Voglia di andar via (con un foglio di carta in mano).

Ho passato tutto il giorno a studiare. Ho persino trovato il coraggio (si perché, per la mia deviazione per lo scoutismo, di questo si tratta) di saltare una attività di zona per rimanere a casa tra i libri.

Ho bisogno di laurearmi. Ho bisogno di… andar via da qui. Milano, Londra… non so, non mi vedo più a Palermo nel mio futuro.

Chissà quando arriverà quel giorno, chissà quando i miei sogni inizieranno a diventare realtà. Chissà quando inizieranno ad esplodere come fuochi d’artificio da godersi, seduti su una panchina, in una bella sera d’estate.

Intanto cerco di farmi piacere questo sabato che passerò tra i libri.

“Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno.
Con amore ed umiltà potrà costruirlo…”

Buon sabato a tutti. 🙂

Emanuele

Io ho: le mie sorelline.

E’ passato tanto tempo dall’ultima volta che ho scritto un post per questa categoria. Da vari mesi però, avevo attaccato un piccolo post-it colorato nella dashboard del mio Mac in cui avevo scritto “il mio pensiero felice: le mie sorelline”.

Quel post-it è ancora li, un po’ per ricordarmi un “pensiero felice”, un po’ perché volevo parlarne anche qui.

Penso che avere tanti fratelli e sorelle, sia una fortuna.

E’ vero, si passano i primi 10 (facciamo 15) anni della propria vita litigando e credendo che siano “il nemico” in ogni cosa… poi però il rapporto inizia anche a cambiare, a maturare. A scoprirsi… e riscoprirsi.

Ed io l’anno scorso penso di aver scoperto di poter parlare con mia sorella “più grande”, che nonostante l’età, sul mio cellulare rimarrà sempre “sorellina”.

L’ho scoperta amica ed ottima consigliera. Siamo cresciuti per strade diverse probabilmente. Lei non è mai stata scout, ha semplicemente frequentato il gruppo parrocchiale fino all’inizio dell’adolescenza… però è stato bello scoprire che condivideva gli stessi ideali, magari trasformandoli nella realtà in maniera diversa per via del carattere diverso. Lei si è laureata in tempo e con il massimo… io sono qui ancora a tessere le mie ragnatele.

Lei era “la sorella più grande”, quella che da piccolo aspettava che uscissi da scuola per tornare insieme… quella che ogni tanto doveva dividermi dai litigi con i miei compagni – e che se necessario prendeva le mie difese. Era quella che… quando non sapevo fare un esercizio, potevo chiedere a lei.

Lei adesso è felicemente sposata e tristemente distante. Il lavoro in Sicilia purtroppo scarseggia… laurea o non laurea.

Però so che c’è. So che nonostante la distanza basta una telefonata o un sms per sentirla vicina. So che… se ho bisogno, c’è anche una piccola isola in cui scappare quando necessario. E così… è il mio pensiero felice anche perché mi ricorda la serenità dei giorni passati lontano dal mio mondo.

Scarpe Addizione - GiorgiaE poi c’è l’altra. Quella buffona scema. Tanto alternativa quanto profonda e riflessiva. Le sue foto le ho usate spesso sul blog… e sono finite anche in quel pdf che qualche tempo fa mi è persino tornato via e-mail (che piccolo il mondo… :-D).

La foto qui a sinistra penso dica tutto di mia sorella. Quelle sono le sue scarpe. 2+2=5. Il suo non è un mondo fatto di razionalità… è fatto piuttosto di sofismi e tanti ideali da difendere.

Siamo cresciuti forse distanti perché è maturata nel periodo in cui “mamma che piccola mia sorella oh!”. C’era poco da dirsi, poco da confrontarsi.

E io la guardavo crescere a distanza… ma penso di avere anche un gran debole per lei. Perché è così, mia sorella “più grande” in fin dei conti l’ho sempre vista capace di affrontare le difficoltà. Lei invece… era qualcosa da difendere.

Alcuni anni fa (andava ancora alle medie, cavolo come vola il tempo), salì a casa spaventata perché un uomo l’aveva disturbata e lei era riuscita a non farsi prendere e scappare. Io… credo di non esser mai sceso di casa come quel giorno. Fu una fortuna che quell’uomo si allontanò in tempo dal condominio.

Anche lei però penso abbia un debole per me. Mi apprezza silenziosamente… e silenziosamente disse a mia madre che “ero tenero” quando mi sentì piangere alcuni mesi fa…

E’ demenziale lei, un po’ come me adora un certo tipo di umorismo, ed è questo che adesso ci ha fatti riavvicinare. Un linguaggio simile aiuta a comunicare più facilmente.

Passiamo più tempo a dire cavolate che a scambiare informazioni utili… però è bello per questo. Tanto bello quanto quando, da piccolo, le facevo fare Superman tenendola in braccio…

Sono loro il mio pensiero felice stasera.

