
Babel è un film che ogni trenta secondi dà un pugno nello stomaco. Consigliatissimo.
Emanuele
Oggi questo blog compie dieci anni. Vien facile sentirsi più vecchi ma è altrettanto semplice avvertire una netta differenza rispetto a ciò che ero a vent’anni. Chissà quale sarà l’evoluzione nei prossimi dieci: la differenza sarà così marcata come per questa prima decina? Nella pentola, gli ingredienti in cottura son così tanti che è facile immaginare che la vita, al prossimo appuntamento, si presenterà totalmente diversa.

Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio.
Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza.
Emanuele
PS: la foto arriva dalla Croazia, dove – una decina di giorni fa – ho passato una settimana di mare-sole-amici-relax più che necessaria e desiderata dopo quattro mesi in Cina.

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti….
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.Alda Merini (poetessa e scrittrice italiana)
Emanuele
PS: le ninfee si trovavano nel laghetto delle carpe all’interno del Tempio del Buddha di Giada a Shanghai.

Da questo lato del mondo sembra che i parrucchieri per uomo abbiano molto più lavoro della controparte femminile. Le cinesi infatti sono affezionatissime alle loro frangette fittissime fin sopra le sopracciglia, mentre i cinesi si permettono di osare con tagli eccentrici e fantasiosi. Osservandoli ci si rende conto di come e quanto il mondo dei fumetti orientali attinga a piene mani dalla realtà ed è un attimo domandarsi se sia possibile incontrar per strada anche qualche bambino con la coda…
Emanuele
Molto bello, rilassante, piacevole. Nulla da dire. Seriamente, nulla da dire.

Un solo avvertimento: se vedete delle ampolle, scappate. :timid:
Emanuele
Questo è un post sponsorizzato, ma non mi hanno puntato alcuna pistola alle costole per scegliere le parole. 🙂
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Avete già programmato la vostra estate? Io ancora non ho ben chiara come sarà la mia. I cinesi non amano il mare come noi, in tv non si fanno servizi su spiagge stra-piene e protezioni solari ma ho ben chiaro che, dall’altro lato del pianeta siamo in piena stagione estiva. Fortunatamente la prossima settimana tornerò in Italia e così potrò pensare anch’io a qualcosa di rilassante.

Unicredit intanto ha lanciato “Summer Plan“, un concorso specifico per l’estate che mette in palio 15 SmartBox viaggio (divisi in tre tipologie: Adrenalina, Relax e Due notti d’incanto) in maniera semplice e veloce. In queste settimane sulla pagina dell’applicazione vengono pubblicate delle domande cui rispondere: se lo si fa in maniera corretta si guadagnano crediti. I possessori di Genius Card di UniCredit avranno anche la possibilità di aggiudicarsi una Nikon D3200. Se avete Facebook, non perdete tempo e correte a partecipare. E’ così semplice che chi non lo fa merita un’estate sul divano…
Emanuele
Ti accorgi che la tecnologia (quella del “chissà-quando-ci-arriveremo” che da piccoli vedevamo nei film) è entrata nella quotidianità quando in un albergo di Shanghai, mentre ti prepari per andare a lavoro, ricevi il buongiorno dalla tua ragazza in videochiamata dall’aeroporto di Mosca e il tutto avviene con una semplicità e naturalezza disarmante.
Emanuele
PS: in tal proposito, vi invito a leggere questo bellissimo articolo di David Bauer: 2000, l’anno formalmente conosciuto come “il futuro”.
Tra una settimana verrà a trovarmi la mia ragazza. Starà con me in albergo per due settimane ma io lavorerò ogni giorno così dovrà esplorare Pinghu da sola e sfrutteremo i weekend per andare altrove. Ho chiesto alla traduttrice se fossimo in una cittadina sicura. Glielo chiesi la prima volta che venni in Cina, per capire se fosse sicuro che mi muovessi solo, e gliel’ho richiesto in questi giorni per accertarmi che per una turista non vi fosse alcun rischio.

In questi mesi ho imparato a muovermi in giro e in effetti la sensazione di insicurezza che avevo i primi tempi è andata scemando col tempo. La gente mi sembra più povera rispetto ai nostri standard ma comunque soddisfatta del proprio tenore di vita (perché, se si riflette, si desidera di più, quando “si vede di più” intorno a sé). Non ho mai visto scene di violenza in giro o sentito la polizia con le sirene accese (a dir la verità, se ne vede anche pochissima in giro).
Intanto però, continuo a non capire il perché di quella foto in alto. Quelle grate sono comunissime nelle case da queste parti e anche nei quartieri più benestanti non se ne fa a meno. Sembra quasi un’usanza: chi può permettersele ama le grate alle finestre. Un po’ come la nostra porta corazzata.
I miei occhi occidentali però faticano ad abituarsi e quelle palazzine così schermate mi sembrano un’offesa alla libertà. Dall’altro però mi aiutano anche a ristabilire un equilibrio con quelle notizie che, nel passato, ho letto dalla stampa nazionale e internazionale secondo la quale la Foxconn stava installando grate nei dormitori per limitare i suicidi (dopo che le reti di sicurezza si erano rivelate insufficienti). E’ probabilmente vero che l’intento fosse quello ma è anche vero che il cinese è abbastanza immune a questa pratica visto che è abituato ad installarle di sua volontà a casa sua.
Di certo rappresenta un bisogno di sicurezza piuttosto evidente. Da cosa? Da chi? Sono queste le domande cui non riesco a rispondere. «Pinghu it’s safe, it’s next to Shanghai!» lo ripete sempre la mia traduttrice.
Emanuele