Stress pre-matrimonio? Ecco perché!

In questi giorni avrete notato anche voi che l’eccitazione per quella scelta è divenuta sempre più grande.

C’è chi mi ha detto che mi brillano gli occhi dalla felicità… e probabilmente è così.

Ok, non è il mio matrimonio… però credo che la felicità per questo giorno così speciale si sia trasferita in tutta la famiglia.

Oggi, scherzando con mia sorella, le dicevo che sembra la notte prima degli esami.

Stai preparando tutto… e vuoi che tutto sia perfetto. Giri e ti rigiri per la casa, alla ricerca di cose da sistemare… e non riesci a star fermo.

Hai bisogno di scaricare la tensione…

In questi giorni ho seguito molto da vicino gli ultimi preparativi (che per un matrimonio ormai devono iniziare molti mesi prima!) e credo che quando toccherà a me, saprò già come muovermi (Emanuele se la cava sempre ovunque! :-D).

Ci sono però un paio di personaggi che non potrò mai dimenticare. Hanno saputo trasformare delle semplici cose in momenti da progettare in mattinate o pomeriggi interi insieme a loro.

Il primo è il fioraio. Da semplice venditore di rose per innamorati persi si trasforma nell’esteta del fiore. Conosce ogni minimo aspetto del fiore, ignora il nome latino (ma giusto per semplificare la vita a noi comuni mortali) e pretende l’ultima parola sull’allestimento delle piante all’interno della chiesa. Lui però – come anche la prossima figura – cura oltre al proprio prodotto, la propria immagine. E così non vuol portare tre piante e due mazzolini… vuole realizzare l’orto botanico. Piante sui capitelli, sui banchi, sulle panche, accanto agli sposi, dietro e davanti l’altare.

Sembra quasi che a sposarsi non sia la coppia ma le piante. Le persone entrano in chiesa solo se qualche pianta decide di far posto.

Anche la casa non ha tregua… tanto che, probabilmente, il velo da sposa secondo i suoi calcoli dovrebbe fungere da zanzariera.

Per mostrare le sue grandi capacità di scelta, ci ha persino portati dentro la cella frigo dove conserva tutti i fiori… per poterli apprezzare durante il loro periodo d’ibernazione… 😐

L’altro personaggio veramente incredibile è il fotografo. Ora, in questo caso devo spezzare una piccola lancia a suo favore. Mia sorella, non so come, non è finita da un fotografo con il negozietto per strada che sviluppa foto e fa calendari per i compleanni. E’ andata in uno studio fotografico, con tanto di zona artistica per modelle con luci, pannelli e ventilatori per foto tipo Marilyn Monroe con la gonna che vola…

Così lui è un vero professionista tanto che, nonostante l’anello al dito, sembrava anche abbastanza effeminato (okok, nulla da ridire sui gay fotografi… ma mi chiedo piuttosto il perché di tale, puntuale, coincidenza…). Sa tutto su spose e luci. Su foto e carte patinate… poi però mi cade sulla domanda “dove crede sia meglio andare per due foto dopo il matrimonio?”. Non sapeva letteralmente rispondere e… preciso: era stata una domanda estemporanea visto che le solite foto tipo trichechi arenati o balene in fin di vita sono qualcosa che mia sorella vuole assolutamente evitare.

Lui però ha un vizio. Se ne strafrega dello sposo. E così verrà domani mattina, insieme al suo fido assistente (purtroppo ancora più effeminato… tanto che starò attento a dove mi vestirò…) ad immortalare ogni momento della preparazione di mia sorella. Dal trucco all’acconciatura, dal saluto alla casa alla salita in auto. Dello sposo invece nessuna memoria storica. Andrà in Chiesa a fargli due foto durante l’attesa… ma scommetto che saranno due contate. Giusto per permettergli di dire “c’ero anch’io”. 😀

Infine c’è un personaggio strafigo. Uno che davvero, spesso mi dico “vorrei essere come lui un giorno”. Non vende fiori, non fa foto e non è quello che tiene il flash in mano.

E’ l’autista dell’auto della sposa. Un ruolo di responsabilità. Vestito a puntino, auto super lucida e persino il calzino che profuma di rose. Un uomo che ama viaggiare, che ama gli spostamenti e che preferisce le donne ben vestite.

