Sono appena arrivato a casa, con un ventotto in più scritto sul libretto però non ho la musica a palla, non sono euforico e non ho voglia di saltare casa casa.
Che cacchio… ha scelto il voto ancor prima di farmi parlare, mi ha tenuto 30 secondi (30 secondi d’orologio, non metaforici!) e già stava scrivendo il voto… sapeva quanto voleva darmi non so bene in base a cosa!
E va bene che è un buon voto, ma non ho capito cosa abbia valutato e gliel’ho pure detto. Volevo di più perché sapevo di meritare di più. Sono onesto con tutti e so anche quando debba andarmi bene un venti, un diciotto o anche un trenta.
E’ anche questione di fortuna, è vero… però dispiace quando avevi altre aspettative.
E’ un pensiero in meno, forse tra qualche tempo vedrò quel voto con un occhio differente ma oggi no.
Oggi è un voto distante due punti dal trenta.
Emanuele
PS: certo, Gennaio si chiude con un 28 e un 30 e lode ed è “gloria a Dio nell’alto dei cieli…” (cerco di trovare il lato positivo così la giornata la miglioro io adesso…).











