Quando ti svegli ascoltando “Per colpa di chi?” di Zucchero, o vivi la giornata a mille, oppure sei sordo. C’è poco da fare. :dogarf:
Emanuele
PS: e io… non sono sordo! :joy:
Quando ti svegli ascoltando “Per colpa di chi?” di Zucchero, o vivi la giornata a mille, oppure sei sordo. C’è poco da fare. :dogarf:
Emanuele
PS: e io… non sono sordo! :joy:
Ma solo io subito dopo essermi tagliato le unghie ho il terrore di toccare qualsiasi cosa e provo una strana sensazione nello sfiorare i vestiti? 😐
Emanuele

Per la serie: donne e motori, gioie e dolori.
Emanuele
La Panda Panda oggi (dopo 6 mesi e 7 giorni) ha raggiunto i 5000 chilometri!

Tra pochi giorni (attendo il prossimo rifornimento) pubblicherò una analisi dettagliata dei consumi di questo mostriciattolo ecologico! 🙂
Intanto cammina che è una bellezza, non ha ancora un graffio, l’ho lavata (a manina) fino a questa domenica, le ho pulito i vetri ad ogni rifornimento e controllato la pressione delle gomme ogni 2 mesi circa. Alcune volte evito di impugnare il cambio dal pomello per evitare che col tempo diventi lucido per il sudore… sono deviato, vero?! 😛
E’ p-e-r-f-e-t-t-a ma, come qualche tempo fa mi chiedo, può un post portar sfiga?! 😀
Emanuele
PS: la foto è fatta col cellulare mentre guidavo… non è il massimo ma sfido voi a scattare una foto sistemata in circonvallazione… 😐
In questi giorni, parlando di cultura organizzativa, learning organization e quant’altro, riflettevamo sul fatto che la conoscenza di un individuo è frutto degli stimoli ricevuti dall’esterno.
Noi siamo, un po’, ciò che abbiamo ricevuto. E’ una visione a livello antropologico molto suggestiva in quanto dipendiamo dagli altri molto più di quanto tendiamo a credere. Il mondo intorno a noi, non è filtrato semplicemente dalle nostre capacità cognitive ma anche da un paio d’occhiali forniti dall’ambiente in cui abbiamo vissuto.
Questa discussione, durante la lezione, mi ha fatto tornare in mente la parola Ubuntu e il suo significato più remoto: “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”.
Proprio oggi, Ubuntu (e la sua comunità) festeggia e annuncia il rilascio dell’ultima versione del suo sistema operativo: Karmic Koala.
Perché non provate a dargli una possibilità? Se al computer non giocate, credetemi che non ci sarà cosa che non possiate fare.
Io quando non uso il mio MacBook uso sempre Ubuntu per qualsiasi cosa: guardare un film o la tv, navigare, programmare, chattare, usare skype, scaricare, ascoltare musica…
Dategli un’occhiata e ricordate che, a differenza di Windows Seven, Ubuntu è gratis in pieno rispetto della sua filosofia e… non ha virus. 🙂
Emanuele
Avevo la testa china sul libro, la mano sinistra teneva una matita, mentre la destra riposava sul bracciolo della poltroncina.
Stavo studiando – dopo una giornata abbastanza di corsa – circondato da poche note, nella penombra della mia stanza quando è iniziata una canzone che mi ha catapultato indietro di anni.
Quella voce, forse ipnotica, mi ha distratto e incuriosito tanto da cercare sia il testo che la traduzione.
Beep beep beep beep beep beep beep
suonano i clacson delle auto nelle strade
abbiamo comminato lontano dal salto degli amanti
in direzioni opposte, piedi sincronizzati.
Aspetta aspetta aspetta aspetta aspetta aspetta
aspetta giusto il tempo di cui ha bisogno un cuore
per riparare una rottura.
Quante lune si riflettono nel lago?
Puoi aspettare per sempre se
il tempo ci metterà il tempo che ci vuole,
nonostante tutti gli avvertimenti,
sono caduto come una stella cadente
tra le tue braccia.
Batte batte batte batte batte batte
batte il mio cuore sul lato della mia manica
bisbigliando qualcosa che è difficile da credere:
“lascia che sia io a condurre te perché
l’amore è tutto quello di cui abbiamo bisogno”.Simone White – The Beep Beep Song
Secondo me Simone White (è una donna, nonostante il nome poco abituale per noi) dovrebbe produrre molto di più.
Ha una voce che vorresti sentire sussurrata nelle orecchie, dolcemente, quando il sonno inizia a chiamarti e vuoi abbandonarti al mondo dei sogni. 🙂
Quando fai un grosso sbadiglio prima di scomparire per l’ennesima notte…
Sogni d’oro a tutti,
Emanuele
Ho pagato. Per l’ultima volta.
Emanuele
Michael Bublé è una persona che ha poco da desiderare. Con quella voce può permettersi di cantare tristezza e gioia senza rischiare che una delle due non si trasformi in capolavoro.
Quando canta l’amore però, dimostra che anche le sfortune (lo scrivo in corsivo perché, per come la penso io, ci sarebbe da scrivere un libro in proposito…) possono essere cantate con allegria ed è per questo che Haven’t met you yet mi piace tanto. 🙂
Non sono sorpreso,
non tutto dura,
ho spezzato il mio cuore tante volte che ho smesso di tenerne conto,
ho parlato a me stesso dentro,
ho parlato a me stesso fuori,
ho fatto tutto quello che c’era da fare,
Poi mi sono riposato…Ho provato in ogni modo a non perderlo;
Ne sono uscito fuori con un milione di scuse,
ho pensato ho pensato a tutte le possibilità…E so che un giorno sarà tutto finito!
Mi farai lavorare così potremo lavorare per risolvere tutto
E ti prometto ragazza che io do molto più di quello che ricevo, mmm…
Solo che non ti ho ancora incontrato!Michael Bublé – Haven’t met you yet
Che bisogno c’è d’angosciarsi se è possibile scrivere una canzone allegra? I nostri cantanti italiani dovrebbero imparare da questo stile nel parlare d’amore. Penso a tutti i Tiziano Ferro d’Italia che fanno diventare tutto un dramma irrecuperabile.
Questa canzone sprizza spensieratezza da tutti i pori, eppure il testo non racconta mica la vincita di un montepremi o l’incontro con la propria anima gemella!
Bravissimo Michael e complimenti anche per il video: l’idea del supermercato è troppo carina… d’altronde è quello il posto per eccellenza in cui “trovare di tutto”. 🙂
Emanuele