Pensieri mattutini…

Domani è Pasqua… ed io da giorni sento un continuo malessere interiore. I post sono stati pochi, perché c’era poca voglia di aprire queste pagine.

Ieri mi son confessato, ho parlato un po’ più del solito col sacerdote, ma non sembra esser bastato. Anche lui – non conoscendomi – forse è stato fin troppo sbrigativo. Avevo bisogno di parlare ma è volato subito alla assoluzione…

Non mi sento in pace dentro… non mi sento in pace con molte persone che ho intorno. E non significa che abbia problemi con loro o discussioni in sospeso… è solamente una mia condizione interiore.

Fossi stato più piccolo, oggi sarebbe stato uno di quei giorni in cui prendevo la bicicletta e andavo lontano. E invece rimango qui, tra queste quattro mura dalle quali oggi vorrei tanto allontanarmi. Non sono diventato apatico e non voglio diventarlo. Continuo a tenermi impegnato su tutti i fronti… continuo ad affrontare questo strano periodo con una parola fissa in testa: maturità. C’è bisogno di questo in questo periodo, Emanuele.

Cristo è morto e stanotte risorgerà.

Ho bisogno di sentire questa rinascita anche nel mio cuore. E non fraintendetemi, non sto parlando per vie traverse di pene d’amore.

Quelle ora come ora le tengo ben lontane da me. Ho bisogno piuttosto di quella serenità che respiro sempre a tratti, affannosamente… andandola a cercare con il lumino durante le mie giornate.

Spero davvero che la veglia pasquale possa diventare una svolta… adesso mi metto a fare ciò che devo fare, e chissà… magari nel pomeriggio una passeggiata in bicicletta ci scappa pure.

Il cielo è nuovamente sereno, devo guardare anch’io il mondo con la stessa luce.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

5 commenti » Scrivi un commento

  1. Anche io sto vivendo un momento simile, probabilmente per motivi diversi…

    non ti preoccupare…andrà peggio…altro che felice come una Pasqua….

  2. non so come spiegartelo, ma il malessere che senti dentro e che non dipende dalle persone o cause circostanti lo sentiamo tutti.leggendo un libro sulle ferite interiori, l’autrice suggeriva di visualizzare il bambino o la bambina dentro di noi,di parlarle e darle amore e conforto, di farle da madre e padre,si come se fosse nostro figlio. sono riuscita a parlarle e strano ma ho ritrovato serenità nell’stante in cui ella si è sentita mata e compresa.tutte le domande d’amore e attenzioen che rivolgiamo all’esterno sono in realtà quelle che non ci permettiamo di rivolgerle a noi stessi.sembra banale e sciocco, ma il lavoro su me stessa non finisce mai.buon onomastico emanuele

  3. Grazie per il consiglio… anche se è una cosa di cui son certo. Non esiste un momento nella vita in cui è realmente tutto come vorremmo. Non esiste un momento nella vita in cui il nostro animo è totalmente appagato… perché in fondo è proprio questo non accontentarci, questo non fermarci mai che ci rende vivi ed interessanti.
    Grazie anche per gli auguri…
    Ciao,
    Emanuele

  4. ho scoperto invece che accettare ogno momento e ogni persona per quello/a che è, è ciò che ti appaga,che ti da serenità, che fluisce liberamente senza aspettarsi o illudersi di niente.

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