Bello! Letto tutto d’un fiato… e nonostante si tratti di un romanzo, mi ha lasciato dentro tanti spunti di riflessione.
Le ho mai raccontato del vento del Nord racconta la storia di due perfetti sconosciuti che si conoscono, si scoprono, si raccontano per un paio d’anni in seguito ad una e-mail mandata all’indirizzo sbagliato. Una storia nata per caso, fatta di serate virtuali passate sorseggiando un bicchiere di buon vino seduti ognuno di fronte al proprio monitor. Una favola epistolare che però fa riflettere e, così, stavolta, più che parlarvi del libro (che consiglierei a chiunque coltivi relazioni via web) mi sorge – spontanea – una domanda.
Secondo voi è possibile innamorarsi di qualcuno/a semplicemente attraverso lo scambio di posta (e-mail o cartacea importa poco)? I due protagonisti della storia, finiscono per legarsi in una maniera incredibile, semplicemente nutrendosi delle parole dell’altro.
Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente.
E io son d’accordo che scrivere è come baciare, almeno nel senso filosofico e artistico del concetto. Un bacio o delle parole sono vettori di emozioni, emozioni anche forti e, spesso, totalizzanti e inebrianti.
Mentre leggevo il libro rivisitavo i miei atteggiamenti sul web e con tutte le persone con cui mantengo rapporti “virtuali“. Non è raro che scambi e-mail con sconosciuti e sconosciute. Questo blog, in questi anni, mi ha regalato tantissime conoscenze e ancor prima, le chat su IRC hanno fatto altrettanto.
Però, mi sono accorto, non ho mai sentito l’esigenza di stringere rapporti sentimentali attraverso il web, non mi son mai ritrovato coinvolto in legami virtuali che di reale e carnale hanno ben poco. Non voglio sminuire i rapporti instaurati, però mi riesce realmente difficile abbandonarmi in qualcosa che non scuote, smuove, strattona la mia realtà, la mia quotidianità. Rimangono sempre piacevoli conoscenze che, chissà, magari un giorno riusciranno fortuitamente a trasformarsi in conoscenze reali ma non perché ne senta una necessità pressante.
Comunque, provate a leggere il libro, è pur sempre una bella storia, fatta di continui scambi di e-mail, di parole scelte con attenzione, di conoscenza reciproca basata più su ciò che si dice tra le righe che ciò che viene scritto. Forse, alla fine, la cosa bella è proprio questa. Quando si scrive, si presta molto più attenzione a ciò che si comunica, soprattutto quando non si ha l’opportunità di guardarsi negli occhi…
Emanuele


