Condividere subito?

La mia dieta dai social mi sta rendendo nel tempo sempre più lurker. Twitter è l’unico social main-stream al quale sono iscritto e che leggo (ancora) regolarmente, al contempo però i miei contributi sono sempre meno frequenti (e da tempo immemore totalmente non personali).

Da qualche anno inoltre, ho smesso di rilanciare i post di questo blog sul mio account Twitter per un semplice motivo: il tool di Analytics di Twitter mi indicava che il rapporto tra numero di visualizzazioni e numero di click era estremamente basso.

Le ragioni possono essere varie. La prima, sicuramente, può essere dovuta al fatto che scrivo roba noiosa e di bassa qualità. La seconda potrebbe essere dovuta allo scarso interesse del mio pubblico. La terza, ovviamente, potrebbe dipendere dal fatto che su Twitter, la discussione all’interno della piattaforma ha il fuoco maggiore. I click verso l’esterno che facciamo sono pochissimi rispetto ai link che passano sotto i nostri pollici.

Così: perché continuare ad alimentare una piattaforma?

Vedo che in tanti cedono al rilancio automatico dei propri contenuti in quello che a me suona come un mix tra retaggio culturale e un riflesso incondizionato.

Siamo noi che usiamo Twitter o è Twitter che usa noi? La domanda ovviamente vale per tutte le piattaforme nelle quali abbiamo queste abitudini ma comprendere se quel che facciamo abbia davvero senso o meno credo sia molto sano.

Emanuele

2500 metri!

Questo autunno ho ripreso a far piscina, in inverno per ragioni diverse (covid, fallimento della struttura…) c’è stato un attimo di pausa ma da un mesetto circa son tornato in acqua.

Stasera le mie prime cento vasche meritano un post.

Non è ancora un ritmo da supereroi ma ho coperto i 2500 metri in 1 ora e 4 minuti.

L’obiettivo – con un amico – è quello di arrivare a coprire la distanza dello Stretto di Messina per tentare, un giorno, l’impresa. Chissà.

Emanuele

Come bypassare i paywall.

Qualche giorno fa Luca segnalava 12ft.io quale soluzione per rimuovere i paywall da vari siti d’informazione.

Non so quanto sia corretto ma se lo ritenete necessario, un metodo ancora più rapido è quello di utilizzare il bookmarklet che segue. Potete aggiungerlo alla barra dei preferiti del vostro browser semplicemente trascinando il link: Rimuovi paywall.

In alternativa, create un nuovo bookmark e copiate la seguente stringa nel campo indirizzo:

javascript:void(location.href='https://12ft.io/proxy?q='+location.href)

Sfrutta proprio 12ft ma rende tutto immediato: raggiungete una pagina con blocco dei contenuti, cliccate sul bookmark e boom potrete leggere l’articolo.

Emanuele

PS: se avete un iPhone potete aggiungere questo Shortcut.

Quanto vale “avere abbastanza”?

Un uomo d’affari si trovava sul molo di un piccolo villaggio costiero ecuadoriano quando attraccò una piccola barca con un solo pescatore. All’interno della barca c’erano diversi grossi tonni pinna gialla. L’uomo d’affari si complimentò con il pescatore per la qualità del suo pesce e gli chiese quanto tempo impiegava per catturarli. Il pescatore rispose che ci riusciva in poco tempo.

L’uomo d’affari gli chiese dunque «perché non sei rimasto fuori più a lungo in modo da catturare più pesci?»

Il pescatore rispose che guadagnava abbastanza per sostenere i bisogni immediati della sua famiglia.

L’uomo d’affari rincalzò domandando: «e cosa fai con il resto del tuo tempo?»

Il pescatore: «Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei figli, faccio la siesta con mia moglie Maria, ogni sera passeggio per il villaggio dove sorseggio vino e suono la chitarra con i miei amici, ho una vita piena e impegnata , signore».

L’uomo d’affari deridendolo rispose: «Sono un MBA di Harvard e potrei aiutarti. Dovresti dedicare più tempo alla pesca e con il ricavato acquistare una barca più grande con cui successivamente acquistare diverse barche. Alla fine avresti una flotta di barche da pesca. Invece di vendere il tuo pescato a un intermediario, lo venderesti direttamente al consumatore, aprendo un tuo negozio. Controlleresti il ​​prodotto, l’elaborazione e la distribuzione. Dovresti lasciare questo piccolo villaggio costiero di pescatori e trasferirti a Città del Messico, poi a Los Angeles e infine a New York, dove avrai modo di gestire la tua impresa in espansione».

Il pescatore chiese: «Ma signore, quanto tempo ci vorrà?».

Al che l’uomo d’affari rispose: «tra i 15 ed i 20 anni».

«E a quel punto, signore?»

