Il ritorno dalle vacanze è spesso un evento traumatico. Questa volta a pagarne le spese è stato il mio Macbook Pro che – dopo quasi due mesi di assenza – non ha retto l’emozione.
Tornati a casa infatti ho acceso il Mac per salvare le foto dell’estate ma pochi istanti dopo aver effettuato il login – booom! – schermo nero e silenzio assoluto. Immediatamente ho pensato fosse dipeso da un crash di macOS ma dopo qualche ora di studio e test (reset di NVRAM, SMC e dopo aver tentato di scollegare e ricollegare un po’ di device all’interno) ho accettato l’idea che a friggersi sia stato qualche componente sulla scheda madre.
Così, dopo poco più di 8 anni, il mio MacBook Pro è stato sostituito da uno scintillante MacBook Air M4 configurato con 24GB di RAM e un disco da 512GB (Apple, che tu sia maledetta un-tera di volte). [1]

Time Machine mi ha permesso di non perdere una virgola ma durante l’attesa del corriere ho riflettuto tanto su quanto queste nuove macchine – in questi momenti – dipendano dalla bontà del backup. Se un tempo bastava recuperare gli hard disk, oggi i le memorie saldate non permettono questa operazione (e qualora non fossero saldate, in ogni caso, i dati son cifrati con una chiave presente nel “Secure enclave” integrato).
Backup backup backup.
La regola aurea dei backup recita «3, 2, 1». Tre copie differenti dei dati, due media diversi, un supporto remoto.
I dati su Nextcloud – il mio sistema di archiviazione principale – seguono questa regola ma chiaramente al suo interno conservo solo i miei documenti, non tutte le eventuali impostazioni che in un sistema operativo sono sparse tra esso e le applicazioni.
Nei prossimi giorni dovrò rivalutare il mio setup (e verificare se non riesco, in qualche modo, a mettere in piedi un Time Machine remoto) ma se hai suggerimenti in tal senso sfrutta pure l’area commenti, dubito di esser rimasto l’ultimo nerd a non farsi sedurre dalle promesse del cloud.
Emanuele
[1] L’esperienza con il Pro è stata controversa: bella macchina sulla carta ma la tastiera a farfalla non mi ha mai convinto completamente e il modello è stato oggetto di due programmi di richiamo (uno per la tastiera, l’altro per la batteria). Sono tornato ad un modello non Pro perché ho già un computer al lavoro e le mie esigenze hobbistiche, il più delle volte, si esauriscono davanti un terminale.
