
Alcune persone vanno alla ricerca dell’avventura.
Christopher McCandless stava cercando se stesso.Tratto dal film “Into the wild“
Emanuele

Alcune persone vanno alla ricerca dell’avventura.
Christopher McCandless stava cercando se stesso.Tratto dal film “Into the wild“
Emanuele
Ieri sera forse mi sono allargato un po’ troppo: ho invitato *tutti* gli amici per una cena a casa mia però devo ancora capire come incastrare una dozzina di persone in soggiorno senza obbligare qualcuno a mangiare sui fornelli… 😐
Intanto passo l’aspirapolvere, sono sicuro che arriverà una soluzione! :joy:
Have a nice day people!
Emanuele

Mia sorella mi ha mandato qualche foto della nevicata.
Io sto riflettendo se mandarle qualche foto delle mie camicie. :eeeh:
Emanuele
Mia madre ha fatto 89′ e 25″ che – fortunatamente – non è 90.
In pratica sono stato un’ora e mezza al telefono con lei e di questi 89 minuti io avrò parlato meno di 10 minuti in totale (ma tanto si sa di cosa sia capace…). 😐
Ad un certo punto ero addirittura in trappola: non mi ero accorto che si era ammaccato il tasto del cordless per disattivare il microfono e così ogni tanto facevo qualche (timida) domanda ma mia madre continuava imperterrita nei suoi discorsi, nel suo eterno parlare.
E’ stato il ripetuto “mamma, ma mi senti?!” a farmi rendere conto che qualcosa non andava! 😡
Comunque lì stanno tutti bene, gli manco, mi raccomando fai la lavata, non ti fare mancare niente, metti l’acqua alle piante ogni tanto, all’università tutto apposto, gli amici stanno bene, li che tempo fa, ti pensiamo tutti, qui ci stiamo ambientando, Milano è molto diversa ma vivibile, la gente ha più rispetto e blablabla… ok, mi stavo lasciando andare anch’io.
Scappo a metter 2 sofficini in padella che è tardi(ssimissimo).
Ah, oggi tornando dall’università mi son comprato i cornettini al burro del panificio… e dannazione sono già finiti: questi sono problemi nella vita! 😎
Emanuele
Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta» e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah? Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell’aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».
Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale: credere sempre a quel che dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi mediorientali. Come farà? Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto mi arrendo.Massimo Gramellini per La stampa, 4 febbraio 2010
C’è poco altro, o forse niente, da aggiungere.
Emanuele
Febbraio è iniziato alla stragrande. In questi ultimi due giorni ho ricevuto due notizie stra-belle da Milano… e sto vivendo ancora col sorriso stampato in faccia.
L’ultima è arrivata ieri sera, mentre facevo una riunione scout a casa mia… apro MSN, vedo mio fratello online e leggo il suo messaggio personale. Sistematicamente parte la telefonata…
Non vi racconto più di tanto che poi parlo troppo e voglio gestire bene ciò che va detto da ciò che devono essere gli altri a dire.
Intanto se volevo trovare un motivo per mettere un più anche al mese di Febbraio, posso dire che non ho dovuto aspettare neanche metà mese! :joy:
Emanuele
PS: questo post è intitolato con quella bellissima canzone degli Snow Patrol perché quei campanellini iniziali parlano soli… 🙄
Scelta romantica quella odierna di Google per il logo in memoria di Norman Rockwell, pittore americano del secolo scorso.

L’immagine ripresa è “Sunset” (trad.: “tramonto“), una cartolina disegnata da Norman nel 1926.
Leggendo circa la sua vita su Wikipedia ho scoperto che, dal 1913 al 1916, fu lui ad illustrare Boy’s Life, la rivista scout americana. Lo scoutismo era agli albori e lui, in qualche modo, ne fece parte! 🙂
Emanuele
PS: bellissime le sue 300 illustrazioni per il The Saturday Evening Post attraverso cui descrisse, per tre anni, la società americana.