Blogger si nasce, e io – modestamente – lo nacqui.

Ieri Napolux mi ha fatto una domanda, e siccome mi è sembrata molto carina, provo a rispondere.

Come sei diventato blogger?

Il mio blog nacque una notte di mezza estate del 2003.

Era un periodo sereno… ero felicemente fidanzato da un paio di mesi e tutto era di un rosa chiaro… sebbene ancora tante cose andavano sistemate (ma poi nella vita impari che al peggio non c’è mai fine…).

Ero al pc, ricordo benissimo quella serata… avevo sentito parlare di Splinder che all’epoca era ancora .it ed era ancora una macchina in costruzione. Niente video o audio blog, niente podcast, niente sistema di tagging, niente di niente…

C’era solamente la classifica dei blog aggiornati più recentemente… ed era simpatico ritrovarsi li.

Però non scrivevo per quello. Sinceramente ho sempre avuto uno strano rapporto con i blog.

Erano uno strumento di comunicazione, eppure volevo far sapere di me quanto meno possibile.

E infatti quell’indirizzo rimase nascosto per molto tempo. Ricordo che lo feci conoscere solamente a qualche amico e qualche amica su IRC (di cui ho perso quasi ogni traccia adesso…).

Non mi interessavano completamente i commenti, le classifiche e la notorietà. E forse quello è stato un bel modo per iniziare. Gli interessi erano quelli che ripeto sempre: il desiderio di riflettere per me e il piacere di rileggere, come un bel libro, il mio passato.

Adesso invece vedo tantissimi blog che fanno dell’indicizzazione, delle classifiche, della supremazia la loro ragione di vita… ed è triste. E’ come praticare uno sport per vincere una medaglia invece che per amore di quella disciplina…

Farà un po’ parte del “web che cambia”, così come sono cambiati i canali irc con l’avvento delle “connessioni veloci” ma… è comunque un po’ triste.

Pian piano però Splinder iniziò a starmi stretto… in quel periodo avevo letto di blog chiusi dalla redazione per motivi poco chiari ed io ero troppo geloso dei miei racconti per poter rischiare una cosa simile. Non valevano un soldo bucato, ma era comunque il mio passato. Erano le mie riflessioni… e non dovevano esser gestite da nessuno oltre me.

E poi iniziò a starmi stretto, perché su Splinder tante cose erano “o così, o pomì”. Non potevi installare granché… così, un giorno, complice anche la voglia necessità di un nuovo template, decisi che era arrivato il momento di fare il grande salto.

Le piattaforme più in voga al momento erano WordPress, e Movable Type. La seconda però era a pagamento, e così, considerate le mie limitate ambizioni, non ebbi dubbi su cosa scegliere.

Fortunatamente la scelta nel tempo pagò, e ad oggi non cambierei WordPress per nessun’altra piattaforma.

Quando feci il salto però, non volli perdere nulla del passato, e così conservo ancora qui… tutto ciò che “fu” da quelle parti.

C’è il mio primo post che fu subito contestato (ed io non ebbi mai la gentilezza di rispondere…), c’è il post di addio a Splinder e quello con i due template che nella storia del mio blog hanno preceduto quello attuale.

A proposito di quel post, vengono fuori varie riflessioni. Innanzitutto che sono un tipo estremamente abitudinario. Mi sono affezionato a questo template, tanto che a parte qualche piccola limatina, è rimasto tale e quale da quando son passato a WordPress.

E poi, altra cosa interessante è che le preoccupazioni che avevo nel 2005 sono diventate in questi anni realtà: ci sono blogger licenziati e infiniti regolamenti che cercano di limitare “le dita” dei dipendenti…

E’ qualcosa su cui prima o poi voglio soffermarmi di più.

Comunque, andando avanti col tempo, questo blog divenne anche un pizzico più “sociale”. Si perché, i primi tempi che commentavo altrove, continuavo nella mia voglia di riservatezza e non pubblicizzavo mai il blog (alla faccia di tutti quei ragazzini che stanno con milioni di feed aperti solo per guadagnare visibilità nella blogosfera…), pian piano invece iniziai a cambiare stile ed iniziarono ad arrivare anche i commenti.

Personalmente non saprei dire quale sia il mio post preferito. Ce ne sono tanti che porto nel cuore… molti risalgono al 2003, ma forse perché ricordo che dedicavo più tempo alla scrittura… era un relax, a luce bassa ed in silenzio…

Ricordo con piacere ed orgoglio anche il mio disclaimer, in cui mi rivedo ancora parecchio, sebbene ci siano cose da aggiornare

Ultimamente invece corro sempre e così non riesco mai a scrivere “il post che immagino” e rimango spesso deluso da quel che rileggo.

