Quanto latte al giorno bevete?

Non avendo problemi di diete, peso in eccesso o patologie particolari mangio di tutto. 😎

Mi sono accorto che la dispensa, ultimamente, è sempre più piena di schifezze: cioccolati di tutti i tipi, merendine, budini e chi più ne ha più ne metta.

Volendo cercare di pensare al futuro anche da questo punto di vista, da alcuni giorni ho deciso di bere almeno un bicchiere di latte al giorno (da piccolo, una tazza di latte, pane e caffè era la colazione per eccellenza, poi crescendo ho perso l’abitudine…).

Ma… quanto latte andrebbe bevuto? So che è un alimento completo perché contiene di tutto, è consigliato per prevenire infarti, ictus e fratture (grazie alla sua azione calcificante) e addirittura – secondo recenti studi (ma secondo me poteva benissimo dirvelo un nonno qualsiasi) – il latte aumenta il grado di sazietà e diminuisce la fame a pranzo rispetto ad esempio ad una colazione fatta con un bel bicchiere di succo di frutta.

Voi come siete messi? 🙂

Emanuele

578 pagine.

Copertina del libro: "Un altro giro di giostra" di Tiziano TerzaniCome vi avevo detto… ormai il libro da leggere era deciso.

Ieri pomeriggio, subito dopo l’università, ho fatto un salto in Vespa alla Feltrinelli e dopo averla girata in lungo e in largo, dopo essermi perso tra narrativa, letteratura, filosofia, classici, architettura e soprattutto reparto bambini, ho trovato finalmente il libro che cercavo. 🙂

Sarà lui ad accompagnarmi nei prossimi mesi (il tempo per leggere è poco ma la volontà c’è!).

Un altro giro di giostra sembra essere un altro libro-capolavoro di Tiziano Terzani, una mente brillante che l’Italia del secolo scorso ha saputo perdere (l’ennesima direi) non offrendole lavoro.

Avevo ancora sete delle sue parole e non potevo perdermelo.

Riuscire a guardarsi con gli occhi di un sé fuori da sé serve sempre. Ed è un esercizio, questo, che si può imparare.

Bastano già alcune righe della prima pagina per farmi rendere conto che sarà l’ennesima bella avventura.

Un altro giro di giostra l’avevo scoperto l’anno scorso e ve l’avevo presentato con un’altra bellissima frase… perché in fondo, la vita, è strapiena di belle avventure. Sta a noi saperle cogliere! 🙂

Sfogliare un libro èsicuramente – una di queste.

Emanuele

L’ora d’aria.

Quando Gesù proclamò le Beatitudini non stava parlando a eroi e non voleva creare superuomini, ma parlava a gente semplice e voleva indicare la strada maestra per una vita pienamente vissuta. E questo non vuol dire una vita sempre realizzata secondo i canoni del potere e del benessere, ma un’esistenza che riconosce i propri limiti, che si apre alla misericordia, ricevuta e donata, e che non ricambia i torti con la stessa moneta.

Don Tiberio Cantaboni

Non so se sia perché in questo periodo vado a Messa due volte ogni domenica (una volta con gli scout, una con i miei), però quel momento, soprattutto il secondo – la sera – sta diventando per me un’ora magica.

E’ un intervallo da dedicare all’Ascolto, al silenzio, al… rallentare. Si lascia tutto ciò che si ha da fare per non mancare l’appuntamento. La frenesia scompare.

Ritrovo me stesso, ho il tempo per riflettere su tantissime cose e torno a casa sempre molto carico.

Credo che sia difficile spiegare la sensazione che provo se non la si vive in prima persona. Intanto sono quasi sicuro che la forza per affrontare la settimana successiva arrivi quasi tutta da li. 🙂

Emanuele

Adesso posso dirvelo…

Una volta, da piccolo, ho fatto la cacca e un pezzo è rimasto a galleggiare.

Solo che non ero a casa. Ero a un raduno degli araldini (si, da piccolo ho fatto anche quello! :-)): una settimana distante da casa, insieme ad altri bambini, in un convento di frati cappuccini nonostante la tenerissima età (avevo non più di 9 anni…).

Mi ricordo che si cantava, ci portavano fuori a giocare e una volta sono persino salito in macchina con un frate che prendeva le curve contromano.