Potrei anche smettere di fare il cretino e dirvi che… l’autista sarò io… ma considerato che domani la sveglia suonerà per tutta la famiglia alle 6, che devo ancora rileggermi la seconda lettura (si… ho deciso di fare la pazzia di leggere anch’io durante la celebrazione della Messa…) e che devo ritrovare i calzini eleganti da abbinare al vestito prima di addormentarmi… preferisco lasciarvi nel dubbio.

Però se domani vedete uno con una camicia chiara ed una cravatta verde alla guida di una bella auto, pensatemi. Potrei essere io. 😎

Buonanotte (mamma che tardi!) e… in culo alla balena…

Emanuele

AAA Cercasi scherzo per matrimonio.

Questo pomeriggio sta passando fin troppo velocemente.

La casa è quasi perfetta (domani mattina ci sarà uno stuolo di persone: fotografi, estetisti, truccatrici, acconciatori…) ma ancora mancano tanti particolari.

Avevo in mente un post molto più lungo, se ci riuscirò scriverò stanotte.

Comunque… qualcuno ha uno scherzaccio da proporre per due sposi?!

Devo organizzare qualcosa di indimenticabile… 😎

Intanto vado a lavare le auto per l’ultima volta (tempo, resisti!!) e poi elio e palloncini bianchi per la prima sorpresa… :joy:

Emanuele

Tacchi bianchi.

Ho visto le scarpe del vestito di mia sorella.

Adesso devo scappare a pranzo da mia zia… nel pomeriggio magari vi racconto qualcosa.

Certo che a me il cuore batte… non voglio immaginare il loro.

Emanuele

L’amicizia con l’altro sesso è possibile.

Sono appena tornato dalla riunione pre-cantiere (quella “ufficiale” con tutto lo staff) e credo che sarà, tristemente, più impegnativo di quanto immaginassi. Devo studiare. Vedrò di parteciparvi part-time…

Comunque, oggi penso di aver capito una cosa. Sono una frana con le amicizie.

Per anni, forse per un rispetto interiore (neanche richiesto eh!) che tendo ad avere per la persona che amo, ho evitato di stringere grosse amicizie con persone dell’altro sesso. Mi limitavo a mantenere dei rapporti abbastanza freddi, quasi di “circostanza”. Sarà che sono troppo buono, sarà che amo evitare discussioni… ma effettivamente azzeravo totalmente questo aspetto fondamentale della vita di una persona.

In questi giorni invece ne sta nascendo una e, sebbene abbia avuto un avvio un po’ confusionario, adesso si sta delineando per ciò che deve essere.

Sto andando a letto sereno perché ho passato un bel pomeriggio. Sono felice perché tutti dicono sempre che non possa esistere una vera amicizia con l’altro sesso, mentre io, in questo momento mi rendo conto che non c’è cosa che voglia di più oltre ad una bella, serena e sincera amicizia con una ragazza.

E’ bello scoprire quel rispetto che bisogna avere nei confronti di un’altra persona ma… è bello anche comprendere quali siano i limiti da non superare per non creare confusione. E’ bello anche capire, quando si scherza, dove si può arrivare… e dove invece ci si deve fermare. Insomma, non si può parlare di tette e culi come con un amico. Bisogna avere rispetto del corpo e della personalità. E’, come al solito, un gioco di equilibri su un filo invisibile.

Mi ha regalato tanta serenità questa uscita questo pomeriggio e senza dubbio devo ringraziarla per avermi convinto a non rimanere a casa.

Stasera ho ricevuto anche una sorpresa. Ma ho bisogno di riflettere e non voglio aver fretta di consumarla.

C’è tempo per tutto… e probabilmente adesso, ho bisogno di un po’ di tempo per me.

La frase che più mi ripeto in questi giorni? Solo una: d-e-v-o p-e-n-s-a-r-e a s-t-u-d-i-a-r-e.

Me ne vado a letto… domani sembra essere la vigilia di Natale. Non mi riferisco al fresco che è arrivato anche qui (stasera in Vespa ho dovuto mettere una felpa!), sembra piuttosto che i matrimoni portino una tensione indescrivibile…

Emanuele

Ma “basta” ha altri significati?

