
No ma dico, vi rendete conto la bassezza in cui ci troviamo? Non si tratta di un atto vandalico: è un comunicato stampa della sezione “Precisazioni da Palazzo Chigi”. Andatelo a vedere coi vostri occhi.
Roba da twitter e manco.
Emanuele

No ma dico, vi rendete conto la bassezza in cui ci troviamo? Non si tratta di un atto vandalico: è un comunicato stampa della sezione “Precisazioni da Palazzo Chigi”. Andatelo a vedere coi vostri occhi.
Roba da twitter e manco.
Emanuele
E’ vero, lo ammetto e non voglio nasconderlo: ieri pomeriggio, arrivato a casa dopo i soliti venti minuti di bicicletta per tornar dal lavoro non ho cambiato magliettina. Avevo ancora voglia di pedalare, ho cambiato solo jeans e scarpe e sono volato fuori, sul monociclo.
Auricolari, t-shirt nera, guance forse un po’ arrossate e tutta la mia buona volontà per farmi un’oretta di monociclata come si deve.
Parto tranquillo, prima, seconda curva. Tutto regolare. La musica scorre nelle orecchie e sono quasi pronto ad affrontare il primo incrocio che mi aspetta. Poi incontro una signora anzianotta. Mi vede a distanza, le vado incontro, siamo nello stesso lato della strada. Io e lei.
Quando sono a pochi metri però succede l’inaspettato. Lei non sorride, non ricambia lo sguardo, non osserva sorpresa il mio monociclare. No. Lei afferra per bene la cinghia della borsetta e la stringe per sicurezza.
Adesso, premesso che – in effetti – non mi presentavo in frac e limousine, che avevo la barba incolta da tre giorni e che su quel coso si è più alti del normale… ma davvero – dico – davvero ha potuto pensare che potessi essere un borseggiatore in monociclo?! 😕
In quel momento, la vecchina, mi ha rubato tutte le parole.
Emanuele
Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui. Sopportare il nostro carattere, la nostra natura di fondo, con tutti i suoi difetti, il suo egoismo e la sua cupidigia, che non saranno corretti né dall’esperienza né dalla buona volontà. Dobbiamo accettare che i nostri sentimenti non siano contraccambiati, che le persone che amiamo non rispondano al nostro amore, o almeno non nel modo che vorremmo. Dobbiamo sopportare il tradimento e l’infedeltà, e soprattutto la cosa che ci riesce più intollerabile: la superiorità intellettuale o morale di un’altra persona. Ecco cosa ho imparato nel corso di settantacinque anni, qui, in mezzo ai boschi.
Tratto da: “Le Braci” di Sàndor Márai
Cosa penso del libro l’ho già scritto qui.
Emanuele
Per pasquetta sono andato con la mia fida bicicletta a vedere “Principia” una mostra allestita in Piazza Duomo (a Milano) che mescola arte, scienza e design.
C’era il robot capace di fare un ritratto, si poteva scoprire il processo di creazione di vestiti con “cotone liquido” che si solidifica dopo esser stato spruzzato e modellato sul corpo oppure vedere delle stampe 3D. Il libro al centro era un’opera intitolata “In principio fu la Parola”: un vecchio tomo era diventato habitat di piante e piccoli vermi. 🙂
Carina l’esposizione, un po’ meno l’idea di rinchiudere il tutto in dei grandi igloo che col sole fungevano da serra…
Emanuele
PS: la mostra è visitabile gratuitamente fino al primo Maggio (così poi non vengo rimproverato che non segnalo in tempo le cose… :-P)!
Io: ma voi due come vi conoscete?
Tizia: abbiamo un’amica in comune.
Io: e nonostante sia in Comune un posto non ve lo trova?!
Definirei proprio atavico il piacere che provo nell’attraversare una nuvoletta di bolle di sapone, mentre pedalo con la mia bicicletta, quando passo dal centro di Milano e uno dei tanti vu cumprà inonda la strada con quelle pistole automatiche spara bolle.
Si tratta di scoprire solo da chi adesso. 🙂
Emanuele

Nessuno può tornare indietro ed iniziare una nuova vita,
ma ognuno di noi può iniziare una nuova vita oggi.Maria Robinson (scrittrice)
Mi sembrava il modo migliore per augurarvi una serena e Santa Pasqua.
Emanuele
Questa giornata non poteva finire sprecata, imprigionati tra quelle mura di cemento (che tanto avrebbero apprezzato i tre porcellini ora che ci penso), così nel pomeriggio con un amico ci siam fiondati nel bosco.

Tra sentieri più o meno tracciati il divertimento era già assicurato fin dalla partenza, l’amico rimasto a casa mi aveva avvisato: “vedrai che bello quando ti ritrovi a masticare terra”. Non volevo dar peso a quelle parole più di tanto ma dopo una decina di chilometri ho sentito anch’io quello strano sapore in gola.
Eppure non vedo l’ora di tornare ad immergermi come oggi perché pedalare in giro per una città è affascinante ma andarsi a distruggere per venticinque chilometri in un bosco è qualcosa di unico. Le gambe devono spingere in continuazione e i tratti fuori dai sentieri diventano un modo unico per tornar bambini, coi ricordi della tua infanzia che riaffiorano uno alla volta, ripescati con cura ad ogni pedalata.
Non so se sia più l’equilibrio uomo-bicicletta ad entusiasmare o il rumore della gomma posteriore che in qualche curva perdeva aderenza e in altre sparava ghiaia e terra verso l’alto ma non ho saputo ascoltare musica oggi pomeriggio. La natura era già una musica favolosa.
Sapete, venerdì sera sono stato alla Via Crucis del paesino che da alcuni mesi mi ospita e durante una stazione il lettore ha ricordato una bella frase della mamma di Don Bosco. Faceva pressappoco così:
Finché ti capiranno, parla ai giovani di Dio.
Quando non ti capiranno più, parla a Dio dei giovani.
Quella frase, così semplice, mi è rimasta dentro e ripensavo alla mia (de)formazione che mi ha insegnato a vedere Dio nella natura che mi circonda così da permettere anche a chi non è più compreso di presentare Dio ai giovani. Geniale quel tipetto di B.P.
Adesso però chiudo questo maledetto computer e mi immergo in un altro bel libro… 🙂
Emanuele