Caro amico ti scrivo…

Questo post nasce in modo diretto, forse anche perché sono un po’ stanco ed ho poca voglia di mettermi a ragionar per bene.

Qualche giorno fa sono arrivati questi commenti, da un “commentatore anonimo” (poi approfondiamo questo aspetto…).

Secondo me sfiori il ridicolo…tu sei uno di quei tipi che predica bene(santo scout) e poi razzoli malissimo!

E poi…

Quel che scrivo su queste pagine, è realmente ciò che sono…CAZZATE!
Chi ti ha detto che io non ti conosco?Ti conosco e so che “predichi bene..ma razzoli male”..ribadisco!

P.S. sai che puoi fartene del mio ip…

Bene. Premetto che quanto sto per dire è veramente frutto della mia pazienza. Più di una persona mi ha consigliato di ignorare le critiche di una persona che non ha neanche il coraggio di dire apertamente chi è.

Personalmente però, siccome “dell’IP so cosa farmene” ho chiarissimo di chi si tratta, e come gli ho già detto in un commento, mi dispiace vederlo comportarsi così.

Mi dispiace innanzitutto per una ragione semplicissima: per forza di cose (non voglio dare né la colpa a lui, né a me), ci siamo allontanati da anni. C’è una bellissima “amicizia d’infanzia” a legarci ma effettivamente in questi ultimi anni (4…? 5?) nessuno ha più saputo nulla in modo approfondito della vita dell’altro.

Così, per questa ragione, è evidente che è impossibile (sia per me, che per lui) riuscire a giudicare la vita dell’altro.

Questa semplice ragione sarebbe già sufficiente per passar sopra quei commenti e far finta di non averli letti…

Però, a me dispiace, perché – sebbene gli venga difficile crederlo – sono una persona sensibile e poi perché a LUI ci tengo. E stasera la partita è stata un po’ “liberatoria” anche per questo: sono stato tutto il pomeriggio a pensare “ma perché si comporta così?”. Mi faceva male.

E così sono qui, ed invece di parlarne sommessamente, ho deciso anche di scrivere un post, perché voglio che sia tutto definitivamente chiaro.

Mi piace essere sincero con le persone, chi mi conosce lo sa.

Sto avendo tanta pazienza, lo dico chiaramente, anche perché immagino (non mi ha ancora dato l’opportunità di vederlo di persona) la situazione che sta vivendo.

E per certi versi mi dispiace anche doverne parlare tramite blog. Su queste pagine io parlo tanto… però so anche scindere bene ciò che posso dire qui, e ciò che invece vorrei che rimanesse privato, in un rapporto d’amicizia. Questa volta questa possibilità sta mancando, perché sono continuamente attaccato senza che – in privato – ci sia modo di discutere.

Tre giorni fa è spuntato qui

guardati tu piuttosto!

E poi ieri qui:

chi si loda s’imbroda…
facile paragonarsi a bulli e nazischin…cerca di paragonarti alle persone semplici che conosci o che magari hai conosciuto durante la tua vita…e vedrai di non essere poi cosi’ tanto speciale!

A cui ho risposto facendogli velatamente (?) capire che so chi scrive… ed ho ricevuto questa risposta…

io non ho detto che si un pallone gonfiato..solo un bambino un po’ cresciutello…che scrive cose abbastanza banali e scontate…e ipocrite!
Non il dente avvelenato con niente e nessuno…sono solo “REALISTA”

Bene. Adesso parliamo un po’ di tutto quel che c’è scritto, non perché mi voglia divertire a “rispondere per le rime”, piuttosto perché queste critiche gratuite mi hanno fatto davvero male.

Chi mi segue da tempo, forse lo sa meglio. A me su questo blog piace scherzare. Mi piace lamentarmi, se mi gira, di mio fratello oppure fare i complimenti a mia sorella… E’ vero, mi piace scrivere… e forse qualche post più riflessivo c’è, però in linea di massima questo blog lo vivo come un bel gioco.

In alto a destra, anni fa scrissi una cosa chiara è semplice che non credo scomparirà facilmente: “Questo è un blog probabilmente inutile!”. Mai avvertimento fu più azzeccato… e se fate un po’ di psicologia inversa, vi renderete conto che quella frase denota anche la mia convinzione di non saper/voler scrivere “nulla di che”.

Perché è così. Non pretendo di fare politica o filosofia, non pretendo neanche di scrivere cose altamente culturali. Tra l’altro, sebbene in molti mi ripetano spesso l’esatto contrario (mi sembra giusto dirlo), non credo di avere neanche le capacità per scrivere qualcosa di particolarmente intelligente ed in modo esaustivo su un argomento.

Probabilmente al “commentatore” è sfuggito il disclaimer. In questo periodo è stato rimosso… però molte delle cose che scrissi sono ancora valide.

Sarebbe il caso che lo leggesse con attenzione, parola per parola. Perché in fin dei conti la risposta è tutta scritta li… e questa sarà solamente una ripetizione.

