E andammo via con un tavolo sulla testa…

Si dice sempre che non c’è due senza tre e così ieri sera (sembra un classico degli ultimi post) ero nuovamente ad un concerto che… non c’è stato. Ad esibirsi dovevano essere gli Almamegretta, gruppo ventennale che sarei riuscito a conoscere se subito dopo la prima canzone un diluvio non avesse interrotto tutto.

Ah, per concludere il round “concertistico” vi do un po’ di numeri che ho scoperto chiacchierando con uno degli organizzatori dell’evento: concerto di Caparezza, prevendite 4500; concerto dei Club Dogo, prevendite 1500; concerto degli Almamegretta, prevendite intorno ai 500. In pratica – fortunatamente – Caparezza ha un pubblico 3 volte maggiore dei Club Dogo mentre gli Almamegretta si dimostrano per un pubblico di nicchia… e in effetti, ieri sera, a naso la gente era decisamente più interessante.

Il vero problema è che stamattina la sveglia è suonata sempre prima delle 7 e adesso il malditesta è atroce! Arriverò a stasera?! :timid:

Emanuele

Bella fraté! (ma quando mai).

Ieri sera ho scoperto perché non ascolto musica rap. Che poi, in realtà, come giustamente mi ha fatto notare un amico, la musica è sempre bella. Sono le parole, gli atteggiamenti e tutto il resto a poter essere “meno belli”. Dopo la prima serata col concerto di Caparezza, la tornata di Luglio al Carroponte proseguiva con un sabato-rap in cui si sono succeduti vari gruppi più o meno noti. E’ passato J-Ax e – credo – i principali protagonisti della serata siano stati i Club Dogo.

Concerto Rap a Carroponte

Ciò che ne ho tratto però, sono poche e semplici conclusioni. Non voglio disquisire sul genere musicale perché i gusti son gusti ma era visibile che il 90% della gente accorsa al concerto era composta da ragazzini. Questo mi ha fatto domandare se i Club Dogo esistano commercialmente solo per quella fascia d’età oppure se l’intero rap (italiano? Milano è una bella vetrina d’altronde!) è promosso principalmente da under-18 che fanno dello “spacco tutto, non me ne frega un cazzo” il loro stile di vita (tipico di quell’età). Una macchina crea soldi che gioca con una ben definita categoria di pubblico che è andata in delirio quando i rapper dal palco hanno annunciato che sul loro sito si possono trovare finalmente “accendini, cartine e tutto l’occorrente per drogarvi come vi paremarchiato Club-Dogo.

La seconda triste considerazione invece è che – quei pochi adulti che affollavano il pubblico – mi sembravano un modello ancora più triste per un sol motivo. Le canzoni rap, se le sentite, denunciano una marea di cose (facendo anche una marmellata a-tematica in ogni brano): dal sistema, alla polizia, alla musica italiana, alla storiaEfilosofia. Denunciano tutto. E’ tutto merda.

Potrebbe essere positivo questo atteggiamento da bastian contrari che si accorgono delle storture della società se poi avessero (oltre la musica?) un interesse valido da coltivare. Noi, ad esempio, eravamo lì – neanche troppo defilati – a vendere magliettine di Addiopizzo. Ci sarebbe da parlarne per ore dell’antimafia, del connubio mafia-stato, degli equilibri invisibili e dei rapporti che storicamente intercorrono e che persino Falcone denunciava. Tutta roba che poteva andare a nozze coi rapper seri.

E invece non abbiamo venduto neanche una magliettina. O meglio, l’unica venduta ieri sera l’ha acquistata la signora dello stand accanto che era interessata e ha voluto pure il numero per poterci contattare per eventuali altre occasioni. Per il resto niente. Zero.

Così mi domando: ma questa denuncia sociale che fanno continuamente i rapper, dove va a parare? E’ semplice voglia di buttare merda su ogni cosa? Non è un po’ puerile e vuoto un atteggiamento simile? Esiste una forma di sensibilità verso qualcosa?

Ho un paio di Nike / talmente limitato / che se ti do un calcio in culo / devi esserne onorato!

Club Dogo – Nuove Nike

Bah! 😮

Emanuele

Caparezza – Eretico Tour!

Concerto Caparezza 01

Ieri sera concerto di Caparezza a Carroponte, avrei voluto dirvelo prima ma in questo periodo il tempo vola e praticamente sono uscito dal lavoro, ho lasciato la borsa col computer a casa e sono rientrato in macchina perché con un amico siamo andati ad allestire lo stand di Addiopizzo prima dell’inizio del concerto! 😡

Concerto Caparezza 02 Concerto Caparezza 03 Concerto Caparezza 04 Concerto Caparezza 05

La serata non è stata assolutamente malaccio, anche se da un tipo come lui mi sarei aspettato maggiore interazione col pubblico. Intanto ho avuto modo di riascoltare molti suoi testi con attenzione e mi son convinto ulteriormente – se mai ce ne fosse bisogno – che sia meno fancazzista di quanto possa sembrare!

