La forza del micromondo.

E’ una pubblicità. Me l’ha fatta vedere per primo lui, ma mi ha colpito molto e ve la ripropongo per un semplice motivo.

E’ il mondo che spesso vorrei farvi vedere tramite questo blog in cui le parole e le immagini cercano sempre di inquadrare qualcosa di molto piccolo e preciso.

Loro ci sono riusciti bene devo dire…

E chissà che, tra qualche giorno, non ci riesca pure io: c’è un pacco che dall’altro ieri è in viaggio verso l’Italia… 😉

Emanuele

PS: cliccate sul quadratino prima del volume per godervelo a schermo intero… c’è un mondo magico nell’infinitamente piccolo…

Ixodida!

Detta come l’ho scritta nel titolo sembra una parola stupida.

Però ve la racconto in un altro modo.

Ero a letto da 2 minuti. Avevo appena puntato la sveglia e spento la luce.

Sento un prurito al polpaccio. Mi gratto… si stacca qualcosa. Mi chiedo… “ma cosa si può esser staccato?”.

Stranamente mi incuriosisco… mi dico “poggio qui questa crosticina e riaccendo la luce…”.

Accendo la luce e… sorpresa. Era lei. Una bella zecca.

Le zampe sembravano tutte al loro posto… anche se mi ha punto sicuro perché ho un puntino di sangue.

Ovviamente ho capito che era una zecca, perché – dopo la paura nel ritrovarmi con una cosa simile sul letto – ho provato a schiacciarla senza riuscire ad ucciderla.

A quel punto l’ho portata sul balcone e le ho dato fuoco.

Adesso il vero problema è… chi ci torna tra quelle coperte?!!?

Mi sono controllato tutto… non dovrei averne altre. Stranamente sotto la doccia non l’avevo notata minimamente. 😐

Maledetti scout e maledetta vita nei boschi… :worry:

Emanuele

PS: se nei prossimi giorni dovessi misteriosamente scomparire, saprete per primi il perchè! :timid:

Allarme rientrato.

Stasera a casa mia, prima di cena, è scattato l’allarme e sono sceso al volo.

Difficile spiegarvi meglio… magari inizierete a capire tra qualche giorno.

Intanto adesso tutto è rientrato, e non so se esserne felice, o aver voglia di…

Bah, ho detto che si capirà meglio (non è vero!) tra qualche giorno.

Emanuele

I discorsi invisibili.

Finalmente a casa… ho i capelli umidi – sono appena uscito dalla doccia – ed ho appena fatto partire il cd di Einaudi. Casualmente, la prima canzone a partire è stata “L’origine nascosta” e mi ha fatto sorridere… perché ho in mente questo post da una decina di minuti… e il titolo che vorrei dargli varia in continuazione.

“Una giornata piena di insegnamenti”? “Il lavoro del fotografo”? Queste erano due ipotesi… ma, alla fine, mi ha convinto ancor di più “i discorsi invisibili”, ed è per questo che adesso lo vedete troneggiare in alto.

Sono appena tornato dal San Giorgio, questa grande attività scout in memoria del patrono che annualmente, nella zona di Palermo, si traduce in una gara tra oltre 60 squadriglie (un totale di oltre 350 ragazzi…). Quest’anno, a differenza degli ultimi due anni, mi ero tenuto un po’ più distante dall’organizzazione dell’attività (per dedicarmi meglio a me stesso), anche se (e lo dico con orgoglio) le richieste di aiuto non sono mancate. Gli inviti a non tirarmi indietro ci sono stati… e alla fine la mano per alcune cose l’ho pure data. E’ strano ma lo scoutismo, è – insieme a poche altre cose – parte di me… e non riesco a tirarmene *realmente* fuori.

Questa gara oggi, è finita con un grande insegnamento: l’importante non è arrivare davanti a tutti.

Ok… facile dirlo così, quando due squadriglie del mio gruppo si son distinte tanto da arrivare fino ad una finale “a tre” e poi si son bloccate li, dovendosi accontentare del secondo e del terzo posto.

Era una ciliegina su una torta di sacrifici che all’inizio ha lasciato un po’ di amaro in bocca anche a me… sebbene ai ragazzi non l’abbia fatto passare.

Pian piano che passavano le ore (e si lavorava per il rientro) però… tutto si è tramutato.

Cosa c’è di più bello di vedere ragazzi che lavorano consapevoli delle proprie potenzialità? Che da mesi faticavano e si ripetevano che quello era il loro obiettivo?

Perché in fin dei conti, non c’è nulla che ti possa far incazzare di più del vedere una persona che spreca le sue potenzialità.

Le noti, forse per un pizzico di esperienza in più, e le senti sprecate. E così ci dai dentro… fino a quando arrivano giorni come questo, in cui la consapevolezza di ciò che possono essere glielo inizi a leggere in faccia.

E scompare la stanchezza di due giorni dedicati a loro. Scompare la stanchezza di quelle ore passate, in una base di questo grande gioco da solo perché il tuo staff era impegnato in altro, scompare anche la stanchezza di tutti i mesi passati con loro… a spiegargli come far questo e come far quello.

Anzi… tutto ciò inizia ad essere gratificato.

Magari non da loro… perché è ancora presto che si rendano conto di tutto il lavoro e i sacrifici fatti per insegnargli quel poco che si sa… ma dalle circostanze.

Si, loro sono ancora inconsapevoli di tutto ciò. Si lamentano per i limiti che – quando necessario – poniamo loro. Per “i cazziatoni” che ricevono.

Però son sicuro che un giorno arriverà il momento in cui si renderanno conto di quel che abbiamo fatto.

