La qualità della forza di cui traboccava Chien-chan era la stessa che percepisco quando fioriscono le ipomee, quando il profumo del gelsomino si mescola al vento, quando la brezza marina accarezza i capelli. Qualcosa d’invisibile, ma che io sapevo riconoscere. E che riusciva a darmi stabilità. Non sarà questo il vero senso di ciò che chiamiamo “rapporto umano”? C’è una magia che può nascere solo tra me e Chien-chan, e che nessuno può sostituire. Chien-chan è decisamente più loquace con me che con chiunque altro. Questo mi rende felice. Il tempo che trascorre con lei è bello, talmente tranquillo da sfiorare la malinconia. Forse la felicità è semplicemente questo. Da qualche parte dentro di me so che è destinata a passare, ma adesso questo momento si espande al massimo, cancella il passato e il futuro e avvolge tutto.
Tratto da: “Chie-chan e io” di Banana Yoshimoto
Letto nella prefazione al libro scritto da un amico per il suo dottorato di ricerca. Lo stile giapponese mi affascina. I testi sanno sempre di fiori di loto. Le frasi avanzano caute e fanno passare il messaggio in maniera unica.
Emanuele