Perché in fin dei conti, come sapeva benissimo Peter Pan, bastano solamente dei pensieri felici per riuscire a volare. 🙂

Emanuele

Blogrolled: dovremo preoccuparci anche dei link nei blogroll?

Va bene la pubblicità per sostenere le spese necessarie al mantenimento di un blog. Io stesso ho inserito un po’ di pubblicità (a lato, poco invasiva a dir la verità…) per mantenere questo blog.

Però è scritto a chiare lettere. C’è scritto “Sponsor” in alto ed è chiaro chi fornisce quei link.

Qualche giorno fa ho ricevuto una e-mail che presentava Blogrolled, un servizio che mette in vendita i link del proprio blogroll; un po’ per passare traffico, un po’ per passare pagerank, un po’ per ingannare Google ed il suo carattere antipatico con chi compra/vende link. 😉

In pratica ci si iscrive al network e si aspetta che qualche pubblicitario ci mandi la sua offerta per essere inserito nella nostra lista.

Il mio blog fin ora è privo di tale lista (e sono da tempo indeciso se e come inserirne uno), ma penso già a tutti quei blog con quelle belle liste (che sinceramente catturano la mia attenzione molto di rado) che probabilmente – interessati da un facile guadagno – si iscriveranno al servizio.

Penso che se questo servizio prenderà piede, sarà la fine dell’utilità (già di per se dubbia) dei blogroll. A che serve una lista di siti preferiti se anche li in mezzo mettiamo contenuti spazzatura inutili per i visitatori?

Penso che per chiunque (sia per chi scrive per diletto che per chi lo fa per affari), la cosa più importante non siano i soldi ma la user-experience globale all’interno del sito. E’ quella, e non i quattro link di sponsor in croce, a portare i veri soldi. Inserire link ingannevoli senza dubbio non migliorerà l’impressione positiva che gli utenti si fanno di noi, non credete? 😮

Emanuele

Siciliani: what’s in your heads?

I palermitani sono dei tontoloni. Lo dico ad alta voce… tanto anche i catanesi non potranno riderci dietro. Sono tontoloni pure loro, come il resto dei siciliani d’altronde.

In questi giorni la Sicilia è stata chiamata a votare (aehm, solo una piccola parte se n’è ricordata…) e in lungo e largo il centro-destra ha avuto la meglio. Segno di una tendenza che in questi ultimi anni si sta sempre più confermando.

Sono tontoloni però… perché poi si lamentano della “Sicilia che non va”. Non mi interessa dire che la sinistra sia meglio o che il centro-nord sia ancora meglio o che al sud ci siano più belle donne o che si mangi meglio… però – questo governo – non sta migliorando le cose: è un dato di fatto.

Come siamo messi ad ammodernamento della rete di collegamento tra le grandi città? Ancora, nel 2008, esiste un treno che per fare 200km (Palermo – Catania) impiega 5 ore: una media di 40km l’ora… insomma, a cavallo probabilmente il mio bisnonno faceva prima. I giapponesi, scendono dai loro treni super-veloci, vengono qui e pensano di esser tornati al 1800. Ora capisco perché riempiono di foto anche una stupida stazione…

Eppure sono tutti a parlare di “ponte sullo stretto”, perché quello in effetti “fa fighi”. Chi non vorrebbe essere al posto di chi un giorno dirà “il ponte si fece sotto il mio governo”? E io non sono totalmente contrario al ponte, sia chiaro. Però ci sono altre priorità. Miglioriamo prima i collegamenti tra le città, miglioriamo le vie di transito nelle nostre città. Migliorare la vivibilità porterà ad un benessere maggiore che si traduce in maggiore turismo (incuriositi sia dall’arte che dal benessere di queste città del sud) che porta soldi… utili appunto per costruire il ponte (se proprio si ritiene necessario).

Ci sono città – come Catania – che hanno milioni di euro di debiti (15 per esser precisi) con l’Enel. Da cattivi inquilini non riescono a pagare. La soluzione dell’amministrazione? Semplice ed ovvia disgraziatamente: tagliare la luce in alcune zone della città. Anche qui, mio nonno se la passava meglio… era abituato a vedere i lampioni con le candele accese tutto l’anno. Non doveva preoccuparsi di tornare a casa con una lanterna.

Ma non è neanche il loro unico debito. Le Poste aspettano 7 milioni di euro. La Telecom 6 milioni. Ed io mi chiedo: i soldi pagati dai catanesi (quelli onesti), dove sono finiti?! Non ricordo nessuna recente calamità naturale che abbia messo in crisi quella zona…

A Palermo invece… giusto per non sentirci da meno, abbiamo pagato un sistema di ZTL (Zone a Traffico Limitato) tra i più cari d’Italia. Se non mi credete, leggete questo approfondito confronto. Io andrò avanti con un solo paragone che dice già tutto: Milano ha speso 14 milioni di euro (con 43 varchi d’accesso), Palermo 22 milioni di euro con appena 8 accessi.

