Più Signorini per tutti.

Il Governo toglie altri 30 milioni alla banda larga

Il Decreto Milleproroghe include un comma che sposta 30 milioni di euro dagli investimenti per la banda larga a quelli per il digitale terrestre. Non è chiaro se questo inciderà sul piano anti-digital divide da 100 milioni. Brutta sorpresa per gli italiani.

Fonte: Tom’s hardware

Perché è ovvio, il digital divide non è fatto di informazione libera (o quantomeno diversificata) permessa dall’accesso alla rete più facile per tutti. Il nostro governo sa che l’informazione controllata è un ottimo mezzo di propaganda (che brutta questa parola) e così è giusto incentivare i mezzi che ne permettono il sostentamento. D’altronde che senso ha spender soldi per qualcosa che non puoi controllare? In che mani finiscono gli italiani poi…? Non vorrei mai che scoprano che anche gli Americani hanno la pena di morte (e non solo gli iraniani) o che gli egiziani ed i tunisini hanno trovato il coraggio di cambiare realmente il futuro dei loro figli.

Meglio Signorini allora, ancora meglio se accompagnato dalla Marini. Che fanno dormire, e se non lo fanno, raccontano a tutti quanti una serie di cavolate immani. Che è come dormire… e questo, si, sta benissimo.

Emanuele

Ricorsività.

Vorrei scrivere un libro su un uomo che descrive uno scrittore intento a scrivere un libro che parla di un uomo che scrive un libro che traccia le indicazioni su come vada scritto un buon libro.

Così poi mi leggo quelle 3-400 pagine e ho idea di come vada scritto un libro attraverso le parole di un uomo descritto da uno scrittore frutto della mente di un uomo partorito dalla mia fantasia.

Emanuele

E’ un mondo drogato.

Non sei su Facebook?! E scusa, gli amici come li senti?!

Ma davvero, mi chiedo. Due anni fa, gli italiani, riuscivano a sentirsi? No perché esiste solo Facebook e io sono rimasto isolato.

Anzi, avvertite qualche comunità di recupero, o gli assistenti sociali. O i vigili del fuoco. Sono solo, da mesi e mesi (e me ne accorgo solo adesso). 😕

Emanuele

Let me dream my past.

Sabato pomeriggio ho preso la bicicletta. Ho fatto – stando al computer da bici – 16km e 300 metri: la strada necessaria per passare, con mio fratello, dal centro e andare a trovare il nipotino in ospedale. Al ritorno, quasi vicino casa, ho visto qualcosa che mi incanta sempre: una giostra coi cavalli. Mi sanno di magico, di antico, di lento e allegro allo stesso tempo. Sanno di inverno, di legno dipinto e un po’ consumato dalle mani dei bambini.

Giostra coi cavalli a Milano

Ho perso di vista mio fratello che ha continuato a pedalare, mi son fermato cinque minuti a contemplarlo e sono giunto alla conclusione che dovrebbero diffondersi di più nelle città. Scriverò una petizione un giorno.

Dico: non è bellissima? Sedetevi con lo zucchero filato su quella panchina prima di rispondere…

Emanuele

Kryptonite rossa.

Milano mi sta cambiando. Ieri sera ho fatto cose mai fatte prima. Cose che oggi, a Messa, mi davano di che riflettere: come si conciliano le due vite? Come può il mio io-del-sabato-sera convivere col resto di ciò che sono? Mi accorgo che devo dare il giusto peso alle cose, visto che, alla fin fine, non ho fatto nulla di illegale né di immorale.

E’ che forse dentro son troppo complicato e persino la fortuna di conoscere gente nuova mi agita più del dovuto. Troverò una risposta a quest’inquietudine…

Emanuele

Tu, dall’Alto, distribuisci meglio le cose quaggiù…

A me va sempre tutto bene, ma cavoli, in questi giorni la salute dei miei cari è decisamente delicata. Mio zio ha superato l’operazione ma la sera dopo era quasi in fin di vita, mio padre nel weekend ha avuto un bel calo glicemico, mio nipote oggi pomeriggio è ricoverato in un ospedale per bambini – neanche so quale ancora – con una flebo al braccio per una possibile gastroenterite.

Io mi mantengo positivo, allegro, socievole e cordiale, però dentro di me mi sento quasi in colpa: sarei – veramente – disposto a barattare un po’ della mia fortuna per risolvere e migliorare le condizioni di chi ho intorno.

Gioco (con me stesso) ad esser SuperMan-u in qualsiasi situazione e un amico che mi conosce bene, il giorno della mia laurea mi chiese se sotto la camicia mi fossi ricordato di indossare la magliettina con la mitica S. E’ brutto sentirsi impotenti e sapere che per quanto mi possa sforzare esisteranno sempre situazioni più grandi di me. E’ una cosa che accetto ma che – Signore, devo dirtelo – non condivido del tutto…

Emanuele

PS: per rispetto non ho neanche esultato per il superamento dell’orale dell’esame d’abilitazione, ma visto che vi racconto sempre tutto, mi sembra giusto aggiornarvi circa l’esito…