Ma l’estate paziente, veniva lo stesso.

Dopo la mezza delusione di stamattina serviva un “segnale positivo”… avevo già pensato di arricchire la giornata dedicandomi alla cucina (ho messo gli spinaci a bagno e stasera vedrò di cucinarli senza far danno… :roll:), ma non è servito arrivare a stasera!

Apro MSN e chi vedo? Lui. Quel mio amico salutato un po’ di tempo fa e con cui sembrava dovesse mantenersi una stupida distanza (accorciata molto lentamente).

L’ho incontrato, per caso, venerdì scorso in un locale ma non ve l’ho raccontato perché volevo aspettare qualche conferma in più.

Avevo avvertito nell’aria un atteggiamento molto migliore, quasi cambiato da come c’eravamo salutati (mi ha detto d’aver letto il mio blog proprio quel giorno…) però non volevo parlare prematuramente! 🙂

E adesso è collegato e abbiamo chiacchierato un po’… che bello, un Amico d’infanzia ritrovato.

Io, in cuor mio lo sapevo: non avevo fatto nulla per cattiveria ed ero sicuro che prima o poi sarebbe tornato… ho aspettato sempre ma non ho mai voluto forzare la mano perché le cose che non avvengono spontaneamente non hanno lo stesso gusto! 🙂

Adesso c’è una birra insieme in programma e un bel po’ di cose da raccontarci! :joy:

Emanuele

In bilico, tra tutti i miei “vorrei”…

Sono appena arrivato a casa, con un ventotto in più scritto sul libretto però non ho la musica a palla, non sono euforico e non ho voglia di saltare casa casa.

Che cacchio… ha scelto il voto ancor prima di farmi parlare, mi ha tenuto 30 secondi (30 secondi d’orologio, non metaforici!) e già stava scrivendo il voto… sapeva quanto voleva darmi non so bene in base a cosa!

E va bene che è un buon voto, ma non ho capito cosa abbia valutato e gliel’ho pure detto. Volevo di più perché sapevo di meritare di più. Sono onesto con tutti e so anche quando debba andarmi bene un venti, un diciotto o anche un trenta.

E’ anche questione di fortuna, è vero… però dispiace quando avevi altre aspettative.

E’ un pensiero in meno, forse tra qualche tempo vedrò quel voto con un occhio differente ma oggi no.

Oggi è un voto distante due punti dal trenta.

Emanuele

PS: certo, Gennaio si chiude con un 28 e un 30 e lode ed è “gloria a Dio nell’alto dei cieli…” (cerco di trovare il lato positivo così la giornata la miglioro io adesso…).

Film, amici e crêpes.

Le giornate passano velocemente. Oggi pranzo da mia zia e poi direttamente alla riunione scout; ieri sera fino alle due di notte in un locale in cui per ora le risate non possono mancare (c’è un torneo a quiz tra i tavoli e siamo arrivati una volta quinti e ieri sera quarti…) e stasera – dopo cena – vengono gli amici a casa per una serata film & crêpes.

Sono già passato dal nolo-video e, con un’amica, abbiam preso “40 anni vergine“. Speriamo faccia ridere… 🙂

Buon sabato a tutti, scappo a cucinare qualcosa per cena…

Emanuele

Firefox 3.6 e l’ordine delle schede aperte.

Con Firefox 3.6, Mozilla ha allineato il comportamento del suo browser circa l’apertura di nuove schede a quello dei concorrenti.

Già da tempo infatti, Google Chrome e Internet Explorer 8 aprivano le nuove schede direttamente accanto alla scheda “madre“: quest’ordine tenta di raggruppare le schede in ordine di argomento (le nuove schede sono argomenti che derivano dalla pagina precedente).

Mozilla Firefox tabs

Personalmente però, preferisco mantenere il vecchio comportamento di Firefox in cui le nuove schede vengono aggiunte in ordine crescente da sinistra verso destra perché – mentalmente – amo vedere alcune schede all’inizio della lista senza che l’apertura di nuovi link inserisca dei tab in mezzo a queste.

Per ovviare a questo comportamento basta modificare in false la voce browser.tabs.insertRelatedAfterCurrent (di default impostata in true da Firefox 3.6).

Ovviamente la voce di configurazione si raggiunge immettendo l’indirizzo “about:config” (senza virgolette) nella barra degli indirizzi di Firefox.

Emanuele

Ho visto Avatar.

Sono appena tornato dal cinema, serata piacevolissima con due amici ma soprattutto un film che merita d’esser visto. 🙂

La qualità del film (tecnicamente) è incredibile: ci si dimentica in pochi attimi che tutto quanto sia stato realizzato al computer. I cartoni animati fin ora visti (Wall-E e compagnia bella) sembrano distanti un mondo, probabilmente erano le intenzioni del film, si è puntato tantissimo su questo aspetto, sono state impiegate nuove tecnologie e blablabla…. ma, ad ogni modo, non è ciò di cui voglio parlare.

Avatar merita d’esser visto per il messaggio che vuol trasmettere. Non tanto per la lotta tra “l’umano cattivo” e “l’ambientalista buono”, quello si vede in tantissimi altri film (ecco, appunto, Wall-E), ma per l’incapacità umana di ascoltare. Dove l’uomo invasore usa la sua tecnologia per conoscere, gli abitanti di Pandora sanno “sentire“.

Avatar - Occhio Na'vi

“Io ti vedo” è uno slogan che dovrebbe rimanerci fisso in testa all’uscita del film. Dobbiamo imparare a vedere “il cuore delle persone” così come i Na’vi (la popolazione di Pandora) sapeva entrare in perfetta comunicazione con la flora e la fauna del pianeta.

La trama è molto semplice, i colpi di scena mancano terribilmente (fin dall’inizio si capisce cosa succederà) ma non è questo il target del film.

Infine… ho gli occhialoni 3D (e qua una faccina che ride ci sta: :-D). Li ho indossati anche fuori dal cinema tornando in macchina e ho visto che mi fanno paurosamente scemo.

Ed è bello così… perché scemo è anche come fu definito Sam Worthington… 😉

Emanuele

PS: non avevo mai visto un film in 3D, gli effetti sono gradevoli, si apprezza molto il senso di profondità più che la fuoriuscita degli oggetti dallo schermo e in effetti la vista è un po’ affaticata soprattutto per chi, come me, non è abituato ad indossare occhiali (ma immagino ci colpi anche il fatto che sono andato all’ultimo spettacolo dopo una lunga giornata…). Ah, preparatevi perché anche Alice nel paese delle meraviglie sarà in 3D (e son sicuro che varrà la pena d’esser visto!).

Alle spalle.

Ogni tanto gioco e cerco di vedere tra gli atteggiamenti e i modi di dire dei ragazzi che mi ritrovo ad educare quelli dei loro genitori.

E’ un bell’esercizio di osservazione… provate mai a capire da che ambienti nascano certi caratteri?

Emanuele

Sisì.

Sono appena andati via. A cena eravamo in sei, poi siamo diventati otto. E io ero e sono tanto felice.

La casa piena di gente, le luci accese, le pentole sporche, i piatti da lavare, i bicchieri con del vino e la confusione un po’ ovunque.

Adesso mi tocca riordinare e ripulire… ma sarà un piacere perché ho ancora la soddisfazione d’aver vissuto una bella serata. 🙂

Questo silenzio, mi piace colmarlo così.

Emanuele