L’uomo d’affari rise e disse che questa era la parte migliore: «Quando sarà il momento giusto, annuncerai un’IPO e venderai le azioni della tua azienda al pubblico e diventerai molto ricco, guadagneresti milioni».

«Milioni, signore? E allora?»

L’uomo d’affari sorrise e disse: “Allora potresti ritirarti dal mondo del lavoro, spostarti in un piccolo villaggio costiero di pescatori dove poter dormire fino a tardi, pescare un po’, giocare con i tuoi bambini, fare la siesta con tua moglie, passeggiare nel villaggio la sera, sorseggiare vino e suonare la chitarra con i tuoi amici».

Emanuele

Hey you.

Imagine there is no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
No religion too
Imagine all the people living life in peace

John Lennon – Imagine (1971)

Emanuele (…but I am not the only one)

Quanto viaggi?

La mia Giulietta è alle porte dei 180.000km, non gliel’ho ancora detto ma inizio a pensare di volerla cambiare. Nel frattempo però, da accumulatore seriale di statistiche, ho tirato fuori qualche numero.

Da quando l’ho comprata infatti ho registrato ogni singolo rifornimento attraverso SpritMonitor così so di aver effettuato 648 rifornimenti e di aver viaggiato ad una velocità media globale di 69km/h. Percorro principalmente autostrade e strade statali e questo giustifica una velocità media così alta.

Km percorsi ogni anno con la mia auto

Qualche giorno fa però mi son domandato quanti chilometri abbia risparmiato durante la pandemia. La risposta purtroppo è difficile da trovare. Ero convinto infatti di aver abbassato parecchio la mia media ma, stando ai dati, ho scoperto che nonostante lo smart working e le innumerabili riunioni remote, i chilometri totali in questi ultimi due anni non sono stati così diversi da quelli percorsi gli anni precedenti.

E’ difficile quantificare che percentuale di km abbia evitato di percorrere ma da stime sommarie ipotizzo possano mancare diecimila chilometri negli ultimi due anni.

Fortunatamente nella mia azienda lo smart working è ancora a piena discrezione del dipendente e così a meno di non dover andare da un cliente (le prossime settimane ad esempio farò su e giù da Pisa) il più delle volte tendo a lavorare da casa. In estate invece, questa rivoluzione copernicana, mi ha permesso di vivere vacanze molto più lunghe.

E tu? Hai smesso di viaggiare? Vivi anche tu settimane da eremita dentro casa?

Emanuele

Isolati (sulla mia isola).

E’ difficile parlare di cose complesse senza sminuirle e questa è una delle ragioni principali per cui non riesco a partecipare alla vita sociale sui social dell’immediatezza.

Qualsiasi argomento è ridotto a massime, riassunti da pochi caratteri che si auto-proclamano quali verità ineluttabili.

La realtà è che il mondo che ci circonda è complesso, le cose che ci accadono sono complesse, le interazioni umane sono materia complessa.

La banalizzazione di ogni argomento mi da l’orticaria. L’argomento pandemia è uno di quei temi più bistrattati, discussi e ridicolizzati ma – mentre scrivo – non ho in mente solo lei. Mi accorgo di aver imparato a mordermi la lingua anche quando, tra amici, so che certi argomenti non avrebbero lo spazio e l’attenzione che meritano.

E’ per questo che fin ora ho evitato di scrivere circa i provvedimenti, le scelte, gli errori e le conquiste del mondo intero nei confronti di questa realtà che da un paio d’anni ci fa compagnia. Per quanto possa tentare di scriver lentamente, anch’io finirei semplicemente per dire la mia aggiungendo l’ennesima voce, l’ennesima opinione che non ha basi sufficientemente robuste per poter dichiarare qualcosa che meriti attenzione.

E’ anche per questo che, su queste pagine, son finito di recente con l’essere mono-tematico o quasi. Esistono argomenti che padroneggio, che mi appassionano e che cerco di far conoscere. Inutile e sbagliato tentare di trasformarsi in tuttologi capaci di affrontare con maestria qualsiasi argomento.

La vita – fortunatamente – non è solo pandemia e silenziosamente, ma con l’attenzione di chi riconosce il rispetto da portare verso qualcosa di più grande delle proprie convinzioni, durante queste vacanze abbiamo vissuto giorni allegri con un clima favoloso.

Siamo stati tra le montagne, sulla neve e poi a respirare il mare. Sono stati quattordici giorni condivisi con pochissime persone ma isolati dal turbinio delle notizie dell’ultim’ora.

Alcuni giorni il cellulare era completamente irraggiungibile ed è stato bello così.

So che Giorgia ed Elena sono ancora piccole per riconoscere certe scelte ma spero che crescendo, possano imparare ad apprezzarle e farle loro.

Non serve dire sempre qualcosa per affermare il proprio Io.

Buon duemilaventidue a chi passerà da qui.

Emanuele