Io non mi credo speciale. Quella affermazione, mi ha fatto tanto male… perché credimi, mi vedessi speciale probabilmente la mia vita sarebbe diversa. Quando ero a Milano ho mandato un sms molto sincero ad una persona. Mi fa male ricordarmi questa cosa… ma chiedete a lei. Mi sentissi speciale, avrei scritto cose molto diverse in questi anni.

Sapete… in questo periodo sto vivendo sereno, è vero, però ieri sera una cosa mi ha smontato… e forse è il caso di parlarne a questo punto.

Mi sono accorto che lei continua a passare da qui giornalmente. Io della sua vita non so davvero più nulla… però il fatto che la mattina prima di uscire abbia il pensiero di venire a leggere ciò che ho scritto, mi fa riflettere. Non so che effetto faccia a lei… però a me fa realmente domandare quali siano le sue intenzioni.

Io non faccio nessun passo, non perché sia altezzoso, ma perché voglio davvero “vivere nelle mani del Signore”. Ho imparato col tempo che forzare le situazioni non serve a nulla, e così mi dico puntualmente “chi vivrà vedrà”.

Questa ragazza con cui chiacchieravo ieri, mi ha detto “c’è un filo invisibile che ancora vi tiene uniti”. Probabilmente è così. O forse è solamente curiosità ed abitudine… non so, mi fa male investigare e preferisco “non scoprirlo”. L’ho detto qualche tempo fa che sono ancora in attesa di un pugno. Forse sono così testardo che nelle cose mi piace davvero sbattere la testa al muro più volte.

Però questo dimostra anche il bene che le voglio e che tutto ciò che le ho detto è sempre stato vero e sincero.

Ma comunque… forse ho divagato un po’ troppo – di questo è meglio parlarne in futuro o non parlarne -, il succo del discorso era un altro: se mi sentissi una persona speciale, a quest’ora avrei mandato a fanculo tantissime persone.

E qui invece entra in gioco l’ipocrisia. Davvero non mi capacito come si possa dire una cosa simile. Sia perché – come ho scritto all’inizio – non sa più nulla della mia vita tanto da potermi accusare d’esser bugiardo, sia perché io credo davvero nel perdono, nell’amore vero, nel volere divino e così via elencando tutto ciò di cui ho parlato fin ora tra queste pagine.

Probabilmente sembrerà strano e questo è l’effetto, chissà. Però provate a chiederlo a chi mi è stato accanto come ho penato per riuscire a perdonare quando fu necessario. Volevo riuscirci perché è qualcosa che un cristiano DEVE saper fare secondo me. E… sono fatto così, preferisco penare che abbandonare i miei ideali.

Scrivo cose banali e scontate? E’ vero! L’ho già spiegato nel disclaimer e continuerò a farlo… a me qui piace annotare la mia vita, non mi interessa scrivere un bestseller e la vita è fatta di questo: miliardi di cose banali. Perché vergognarsene?

Sono un bambino, è vero… e cerco anche di rimanerlo. Non però nel non prendersi delle responsabilità (al contrario mi rimprovero di avere, forse, la testa un po’ troppo sulle spalle…), ma perché “i bambini” hanno una cosa che gli adulti perdono: la capacità di gioire per cose semplici.

Sono un bambino perché ancora non sono laureato? Oltre al fatto che giudicare un “adulto” in base alla sua situazione nella società mi sembra altamente superficiale (conosco BAMBINONI di quarant’anni che lavorano ed hanno figli), questa cosa mi fa già abbastanza male dentro tanto da non farmi dormire la notte ogni tanto. Non c’è bisogno che qualcuno me lo ricordi...

Credo di aver risposto un po’ a tutto.

Anzi no… stavo dimenticando una cosa.

Come vedete non ho voluto fare nessun chiaro riferimento (sebbene sul blog ci sia qualche post che poteva identificarlo meglio…) per tre semplici ragioni.

Innanzitutto non mi va di sputtanare su queste pagine una persona che – nonostante la distanza – io considero amica.

Poi perché mi piacerebbe tanto che questa persona prendesse il telefono e mi dicesse “oggi pomeriggio passo e ci facciamo una bella chiacchierata”.

Mi farebbe tanto piacere poter parlare con lui, sia perché continuo a considerarla una persona in gamba, sia perché so benissimo di esser pieno di difetti.

Lo dicevo alcune settimane fa, tutti abbiamo i nostri scheletri nell’armadio. E ad una ragazza che mi ha scritto tempo fa dicendomi che “sembro un ragazzo perfetto” ho risposto che probabilmente aveva una visione troppo aulica di me. 🙂

Infine perché… questo suo astio (o quantomeno durezza nei miei confronti) dimostra in fin dei conti che a me ci tiene. Fossi stato “uno qualsiasi” probabilmente non sarebbe venuto da queste parti…

Ti saluto per questi tre motivi con un “a presto”, pieno di speranza. 🙂

Spero davvero di esser cercato da te in un altro modo… io come dicevo oggi pomeriggio, la mano l’ho tesa. E tranquillo… capisco il periodo e non ho fretta.

Ciao,

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive con sua moglie in una casa con un ciliegio e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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