Emanuele va in città.

Ho provato a non farci caso… ma è stato inevitabile.

Quando Caterina ascoltava la musica chiusa nella sua stanza… era finalmente se stessa.

Vespa e liberta’Penso che ognuno di noi, possa in qualche modo, sentirsi davvero libero… e io, in questo periodo, lo sono quando giro in città sulla mia Vespa con l’iPod acceso…

E’ inutile. Mi torna l’allegria, mi ritrovo a cantare continuamente tanto che ogni tanto mi chiedo se la gente intorno mi senta…

Ai semafori tengo il tempo delle canzoni con il piede o con la mano… e vorrei non arrivare mai dove sto per andare.

Mi ritrovo, solo e felice. E non c’è niente di più bello.

Mi dimentico di tutto e di tutti. Dei miei pensieri, delle mie sfortune e delle mie fortune. Mi immergo nelle curve, nelle frenate e nei cambi di marcia… e faccio prender loro il ritmo di ciò che ascolto.

Il rumore della mia Vespa diventa un sottofondo dolcissimo… e il vento, il risucchio del freno motore, il pedale che ogni tanto cigola rendono tutto ancora più divertente.

Adoro guidare le auto – penso di essere anche più bravo rispetto alle due ruote – ma girare in Vespa mi fa star bene. La mia 500 sarebbe troppo grande e vuota e poi il traffico, le strade strette, le auto in doppia fila, non potrebbero che stressarmi.

Con la Vespa invece supero tutto. Sia mentalmente che fisicamente… Senza fretta, perché la Vespa non è nata per correre. Gustandomi ogni metro di strada che percorro. Azzardando si potrebbe anche dire che la Vespa sia un valido strumento per ritrovare un po’ di nostalgica serenità in un mondo sempre più frenetico.

E così, adesso mi vesto… e nonostante siano cadute 2 gocce d’acqua, vado a sbrigare alcune cose in Vespa.

Un casco, una bella sciarpa, un giubottino ed un paio di cuffie bianche al seguito.

Emanuele

PS: fare un bel viaggio con degli amici su due ruote sarebbe proprio una bella idea… 🙂

PPS: voi, non avete un metodo per sentirvi liberi?

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

2 commenti » Scrivi un commento

  1. che bello andare in giro con il vento sulla faccia e la musica nelle orecchie.da una gioia che non ci si crede.ma la musica è quella che ti porta in alto,che ti riempi dentro.la musica è fatta di spirito.non posso pensare ad un mondo senza una nota,senza ul canto umano o di qualche corda che vibra al tocco di una mano.ti fa sentire liberi come solo la musica sa fare.chissa forse ci vedremo ad un concerto proprio a Palermo, se Dio vorrà…

  2. Pingback: Pensando forse una vita non basterà… - …time is what you make of it…

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