Domani è Pasqua… ed io da giorni sento un continuo malessere interiore. I post sono stati pochi, perché c’era poca voglia di aprire queste pagine.
Ieri mi son confessato, ho parlato un po’ più del solito col sacerdote, ma non sembra esser bastato. Anche lui – non conoscendomi – forse è stato fin troppo sbrigativo. Avevo bisogno di parlare ma è volato subito alla assoluzione…
Non mi sento in pace dentro… non mi sento in pace con molte persone che ho intorno. E non significa che abbia problemi con loro o discussioni in sospeso… è solamente una mia condizione interiore.
Fossi stato più piccolo, oggi sarebbe stato uno di quei giorni in cui prendevo la bicicletta e andavo lontano. E invece rimango qui, tra queste quattro mura dalle quali oggi vorrei tanto allontanarmi. Non sono diventato apatico e non voglio diventarlo. Continuo a tenermi impegnato su tutti i fronti… continuo ad affrontare questo strano periodo con una parola fissa in testa: maturità. C’è bisogno di questo in questo periodo, Emanuele.
Cristo è morto e stanotte risorgerà.
Ho bisogno di sentire questa rinascita anche nel mio cuore. E non fraintendetemi, non sto parlando per vie traverse di pene d’amore.
Quelle ora come ora le tengo ben lontane da me. Ho bisogno piuttosto di quella serenità che respiro sempre a tratti, affannosamente… andandola a cercare con il lumino durante le mie giornate.
Spero davvero che la veglia pasquale possa diventare una svolta… adesso mi metto a fare ciò che devo fare, e chissà… magari nel pomeriggio una passeggiata in bicicletta ci scappa pure.
Il cielo è nuovamente sereno, devo guardare anch’io il mondo con la stessa luce.
Emanuele