Ecco, insieme a questa cosa delle curve, ricordo benissimo che quella cacca galleggiante divenne per giorni oggetto di indagini.

Non voleva andarsene perché stranamente resisteva a tutto! Le migliori secchiate d’acqua le attraversava come se fossero le sue montagne russe. I più grandi – per farci ridere – ci spiegavano che probabilmente aveva una bella bolla d’aria al suo interno che l’aiutava nello stare a galla.

Ricordo che Bernardo, uno dei responsabili, chiese un po’ a tutti chi fosse stato e ci ridemmo sopra per quasi tutto il campo.

Io, ovviamente, dissi una bella bugia: sapevo di chi era la colpa e ogni volta che passavo dal bagno, mi scappava un sorriso che solo i bambini conoscono. :joy:

Emanuele

HostingZoom, grazie.

Di HostingZoom ne ho parlato spesso in questi anni. Oggi però ho voglia di ringraziarli per la correttezza con cui si pongono nei confronti dei clienti.

Il mese scorso questo blog era andato down per alcune ore e il loro SLA (Service Level Agreement) prevede un rimborso totale della spesa del mese in cui avviene il downtime per malfunzionamenti oltre le 7 ore.

Ieri ho mandato l’email per richiedere il rimborso e oggi ho ricevuto la seguente risposta:

Hello Emanuele,
Thanks for your patience with the issues last month as our techs worked to resolve the problems. I am happy to issue a free months hosting credit to the account and will to do at once.

Regards,
Les

Non è la prima volta che chiedo un rimborso (anche parziale) e mi è sempre stato accordato senza alcuna discussione.

E’ bello vedere una azienda lavorare in maniera così pulita e corretta, differentemente da alcuni competitor italiani che promettono “uptime garantito”, ma se provi a chiedere cosa comporta il non rispettare l’uptime promesso, ricevi in risposta un laconico:

Non esiste alcun rimborso, il valore indicato (su base annua) rappresenta il nostro valore di uptime.

Dove sta la “garanzia”? Scrivete “uptimee basta, facendovi belli di quel valore (se potete rispettarlo).

Non chiedetemi di che servizio di hosting si tratta… o per lo meno, se volete, fatelo in privato.

Detto ciò, complimenti e grazie HostingZoom, che – tra l’altro – non classifica i clienti stranieri (è un servizio di hosting americano) come utenti di serie B. Un utente è un utente e in quanto tale va rispettato.

Emanuele

Schermo nero col kernel 2.6.31-14 (Karmic Koala release) e scheda grafica Intel.

Avevo appena finito l’upgrade di Ubuntu nel portatile di mio padre (sisi, mio padre da alcuni mesi usa Ubuntu, prima o poi trovo il tempo di parlarne meglio…), quando, al primo riavvio, subito dopo l’avvio di GRUB, il sistema mi ha lasciato senza schermo: il nuovissimo GDM di Karmic Koala non veniva visualizzato facendomi fare brutta figura! 😐

Il display rimaneva nero (non spento, la retroilluminazione era attiva) e sicuramente il sistema riusciva a caricarsi (tanto che sentivo il suono di avvio). Il problema dunque, doveva dipendere da qualche incompatibilità con la scheda video (integrata, Intel GMA X4500).

Per farla breve, la soluzione sta nel modificare il file di boot aggiungendo il parametro i915.modeset=0:

title Ubuntu 9.10, kernel 2.6.31-14-generic
uuid c9f6e5c3-90db-4869-a00f
kernel /boot/vmlinuz-2.6.31-14-generic root=UUID=c9f6e5c3-90db-4869-a00f ro i915.modeset=0 quiet splash
initrd /boot/initrd.img-2.6.31-14-generic
quiet

Ovviamente, visto che il sistema è inagibile, bisogna riavviare con la penultima versione del kernel disponibile (il GDM non partiva neanche in recovery mode) e per aprire il file di boot, basta digitare sul terminale:

sudo gedit /boot/grub/menu.lst

Fatto ciò, riavviate e godetevi il vostro Koala Karmico (uno dei nomi più brutti tra le versioni di Ubuntu ma… sfido voi a trovare animale e aggettivo carini con la K!). 🙂

Emanuele