D’estate non si digerisce roba impegnativa?

Un blog, per sopravvivere d’estate – m’hanno detto – deve scrivere post leggeri, così mi era quasi venuta l’idea di parlarvi di un palloncino che ho visto volare in alto nel cielo qualche giorno fa.

Sfortuna vuole che mi era impossibile raggiungerlo, altrimenti avreste avuto qui una delle più belle interviste di quest’estate.

La prima domanda, da giornalista provetto, era già pronta: “Anche voi scoppiate di caldo in questo periodo?”. :worry:

Emanuele

I problemi di mezzanotteequarantadue.

La fortuna di avere la casa vuota e varie stanze a propria disposizione ha il culmine la sera quando devo decidere dove dormire.

Le scelte ultimamente sono due: la mia stanza o quella di mia sorella. Quella di mio fratello è scartata a priori perché – al momento – l’ho s’è trasformata in una cabina armadio (speriamo che mio fratello non legga :-D).

Comunque dicevo, ho due scelte e m’è già capitato di cambiar letto a metà nottata semplicemente perché il primo s’era riscaldato. :dogarf:

Nella mia stanza c’è l’aria condizionata e sebbene questo, ultimamente, faccia propendere la scelta verso il letto di sempre dall’altro ho scoperto che il materasso di mia sorella è molto più comodo del mio. Non so se sia perché è più nuovo o perché è più leggera ma è ancora bello duro e per ora che – per dormire bene – bisogna evitare di star sprofondati tra le lenzuola, è una goduria addormentarsi lì.

Così stasera, nell’indecisione, avevo iniziato a scrivere questo post per individuare il letto migliore ma mi accorgo che non è uscito un vincitore (dannazione) e adesso ho quasi la tentazione di bussare al vicino per chiedergli se ha una stanza con climatizzatore e materasso nuovo. 😐

Il cuscino – ovviamente – lo porto io.

Emanuele

Sahara.

A luglio, di sabato, l’università è talmente deserta che se fossi arrivato sulla groppa di un cammello nessuno avrebbe detto nulla.

E se voi – sciocchi – vi starete domandando: “ma perché Emanuele possiede un cammello?”, la risposta è semplice: se anche non lo possedessi sarebbe più facile che questi passi dalla cruna di un ago e arrivi all’università piuttosto che l’università sia ricca di gente a fine Luglio.

E se ora – doppiamente sciocchi – vi domanderete: “ma sta delirando?”.

La risposta è no. Ma c’è caldo. Tanto tanto caldo.

E adesso mangio che alle due si torna a studiare.

Con un cammello. Senza la cruna.

Emanuele

Ah, gli amici.

Fortuna che ci sono loro. Fortuna che basta una telefonata e non hai neanche il tempo di stirarti una maglietta che sono già sotto casa.

Stavano uscendo e io all’ultimo ho accettato l’invito… ci voleva proprio, anche se finire coi piedi sulla sabbia di sera m’ha messo un po’ di tristezza: non è questo il mare che ho voglia di vedere. 😐

Verranno tempi migliori, intanto adesso è ora di dormire!

Emanuele

Ottimizzazione dei processi applicata alla cucina.

Mi sto accorgendo che la vera sfida non è cucinare bene… quello, per i pochi piatti che ho imparato a fare (e per i quali ho ricevuto complimenti inaspettati…) non è difficile. Seguo con attenzione tempi e procedure e devo dire che non ho mai mangiato male. Tra l’altro ho imparato a sfruttare spezie e aromi, cosa che non sapevo minimamente fare prima di ritrovarmi a viver solo.

La vera gara, piuttosto, è imparare a cucinare sporcando il minor numero di oggetti possibile.

Cucinare per una persona e ritrovarsi a dover lavare una pentola, uno scolapasta, un tegame per il condimento, due piatti, un bicchiere e magari un altro paio di piatti usati per la preparazione è uno spreco incredibile.

L’ingegnere che è in me mi spinge ad ottimizzare il processo. Certo, non dico di voler mangiare nel bicchiere dove berrò, però sicuramente trovare pietanze che non necessitino di mille passaggi è fondamentale.

Ad esempio, ieri sera ho mangiato delle buonissime patate al forno con piselli e cipolla. La settimana scorsa piselli e cipolla li avevo soffritti nel burro, questa volta, in tempi diversi, ho infilato tutto nel forno.

Alla fine ho sporcato una pirofila e due piatti, la padella è rimasta pulita e oggi avrò meno cose da lavare. 🙂

Emanuele

Sorprese, brividi e vetri.

Seguirò il tuo volo senza interferire mai.

Ron, P. Daniele – Non abbiam bisogno di parole

Mentre la lavastoviglie lucida i piatti e io preparo una sorpresina che da tantissimo tempo ho in mente, iTunes mi ha proposto questa canzone. Mi è scappato un brivido dovuto alla semplice bellezza delle parole. 🙂

Emanuele