Avevo deciso di non tornare più a parlare di certe cose… un po’ perché sono stanco, un po’ perché volevo mettere una pietra sopra.

Sembra invece che sia necessario farlo. E lo faccio qui perché come al solito, questa è la mia casetta, me ne infischio di chi legge, di chi si annoia e di chi pensa sia meglio non scriver nulla. Lo faccio qui perché scrivendo rifletto meglio e perché scrivere mi piace.

Oggi ho pranzato tardi perché sono stato tutta la mattina fuori a sbrigar cose e casualmente sono rimasto a guardare L’Italia sul due. Solitamente non guardo mai questi programmi, sia perché non credo che aggiungano nulla di interessante, sia perché non credo in questa pseudo-psicologia spicciola trasmessa via cavo. Parlavano però della “fine di un amore” e così volevo sentire più che altro le interviste della gente comune. Volevo sentire come va agli altri.

Non ho ascoltato il programma fino alla fine (pazzo si, ma non del tutto!) e così posso raccontare solo ciò che ho visto.

Ho scoperto che solitamente sono le ragazze a lasciare… e che è tipico di noi uomini tentare di non far finire una storia.

Io non so come vada a voi, ma mi ci rivedo tanto.

Per tanto tempo ho stretto i denti e tentato di sperare in un futuro migliore. Futuro che, puntualmente, non è arrivato.

Ed è così che torno a me… da questa assenza.

Stamattina ho sentito parlare mia madre di una mia sofferenza.

Io non sto soffrendo. Probabilmente ho sofferto l’anno scorso quando tra lacrime e pugni al muro ho fatto di tutto per ricostruire ciò che si era distrutto. E credo che l’abbiate visto pure voi. Iniziai a leggere, a cercare soluzioni (si, perché non credo di sapere tutto…) ed a riflettere. Questa volta è tutto fermo, i libri chiusi e vivo sereno.

Questa volta, io sono deluso. Profondamente deluso. Ne ho parlato pure con una persona che, nonostante non senta spesso, sa sempre darmi ottime risposte… ed è così. Sono deluso perché per anni ho creduto in una persona che, nonostante mi dimostrasse sempre di non saper ricucire le grosse crisi, stava crescendo. E in questa sua crescita io affidavo le mie speranze. Mi dicevo sempre “crescerà, arriverà il momento in cui sarà in grado lei di ricucire…”. E invece non è andata così.

Mi sono stancato io prima di vederla davvero matura. Si, perché l’arte di ricucire è un’arte necessaria se nella vita si crede realmente in ciò che si fa. Non sempre è tutto rose e fiori. Niente è già servito a tavola. Niente è perfetto… tantomeno il proprio partner. E’ così nel lavoro, in famiglia, nelle amicizie ed in amore.

Così, per non scappare sempre, e ritrovarsi sempre a ricominciare da zero, bisogna imparare l’antica arte del “cucito”. E cucire non significa rimescolare la minestra bruciata. Ricucire significa saper trovare gli spunti, anche dentro di se, per guardare al futuro. Sono sicuro che anche lei lo capirà.

Tante cose di lei non mi andavano a genio in questi anni. Fino alla fine ce ne erano. Però credevo nel futuro. Non mi metterò adesso a dire cosa non va di lei… non è il caso e non sarebbe carino. Diciamo che io non sono perfetto e nemmeno lei lo è.

Però, ogni volta che c’erano delle crisi, gli atteggiamenti si dividevano. Lei credeva che l’unica soluzione fosse quella di farla finita. Io, credevo nel dialogo e nel fatto che, in amore se si hanno obbiettivi comuni, tutto il resto si può risolvere.

Questa volta ero stanco. Stanco di rimettermi li a risolvere il puzzle. E così ho detto “addio”. Lei non ha saputo far altro che dire “addio”. Un po’ perché è nella sua natura, un po’ perché… forse ancora non ha scoperto cosa significhi ricucire.

Pazienza. E’ la vita no? In questi giorni mi si sono aperte persino nuove porte… tanto che non mi lamento più di tanto.

Aquilone sulla spiaggiaNon sono altezzoso. Ammetto che il pensiero torna ancora. Però guardo avanti e forse è questo quello che di buono mi ha lasciato lei. Prima mi guardavo di più indietro.

