Alcune stelle in cielo, altre dentro me.

Ad Agosto, avverrà anche questo.

Una sera, dopo una lunga ed intensa giornata di lavoro, uscirò dalla struttura in cui sarò ospite. Le zanzare mi daranno fastidio ma avrò voglia di sopportarle; seduto per terra, con le gambe stese e la schiena appoggiata su una parete, starò lì a sentire le voci del villaggio. Non mi importerà se la terra rossa sporcherà i talloni o se le imperfezioni del cemento massaggeranno senza delicatezza la mia schiena. Mi domando – e forse è uno dei particolari che mi incuriosisce maggiormente – se sentirò qualche cicala oppure se, quella sera, a scandire il tempo della notte provvederà qualche altro animale in lontananza. Odorerò l’aria per poterne rapire anche solo pochi grammi e tenerli in ostaggio, dentro me, per sempre.

Fisserò il cielo. Avrò un pensiero per ognuno di quei puntini.

Emanuele

2 commenti » Scrivi un commento

  1. :love:
    quanto AMORE nelle tue parole!
    Non fraintendermi, non c’entra quello tra uomini e donne, intendo proprio …AMORE, non saprei quale altro termine usare.

    • Non fraintendo perché credo di poter capire… e penso di doverti dare ragione. Sarà una sensazione bellissima quella notte lì. Quelle stelle, quel cielo, quella polvere, quella povertà, quei vestiti malconci che indosserò. Il nero di un cielo che finalmente sarà libero da luci artificiali, come pochi altri che grazie agli scout ho potuto Amare.
      E poi, così, tutt’un tratto, decidere di tornar dentro e riprendere a scherzare con gli altri…
      Ciao,
      Emanuele

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