Ci sono cose dette male, cose dette di fretta e cose da non dire. Dovrebbero legarmi le dita… o quanto meno obbligarmi a scrivere con quei guanti mono-dito da neve… giusto per permettere ai miei pensieri di arrivare più sereni sul monitor…

Nelle ultime settimane sono finito per parlare solo di me, e sebbene questo possa risultare interessante quanto osservare una nuvola che passa, mi sembra di essere noioso e così non sono completamente felice dell’andazzo di queste pagine.

Non voglio dilungarmi ancora… e una volta tanto, giusto per festeggiare l’evento, faccio anch’io il classico finale da “meme” ben organizzato.

Passo dunque la parola ad Andrea e anche l’altro Andrea, a Stefano, a Daniela, a Matteo (e consorte, che credo abbiano due date d’inizio differenti), a Federico, a Gerlando (ho indovinato?! :-D), a Luca e Luca e Luca (no, non mi sono incantato…), ad Antonio (che con appena 700 lettori lo ritengo uno dei blogger più sottovalutati della blogosfera italiana), a Fabio, a Davide, a Claudio, a Riccardo (che credo sia stato uno dei primi ad inserirmi tra i suoi “amici” ed al quale ho fatto la testa tanta per mesi affinché personalizzasse il suo tema drupalliano… :-P) ed a Paolo!

Chiedo perdono se non ho aggiunto altri nomi ma devo correre a nanna. Sarei comunque curioso di sentire le vostre storie… così, se per caso non vi ho citati ma decidete di parlarne ugualmente, lasciatemi il link tra i commenti: prometto che passerò… 🙂

Emanuele

PS: mi sono accorto che ultimamente anche una persona è diventata una piccola blogger. Chissà, le ho lasciato anche questo esempio?

10 commenti » Scrivi un commento

  1. Toh sai che il tuo primo post non lo conoscevo?

    Dammi tempo un attimo, eh? Che adesso che ho il tema a post (quasi… mannaggia a i criticoni 😛 ) ho più tempo per scrivere i post…

  2. Io invece ho la brutta abitudine, di curiosare sempre tra le prime pagine dei blog. Mi incuriosisce sempre vedere “come ebbe inizio”.
    Certo, non ricordo poi i post a memoria, però in quel momento, mi fa capire tante cose.
    Il mio post è di un banale incredibile… probabilmente è come me. 😐
    Ciao,
    Emanuele

  3. Pingback: Casperize

  4. Per certi versi la mia storia è molto simile, anche il mio primo blog lo conoscevano in pochi.

    Comunque è risaputo che i post hanno bisogno di stare a riposo prima di essere riletti 😀 quindi non preoccuparti troppo se non scrivi come vorresti.

  5. neon, si ma vado davvero troppo di fretta ultimamente. E così scrivo veloce… e non è come mi piace fare. L’altro giorno ho messo un post aperto in un tab per un giorno intero. Non avevo il tempo materiale di scrivere due parole… eppure sentivo di volerlo fare.
    Peccato, accontentatevi… io cerco di accontentarmi di me stesso. 😛
    Antonio, quei complimenti sono meritati… secondo me dovrebbero considerarti come valido membro di Focus OnLine… 🙂
    Ciao,
    Emanuele

  6. Pingback: Faccio Cose

  7. Ok ok, hai azzeccato 🙂 risponderò solo in presenza del mio avvocato! scherzi a parte, nel mio caso è nato tutto per gioco. La mia esperienza nel web nasce nel lontano 1994, quando ancora la gente neppure sapeva cosa fosse un modem, e se dicevo “email” i miei amici siculi mi guardavano come un alieno. Ho voluto aprire un blog come diario sul quale appuntare pensieri, suggerimenti, e cose che potessero essere utili ai navigatori (vedi plugin di statistiche ed altro). Un piccolo spazio personale dove sperimentare “la comunicazione”. Correva il Dicembre 2005 ed avevo appena concluso un corso universitario di Tecniche della Comunicazione. Il resto lo trovi sul mio blog! PS: potresti sostituire il mio vero nome con camu? Sai, in due anni ho cercato sempre di mantenere un certo riserbo! Altrimenti se mi sgozzano finisco su tutti i telegiornali d’Italia!

  8. Pingback: Come siamo diventati blogger? su Dietro è la casa, davanti a noi il mondo...

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