La delusione appare la mattina, quando mi sveglio… poi, una volta alzato sembra che dentro mi dica “Basta Emanuele!”. E così di giorno sto bene.

Però c’è una cosa che ho capito. Ho capito che BASTA significa basta. Che le mezze misure fanno male… fanno male ad entrambi.

Mi dispiace che lei ora come ora non l’abbia così chiaro e continui a credere che possa esserci amicizia. Mi sono accorto che litigavamo… che era inutile “fare finta”.

E’ una pagina che va svoltata. E quando si gira pagina, il testo precedente non si legge più.

E’ per questo che ho deciso di non sentirla più. Di conservare tutto ciò che ho di lei e di guardare avanti.

Credo che se debba esserci una amicizia, questa possa arrivare solo tra tanto tempo. Non per rancore. Non per odio. Ma perché è impossibile costruirla adesso. E’ troppo presto.

Come al solito anche a questo devo pensarci io. E non sono un bambino se non ho voglia di tirarla per le lunghe.

Sono duro, forse con lei e forse con me stesso. Penso però che sia la soluzione migliore.

D’altronde, come canta quel pazzo poeta di Tricarico che tanto mi piace, “solo una cosa non va bene. Quando qualcuno cerca di portarti via il tuo sogno”.

E’ sfumato. Come un aquilone a cui si spezza il filo.

Emanuele

Scusami… Vespa.

Per farmi perdonare dalla mia Vespa per la caduta, oggi sono andato a comprarle un litro d’olio sintetico.

Se l’è bevuto tutto… e penso che sia “pace fatta”. :joy:

Intanto sono anche andato a tagliarmi i capelli… ormai il matrimonio è alle porte e casa mia sembra un porto di mare.

Arrivano fiori, regali, parenti, amici…

Fortunatamente tra un po’ scendo, ho una riunione di staff pre-pre-cantiere (si perché domani sera ci sarà quella con tutto lo staff del cantiere…) e magari mi risparmio un po’ di confusione a casa.

Adesso comunque il dilemma maggiore è… pizzetto o non pizzetto? 😀

Mia sorella dice di lasciarlo… io però non mi sono mai vestito elegante con il pizzetto.

Boh… mi sa tanto che deciderò quella mattina: mi secca fare una prova del vestito solo per questo particolare. 😛

Metto qualcosa sotto i denti e scendo…

Buon pomeriggio,

Emanuele

Cuffaro sei un grande… camminatore!

Ero a pranzo e stavo guardando il Tg regionale.

Ad un certo punto parlano di Santa Rosalia (oggi si ripete infatti la tradizionale salita verso il suo santuario su Monte Pellegrino) e spunta Cuffaro.

Non era un belvedere. Tutto sudato, senza scarpe e con due calzini blu mezzi calati.

Ovviamente non poteva trattenersi dal far ridere tutti i telespettatori… e durante l’intervista, ha promesso una cosa “per tutti i palermitani”.

Sono stato a fare il Cammino di Santiago ed ho deciso di proporre alla sovraintendenza di realizzare il Cammino di Santa Rosalia, da Santo Stefano Quisquina a Monte Pellegrino.

Si, era serio.

Io però mi chiedo dove possa partorire certe idee quest’uomo.

Il Cammino di Santiago (che non so come abbia vissuto lui, ma che a me ha regalato tanto in passato), è il cammino di San Giacomo che percorse mezza Europa per portare il messaggio cristiano. Attraversò la Spagna fino in Galizia (dove appunto fu riportato dopo la sua morte…) e tornò poi in Palestina.

Santa Rosalia non fece un “cammino”. Ha sicuramente fatto un cammino di fede… ma il fatto che sia scappata sul monte Pellegrino per una scelta di eremitaggio ed abbia vissuto anche dalle parti di Santo Stefano Quisquina per un certo periodo, è ben diverso.

Abbiamo bisogno di copiare un “modello che funziona” per far sentire amata la nostra patrona?

Che fa… durante il cammino timbreremo anche noi la Credenziale ai pellegrini?!

Chissà, magari far leggere anche solamente “Il cammino di Santiago”* di Coelho, farebbe capire tante cose al nostro caro presidente della regione.

Ma forse, in questo periodo, ha tanta voglia di imitare Forrest Gump. 😉

Emanuele