Emanuele

PS: su Flickr ho messo un paio di altre foto…

We do love fresh water bubbles!

C’è che finché io, nelle industrie in cui andrò, saprò vedere qualche faccina, non avrò il terrore d’esser finito in luoghi asettici, duri, freddi, maleodoranti, pericolosi, inospitali, rigidi, rumorosi, austeri e precisi.

Valvole sorridenti

E sarà sempre così. Tutto col gioco, nulla per gioco scrissi una volta. 🙂

Emanuele

«Se mi cercate, non mi trovate…!».

Una cosa che mi manca della mia terra è l’uomo del sale. Lui, incurante degli anni che passano, della modernità che incombe sui ritmi e sugli stili di vita delle persone, continua imperterrito nel suo giro mattutino. Lo vedi passare per i vicoli dei quartieri più popolari col suo Ape giallo che abbannia (grida) verso i balconi attraverso un megafono installato con cura sul tetto del suo mezzo tripode.

“Quattro pacchi di sale, mille lire!”. E’ così che, da generazioni, vende la sua mercanzia e quand’ero piccolo – nonostante il mio non fosse un quartiere dei più popolari – la sua voce arrivava fin sopra il balcone di casa, in una di quelle giornate in cui all’asilo non eri andato ed eri a casa coi fratelli e la signora delle pulizie. Sdraiato per terra per combattere il caldo, buttavo un occhio al di sotto del parapetto in vetro rinforzato cercando di scorgere il suo passaggio. Gli alberi del condominio nascondevano per bene la strada e per questo, se mi riusciva, dovevo accontentarmi di godermelo per pochissimi secondi.

Quella scena mi è rimasta dentro negli anni e si è rifatta viva oggi mentre leggevo che – sul web – Google ha aperto gli inviti verso Google+; «l’ennesimo social network, l’ennesimo luogo in cui tutti attraverso strumenti di modernità si sentiranno al passo coi tempi» mi ripeto da giorni. Perchè il mondo su internet non è assolutamente diverso da quello sconnesso.

L’uomo del sale però ha fascino. Il suo spirito ribelle che nessuno vuol notare è qualcosa di autentico e genuino ed io oggi, proverò a seguire il suo esempio, come quando, incurante della possibilità odierna di comprare il sale altrove, avverte le signore dei borghi con un laconico “se mi cercate, non mi trovate”.

Rimarrò su queste pagine, forse da solo, forse più lento, ma felice di abbanniare a bordo del mio piccolo Ape mentre il mondo avanza veloce.

Emanuele

Mamma, mi buco.

Se nelle prossime due settimane mi vedrete scrivere cose strane non allarmatevi. Stamattina sono andato a fare i vaccini per partire in Africa, un totale di sei mix, suddivisi in quattro iniezioni, somministrati su due braccia. Stasera mi aspettano anche varie pillole.

Per i prossimi dieci anni uno dei miei sogni di gloria più grandi è destinato a svanire: non potrò ammalarmi di febbre gialla e non avrò la possibilità di morire somigliando ad Homer Simpson.

Ecco, ho già iniziato a scrivere cose assurde… 😐

Emanuele

Per il monociclo va bene un pneumatico da bicicletta?

Panchina e monociclo

La risposta è si… ma ad una condizione! Vi spiego meglio: qualche settimana fa il copertone del mio monociclo era ridotto alla tela e così, dovendo ordinare un monociclo da regalare, ho inserito nell’ordine anche un copertone nuovo.

Quando però ho montato il nuovo pneumatico il monociclo era incredibilmente sbilanciato. Come un’auto con la convergenza sbagliata “tirava a sinistra” quando pedalavo dritto e per bilanciare la forza dovevo pedalare seduto storto sul sellino. Questo ovviamente rendeva impossibile (e decisamente poco divertente) fare una passeggiata con quella ruota.

Dopo un paio di prove, smonta-e-rimonta ho scoperto che il difetto stava proprio nel copertone che, seppur in maniera invisibile non aveva una distribuzione uniforme della gomma al suo interno: evidentemente da un lato era un po’ più spesso.

Così la risposta alla domanda del post è si, perché il cerchione di un monociclo è identico a quello di una bicicletta di pari misura, però è necessario esser certi che la gomma sia perfettamente bilanciata.

Personalmente non credevo che un difetto millimetrico (invisibile ad occhio!) potesse comportare uno scompenso simile, in ogni caso colgo l’occasione per ringraziare Jokolarte (ormai il mio fornitore di fiducia) che senza fare una piega e sebbene fosse passato un mese dall’ordine mi ha spedito gratuitamente un nuovo pneumatico! 🙂

Emanuele