Ho voglia di leggere ancora una favola, come non si fa più.

Jacopo Ratini – Su questa panchina

Conservo questo video come un regalo prezioso da un anno e mezzo. Mi segnalò la canzone una carissima lettrice di questo blog (che se le dico che è storica si offende) ed io, nel tempo, mi son ritrovato ad ascoltarla decine di volte per vari motivi. Uno di questi può essere perché parla di lettere (e io ho sempre amato sia scriverle che riceverle) oppure perché parla di una semplicità nel modo di vivere che vorrei tanto saper trasmettere al mio nipotino.

Mi ero sempre ripromesso di scriverne, di farvela ascoltare ma ho puntualmente faticato nel trovare le parole che la descrivessero meglio. La pubblico adesso, di Sabato, quando molti di voi trascureranno questo blog per dedicarsi ad altro. Passerà in sordina e forse è così che deve essere: continuerò a canticchiare certe strofe da solo…

…il mondo canta storie che parlano d’orrore, noi non lo ascolteremo…

Emanuele

Cultura “generale”.

Le uniche zanzare che durante la notte vi svegliano col loro bzzzz fastidiosissimo, che pungono, succhiano il sangue e lasciano la pelle gonfia sono le zanzare femmine.

Io non sto alludendo a niente, voi però tenetelo a mente…

Emanuele

Verso i mille!

Quest’anno mi ero ripromesso un traguardo che mi sembrava distantissimo, pensavo però che entro l’inverno sarei riuscito nell’impresa. Invece, ad Aprile ero a 300km e ieri ho superato gli 800km pedalati in bicicletta!

Conta chilometri bicicletta segna 800km

Adesso si va dritti verso i mille e a questo punto mi sembra quasi facile raggiungerli. Questa cifra, tra l’altro, avrei potuto raggiungerla ancora prima se in questo periodo non fossi obbligato a prendere l’auto ogni mattina per andare in quell’industria fuori città.

Gli ultimi 18km li ho “festeggiati” ieri pomeriggio, subito dopo il lavoro con un amico immergendomi in un bel percorso tra i boschi dietro casa e come la volta precedente devo ripetervi quanto sia divertente spingere sui pedali tra gli alberi e i rovi che sbucano da tutti i lati: si torna a casa un po’ infangati, con qualche graffio sulle braccia ma… è meglio di qualsiasi giostra! 🙂

Emanuele