Chissà se ha ancora lo stesso sorriso…

Uno dei tronchi più felici che abbia mai conosciuto, l’ho incontrato ad un campo invernale scout due anni fa. Mi trovavo in un fortino ed ho ancora la sua foto, chissà come sta oggi. Secondo me le persone che lo incontrano dovrebbero prendere esempio da lui: può persino piovergli in faccia ma quel sorriso furbetto non si scompone mai!

Tronco sorridente

Domenica scorsa sono andato a salutare i ragazzi del mio gruppo scout, non li vedevo dall’estate e mi sono corsi tutti incontro quando ho posteggiato la Vespa. Mi mancano, mi manca terribilmente lo scoutismo e l’odore di erba umidiccia dei campi invernali.

Emanuele

Dillo alla luna.

Potrei parlarvi di questi giorni, potrei parlarvi dell’esame di oggi pomeriggio. Potrei raccontarvi persino del viaggio di ritorno, di quell’aereo che in pochi attimi mi ha già catapultato nel nord Italia per permettermi di timbrare il cartellino domani mattina come tutti i lavoratori. Potrei raccontarvi miliardi di cose.

Aereo Ryanair fermo

La mia attenzione però, stasera, è tutta focalizzata su una frase stupenda, una frase che – è giusto dirvelo – porto sempre con me nei momenti più duri. Perché sta tutto lì, perché tutto ciò per cui ci si impegna, si fatica, si fanno le ore piccole – alla fine – è parte di una sola direzione.

Amo ripescare quella frase quando stringo i denti per qualcosa di importante. Lo feci in circostanze ben più banali (per quanto la fine di una storia d’amore possa esserlo) e lo faccio nuovamente stasera, dopo una lunga doccia che avrebbe dovuto farmi pensare e rasserenare ma che, al contrario, mi ha scaldato le idee fino a mescolarle terribilmente per farle trasbordare su queste pagine.

Domani mio zio subirà un’intervento abbastanza invasivo. I medici ci han già – diligentemente – informato che nelle sue condizioni le possibilità di decesso sono altissime, nell’ordine del 40%. Ed io i numeri li odio. Perché i numeri li conosco, perché i numeri li studio, perché coi numeri ci lavoro. E allora queste percentuali voglio, nella mia testa, smontarle, rivederle, smorzarle. Però non è possibile, non è possibile perché qualsiasi giro si possa fare sarebbe una semplice presa in giro.

Così ripesco la frase, trasformo la mia anima e accantono tutta l’ingegneria che porto dentro.

Sia fatta la tua volontà. Mi addormenterò pensando a queste bellissime e semplicissime parole e, se sarò bravo (e lo sarò), saranno ancora lì al mio risveglio, pronte a trasformare quei numeri in qualcosa di stupido ed insignificante.

Sia fatta la tua volontà è un concetto maestoso ed è bello poter pregare scrivendo.

Emanuele

Lei è bella, lo so (ce l’ho nel sangue ancor…).

L’ho fatto. Ieri sera, dopo aver studiato a casa dal collega e prima di andare a prendere una birra con un amico: ero in Vespa ed ho girato tutta la città. Tutta, come amo fare. Immerso in quelle strade che regalano emozioni, ricordi, sensazioni, profumi, luci, volti e colori. So che andrò via, so però che ogni volta che tornerò sarà sempre lo stesso.

Chiavi Vespa

E c’è stato un tempo in cui ho creduto non ci fosse niente
e
sono andato via… via dal mondo.
Ma tutte le strade
portano qua, e dove finisce il mare comincerà un altro giorno,
ancora il sole,
nelle mie scarpe nuove mi troverai…

Francesco Renga – Dove finisce il mare

Emanuele

PS: Vespa allegra è il mio “totem” scout, la scritta pirografata su cuoio è il regalo di un’amica… 🙂