Sono appena tornato dalla biblioteca… e stasera l’aria fresca che finiva nei polmoni mi ha spinto a fare due passi in più a piedi.
Poi stavo scivolando… ed ho letto quella “quasi-caduta” come un segno.
Devo tirare per la mia strada, senza lasciarmi prendere da stupide malinconie…
Eppure poi, arrivato accanto l’auto, tra il buio dell’università tutta spenta e la pioggia che era caduta, mi è sembrato di vedere una persona seduta dietro.
E’ stato bello e brutto allo stesso momento.
Però non è il caso di farne un dramma… sto reggendo bene. Ogni tanto qualche debolezza può pure accadere… sto – giornalmente – ripetendomi di non lasciare spazio al cuore, ma ogni tanto la mia sensibilità esce fuori.
Adesso vado a stancarmi in palestra… spero di distrarmi a sufficienza…
Emanuele
PS: è da un giorno che ho un post mezzo scritto… spero di trovare stasera il tempo, la forza e l’ispirazione per finirlo… (e dire che non è niente di che…).