Però avran risolto il problema dell’inquinamento a Palermo direte voi. Ma quando mai!

Giusto un paio di giorni fa, i rilevatori hanno segnalato il superamento dei livelli massimi previsti dalla legge. Insomma… l’inquinamento non si è né spostato, né è diminuito. I palermitani hanno semplicemente pagato una nuova tassa – che va molto di moda –.

Ah… però direte ancora voi “beh, ma adesso almeno il traffico è diminuito”. Neanche quello purtroppo è stato risolto perché sfortunatamente gli accessi alle zone a traffico limitato con controllo elettronico sono appena 8, tutti concentrati tra l’altro nella zona A. Dunque la ZTL B è rimasta ugualmente una terra di nessuno dove chiunque fa ciò che vuole. E poi… a che servono 8 varchi (di cui tra l’altro 4 rotti attualmente) se le possibilità di accesso a quella zona sono infinite tramite strade secondarie?!

La cosa più buffa di tutto questo sistema è solamente una: in questi giorni sono arrivate alla centrale di gestione delle “targhe non riconosciute automaticamente dal sistema” circa 600.000 segnalazioni. Praticamente il sistema di video-rilevamento non ha mai funzionato. 😀 (e qui metto una faccina che ride, perché è l’unica cosa da fare).

E i mezzi pubblici? I sistemi di trasporto alternativi? Gli incentivi verso l’utilizzo delle biciclette? Neanche a parlarne.

Da Cammarata non ho mai sentito nulla di simile… perché per lui i 15 euro del “pass A+B” erano la soluzione al problema inquinamento. Una filosofia traducibile in: se non paghi inquini, se paghi non inquini.

L’Amat in questi giorni ha persino aumentato il prezzo del biglietto e diminuito contestualmente la sua durata. E’ così che il comune sta incentivando il palermitano a lasciare l’auto a casa? E la metropolitana? Come possiamo chiamare tale una cosa che passa un volta ogni 40 minuti e che in alcune fermate la domenica “è chiusa” nonostante sia una stazione priva di personale di gestione?!

Non fa ribrezzo tutto ciò? A me fa realmente schifo. E ancora più schifo mi fa però chi, nelle strade, nelle piazze dei paesini, nei bar delle frazioni, nelle sale giochi delle periferie siciliane, continua a credere che chi sia al governo stia realmente risolvendo il problema.

Sono specchietti per allodole. E il siciliano è una allodola tontolona.

Oggi pomeriggio tornando a casa, ascoltavo Zombie dei Cranberries.

14 anni fa cantavano così…

[…] Nella tua testa, nella tua testa,
Stanno combattendo.
Con i loro carri armati e le loro bombe,
Le loro bombe e le loro pistole,
Nella tua testa. Nella tua testa stanno piangendo,
Nella tua testa. Nella tua testa…
Sciocco, sciocco, sciocco… eh eh
Cosa c’è nella tua testa? …Nella tua testa!?
Sciocco, sciocco, sciocco…

Questa domanda  vorrei rivolgerla a tutti i siciliani che continuano a credere che le cose stiano andando per il verso giusto. A tutti i siciliani che continuano ad illudersi che ciò che gli viene proposto è nei loro reali interessi e non perché c’è qualcuno che voglia guadagnarci. A tutti i siciliani che pensano che “stanno lavorando per noi”. E anche a tutti coloro che qualche giorno fa non hanno esercitato il loro diritto di voto (che oltre un diritto è anche un dovere), pensando che “siano solo cose che interessano gli altri, perché noi viviamo bene così”.

Sciocchi! Cosa c’è nella vostra testa? 👿

Emanuele

Proiettati nell’essenziale.

Macro arancia

Io voglio essere sempre una persona in grado di vedere le facce che non vengono mostrate, che silenziosamente svolgono il compito assegnato loro nella vita.
Io voglio essere capace di questo, perché le cose più importanti dell’esistenza, quelle che ci plasmano, non mostrano mai il loro volto.

Paulo Coelho – Come fiume che scorre

Emanuele

E si che ce la fai!

Da qualche giorno la stanza di mia sorella è tappezzata di fogli simili.

Giorgia ce la fai

E’ stata lei stessa a scriverseli… forse perché l’auto-motivazione è una delle migliori tecniche per affrontare gli ostacoli in maniera positiva.

Senza rendersene conto… lei lo fa da tempo (dovrei farvi vedere certi bigliettini sulla lampada del suo tavolo…) e sono sicuro che oggi farà una bellissima prima prova.

E’ arrivato anche per lei il fatidico giorno degli “esami di stato” ed io non posso che dirle… in bocca al lupo sorellina! 🙂

Emanuele