Sono scomparso… sono mancato oltre un mese ma adesso sono tornato. Questo mese è stato particolare. Tante cose sono successe… e tante, come la risacca su una spiaggia, sono tornate sui propri passi. Sono tornate nella propria spiaggia.
Ho avuto tante volte la tentazione di rimettermi a scrivere… ma ogni qual volta lo stavo per fare, una voce mi diceva di aspettare. Era segno che non era ancora tempo… questa volta quella voce è molto debole e questo, ha solo un significato. Un bel significato.
Sono andato via perché stavo male. Non riuscivo più a vedere serenità nelle mie giornate e questo mi stava abbattendo sempre più. E scrivere, giornalmente… faceva male. Mi faceva ritornare sempre a pensare… mentre avevo bisogno di fuggire un pò.
Devo dire che è stato anche un esperimento carino. Ero un blogger costante ormai… e così ogni tanto mi chiedevo: “vediamo se è difficile staccarsi dal proprio blog, dalla tentazione di dire la propria su quel che capita nella blogosfera come si è abituati a fare; vediamo anche cosa succede ad un blog senza nuovi post”. Era strano, ogni tanto passavo dal blog per curiosità… e mi faceva un pò impressione. La “barra dei post”, in fondo alla pagina si andava svuotando giornalmente ma… stranamente, i lettori tramite feed (che hanno effettuato alcune migliaia di visite) non sono scomparsi e neanche i commenti si sono fermati. Anzi, forse, mi sono dedicato più a loro. Non c’erano i miei pensieri ma… il mio supporto non riusciva a scomparire. Sono successe tante cose sul web in questo periodo che ogni tanto effettivamente era dura evitare di scrivere. Google ha comprato Youtube, la Microsoft ha definito le date di lancio del nuovo sistema operativo… è uscito Firefox 2.0 ed Internet Explorer 7. C’è stata la condanna a morte di Saddam e la Nintendo ha lanciato la sua nuova console Wii (rivoluzionario l’approccio che ipotizza per suoi i giocatori: dimenticatevi le poltrone). Avete mai provato a “trattenere la voce” voi? Ci riuscireste con tutte queste notizie? Di una cosa mi sono reso conto: un blog ruba tanto tempo, ho potuto dedicare un pò più di tempo a me stesso.
Nel frattempo ho studiato, ho letto, ho ripreso le attività scout e… ho deciso un paio di cose. La prima è che riprenderò a fare Judo, probabilmente nelle prossime settimane (mi aspetta un periodo abbastanza pieno tra università e scout purtroppo e così sto valutando quando iniziare), l’altra… è un pò una piccola pazzia che sto meditando. Un piercing al sopracciglio. E’ una pazzia? Vale la pena farla? Mi è sempre piaciuto ma ho sempre evitato perchè sono “filosoficamente” contrario a questo genere di cose… che ne pensate?
Ieri ho avuto un esame. “Disegno assistito da calcolatore” (una materia “a scelta” dell’ultimo anno che fin ora mi sta sembrando una passeggiata). Si trattava di fare le proiezioni con Autocad di un componente disegnato in assonometria cavaliera. Ho potuto salvare il risultato e così… lo conservo qui, come ricordo. Il compito, come potete vedere, l’ho risolto. Mi sono comunque accorto di aver fatto un piccolo errore… peccato.
Senza dubbio vi starete chiedendo “e l’amore? come va?“. Si… perchè in fondo sono scappato per questo. Beh, come ho lasciato trapelare dalle prime frasi, tutto sta tornando alla normalità. Ed è proprio questo che mi rende più sereno. Non voglio parlarne più di tanto perché, piuttosto, odio far diventare certe cose un “reality show”. Non conosco blogger che non li critichi, ma poi, soprattutto i più piccoli, tendono a rendere le proprie pagine un “reality show” dei loro cazzeggiamenti. E’ stato questo un altro motivo che mi ha spinto, con un pizzico di maturità, a smetter di scrivere. Stavo cadendo anch’io in un vortice dettato dalla mia tristezza. Dovevo fuggire, volevo essere più grande del mio stesso errore. E così è stato.
In questi giorni, tra l’altro, ho scoperto un nuovo autore. Si tratta di Maxence Fermine che nel ’99, nel libro “Neve” descrive così dell’amore:
Perché l’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere, sono la stessa cosa che amare. Funambolismi… La cosa piu’ difficile è avanzare senza cadere…
Ho deciso di leggerlo… mi ha colpito una bellissima recensione. Sono anche andato in libreria a cercare il libro e l’ho trovato. In questo periodo, inoltre, la “neve” mi ricorda qualcosa che forse, un giorno, presenterò anche a voi. Non l’ho comprato comunque… ma ho deciso di aggiungerlo alla mia wishlist (Natale si avvicina… :-)).
Stupenda, e poetica quanto la copertina, bianca con un semplice ideogramma al centro, la trama: “Giappone, fine Ottocento. Yuko, diciassettenne ribelle, lascia la famiglia per diventare poeta. Ma la sua poesia, dedicata interamente alla neve, è troppo bianca, e per imparare a darle colore Yuko deve seguire gli insegnamenti del vecchio poeta Saseki, ormai divenuto cieco. Saseki, attraverso il racconto della sua passione per Neve, una ragazza bellissima venuta dall’Europa e scomparsa mentre cercava di attraversare un precipizio sospesa su una fune, insegna a Yuko la forza e la potenza dell’amore. E con questo insegnamento Yuko diverrà non solo un grande poeta ma – cosa più importante – un essere umano capace di amore.“.
Non rimpiango dunque questo silenzio ma… lo paragono ai girasoli.
Si, i girasoli. Quelli che Van Gogh amava così tanto da disegnarli ovunque. Quei girasoli che, nel 1889, descriveva così al fratello Theo:
Forse saprai che la peonia è di Jeannin, l’altea appartiene a Quost, ma il girasole è in qualche modo mio…
Perché i girasoli? Perché i girasoli sono fiori particolari. Seguono il sole… lo guardano e hanno bisogno della sua allegria e del suo calore. La sera però, chiudono i petali.
E’ come se si prendessero una pausa dal mondo. Sembrano aver bisogno di chiudersi verso l’interno per un pò di tempo prima di volgere di nuovo il volto al mondo. Solo dopo aver usufruito di questo periodo di isolamento possono dedicarsi di nuovo al compito che Dio ha affidato loro. Così, quando torna il sole, loro concludono il loro periodo di riposo, si rimettono in azione e… riaprono i petali. Riaprendo i petali riprendono a vivere nel mondo che avevano lasciato, fissi nel loro posto. Ecco perché in questo momento sono anch’io come loro.
Sono tornato qui… al mio posto, perché vedo il sole ad oriente. Sta sorgendo nuovamente e il suo calore inizia a darmi così tanta forza e serenità che non posso più aspettare il mezzogiorno per svegliarmi.
Buongiorno dunque e speriamo che, nonostante Dicembre sia vicino, continui a splendere questo bel sole.
Mi siete mancati,
Emanuele