Non li avremo resi “belli e famosi”, non gli avremo offerto le ricchezze di questa società, ma senza dubbio avremo contribuito a renderli persone migliori. E cosa c’è di più bello dell’essere matite? 🙂

Ed è per questo che ripenso al titolo del post. La grandezza del capo non sta nel discorso che riesce a fare. Sta piuttosto nella distanza alla quale riesce a vedere.

Perché quando si parla con un ragazzo di cui si han chiare le potenzialità, non ci si limita a rispondere. Si cerca di guardar lontano. Di orientarlo. E una brutta risposta può anche essere un mezzo per spronarlo (paradossalmente, si può risultare più gentili con persone di cui non si han chiare le potenzialità).

E’ un lavoro lungo che richiede pazienza ma… se non si è visto male, arriva anche il giorno in cui iniziano a spuntare i primi frutti.

Sono appunto, discorsi invisibili.

E’ vero, esisterà anche chi non avrà mai riconoscenza per ciò che si è fatto… e questo va messo in conto quando si lavora, ma non sarà mai questo a rallentare l’opera…

E qui entra in gioco il fotografo che ho tirato fuori all’inizio del post. Si… perché la “non riconoscenza” mi ha ricordato lui… che è forse il più grande poeta che non avrà mai l’occasione di spuntare nelle sue poesie. Lui è li… dietro, nascosto –  ma presente -, che da il “la”. Che fa scattare il meccanismo… che da il via all’opera.

Che, appunto, tira fuori il potenziale da quel che vede tramite il suo obbiettivo, pur sempre limitato.

E così, questa giornata mi ha lasciato questi insegnamenti… che continuano a farmi vedere il futuro con il sorriso. E’ strano, vai li per loro… e torni a casa con qualcosa di grande, per te.

La cosa più buffa di tutto ciò che ho scritto però, è solo una: ho parlato di tanto altro ma l’ho nascosto in ciò che vivo. E non fermatevi neanche alla prima impressione: vi sbagliereste.

Riuscirete mai a leggere dentro di me?

Faccio… discorsi invisibili...

Emanuele

A giocare nei boschi.

Parto… vado a controllare 35 sbarbatelli (che si uniranno ad altri 300) nel bosco.

La fortuna vuole che quest’anno sarò solo. E vabbè… vedrò di legarli ai pali delle tende. 😀

Per i “non scout”, ci sarà una *grande gara*… speriamo bene. 🙂

Torno domani…

Emanuele

PS: qual è il corrispettivo femminile di “sbarbatelli”? Ci sono anche loro…

Redditi 2005: che strana indignazione.

Lo dico chiaramente. L’indignazione “pro-privacy” di tutti coloro che, nella blogosfera, stan criticando la scelta dell’agenzia delle entrate di pubblicare on-line i redditi dei cittadini non la capisco.

I redditi, per quanto ne sappia, sono un dato pubblico, che è possibile richiedere tramite un semplice commercialista o presso il proprio comune.

Che senso ha demonizzare lo strumento “internet” perché “sapendo i redditi un ladro può scegliere chi derubare, rapire per un riscatto, etc…”?

Secondo voi chi ha intenzione di fare azioni del genere, si ferma realmente se i dati non sono online?

“Oh caspiterina, il sito delle agenzie delle entrate è offline… vabbè, invece di fare una rapina stasera mi cerco un lavoro in un pub”.

Ma ce lo vedete un uomo della malavita a far sto ragionamento? Siamo seri su…

Mi sembra tanto stupido quanto il test d’ingresso negli Stati Uniti (“dichiari di non voler entrare a fini terroristici etc…”). I terroristi di Al-Qaida spuntarono la casellina con un SI prima di entrare?

Stiamo demonizzando internet, come i politici e le case discografiche demonizzano il p2p. Non è lo strumento in se ad esser pericoloso, ma l’uso che se ne fa! Altrimenti rendiamo illegali anche i coltelli e le pistole… statisticamente uccidono molto più del p2p o delle dichiarazioni dei redditi.

Quei dati sono pubblici (lo ripeto…) e non lasciamoci “fregare” da “occhio che non vede, cuore che non duole”, perché se tanto ci importa della nostra privacy, dovremmo richiedere che quei dati non fossero più accessibili tramite lo studio di un commercialista ma esclusivamente dietro richiesta di un magistrato.

Averli su internet non cambierà la situazione. Si, è vero, i primi tempi più persone andranno a curiosare, ma in fin dei conti chi voleva scoprir qualcosa poteva farlo anche prima.

Beppe Grillo ha dichiarato oltre 8 miliardi per il 2005. Forse è questo il dato che dovrebbe farci riflettere di più. Lo dico da tempo… lui è un ricco che gioca a fare il paladino della giustizia perché gli porta soldi.

Io non ho nulla da nascondere, se controllerete il mio reddito (quello della mia famiglia), vedrete che è solamente frutto del sudore dei miei genitori.

E poi… noi siciliani sudiamo di più, ma questo è un altro discorso…

Emanuele

Sono io il Re del web!

Provate a cercare il mio nome su Google. Da qualche giorno, come nella foto sotto, il mio blog è il primo risultato.

Emanuele - Google Search Rank

Potrò vantarmi di indicare il mio sito a qualche amico semplicemente dicendo “cerca il mio nome su Google, sono il primo…” (il che non è da sottovalutare, visto che il binomio Google=internet è sempre più consistente…).

Certo che vedersi come il più famoso “Emanuele” d’Italia su internet fa strano, soprattutto tra 8.260.000 risultati!

Una volta tanto, anche Vittorio Emanuele di Savoia deve inchinarsi davanti al suo Re! 😎

Emanuele