Ciak, si… parte.

Indosso le cuffie. Bianche, senza colore.

Silenzio.

Arriva la valigia sul rullo.

Alle spalle uno zaino ed il cappuccio della felpa che mi avvolge il collo con la barba poco curata.

Parte la musica.

Silenzio. Le voci che sono fuori non arrivano più. Le rotelline della valigia vibrano ad ogni passo ma non le sento.

Solo una voce femminile.. acuta. Insistente. Urla, non la capisco.

Sono solo, davanti a me solo due portine scorrevoli.

Si allargano mentre la musica si ferma. Esplode la batteria.

Si spalanca Milano, i vetri pallidi non la nascondono più e la musica contestualmente cambia tono.

Un brivido.

Esco, un passo davanti l’altro. È mattina presto mentre scrivo, l’aria è fredda e secca.

Bring me to life.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

9 commenti » Scrivi un commento

  1. Scusa il mio cinismo ma il colore delle tue cuffie bianche, non è bianco? :eeeh: 😛
    Eh, tu dici “senza colore… :timid: 😛
    A parte gli scherzi, impiega questo tempo per svagarti e divertirti che la prossima settimana la calda Sicilia ti aspetta a braccia aperte :lol:.
    Ciao :joy:

  2. C’è il bianco felice. Quello di una persona che vede il paradiso.
    C’è il bianco senza colore. Quello di una persona che ha perso l’arcobaleno.
    Comunque si… sono a Milano… sono indeciso se dire che sono disponibile ad incontrar gente, sia perché non ho ben chiaro come organizzarmi con mia sorella, sia perché non so se ho davvero voglia di incontrar gente.
    In questi giorni ci penso.
    Ciao,
    Emanuele

  3. tecnicamente dire che il bianco è senza colore non è un contro senso.. :dogarf:
    Il colore non è altro che la luce riflessa dall’oggetto che stiamo guardando, un’oggetto bianco riflette tutta la luce che riceve, quindi da un certo punto di vista si può dire che non ha colore 😮

  4. La cosa più bella comunque… sono state le portine automatiche.
    Si sono spalancate contestualmente all’esplosione della batteria… subito dopo quell’attimo di silenzio.
    Mi è partito un brivido… e sono uscito da li sorridendo! 🙂
    Ciao,
    Emanuele

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