Ken.

L’uomo sulle tangenziali dell’hinterland milanese è stereotipato in una maniera incredibile.

La mattina – ogni mattina – fa impressione vedere questa colonna infinita di auto descrivibili in un attimo così: uomo sui 35-45 anni, auto di media/grossa cilindrata, tipicamente da solo, camicia chiara e orologio fuori dal polsino. In molti sono alle prese con intense telefonate già alle 9 del mattino.

Emanuele

PS: io indosso camicie da una settimana… sono già stato assorbito dal sistema?! 😕

Torna indietro fino al “via”!

Oggi mi son sentito una pedina del gioco dell’oca.

Dopo 20 minuti di statale – che per ora quando indovino la strada sono così contento che sembra Natale – ho sbagliato un’uscita e mi son ritrovato sull’A4 in direzione Venezia. Sarebbe una stupidata se non fosse che per uscire ho beccato due caselli (e 5 euro spesi a cavolo…) e – ancor più grave – dopo quasi mezz’ora di viaggio, ti ritrovi proprio al casello del paese da cui parti. Così… “riparti dal via” e rimpiangi il fatto che avevi ricevuto i buoni pasto ed eri riuscito a risparmiare durante il pranzo… 🙁

Bellissimo. E il TomTom direte voi?! Il TomTom sembrava impazzito e poi non ho le mappe aggiornate e in quella zona inizia ad andare campi-campi… così, o mi oriento, oppure posso vagare li all’infinito. 😐

Sono arrivato alle 20 a casa… un’ora e mezza dopo essere uscito dal lavoro.

L’unico aspetto positivo è che ho già fatto ridere due amici che – a turno – erano a telefono durante il viaggio di ritorno (sisi, tranquilli, uso l’auricolare…). 🙂

Emanuele

PS: comunque, stanchezza a parte, son felice perché dopo cena vado a prendere un amico che fa un salto di un giorno a Milano per un colloquio… si sa mai che ritrovo anche lui qui tra qualche tempo! :joy:

L’ombra della luce.

Che poi è bello abitare in una casa nuova. Col sensore di fumo in cucina, con le prese ethernet direttamente al muro, con le porte scorrevoli e i buchi della doccia che non spruzzano acqua tipo uno spara-chiodi impazzito.

Però c’è una cosa cui non riesco ad abituarmi. Eppure, mi dicono gli architetti che è giusto così, che nelle case moderne ormai va fatto così, che – se ci si pensa – è più logico, insomma: l’interruttore delle luci delle stanze si trova giusto prima di entrare e non subito dopo.

E così io, che per anni ho palpeggiato le pareti di casa mia, adesso, sembro un cretino. Puntualmente entro in una stanza e pochi istanti dopo esco, un po’ confuso un po’ innervosito, alla ricerca dell’interruttore. 😐

Mi hanno spiegato che le norme odierne prevedono che un ambiente sia già illuminato quando metti piede dentro… però, diamine, io da quasi una settimana entro al buio, stampo il mio palmo dall’alto verso il basso, da sinistra a destra, dallo stipite della porta fino all’angolo tra le pareti e poi finalmente elaboro il problema. :worry:

Quando finalmente riesco ad illuminare tutto in stile San Siro per il derby, col sorriso sornione di uno che ha scoperto in anticipo uno scherzo progettato alle sue spalle, entro nella stanza.

Nello stesso preciso istante, però, mi chiamano altrove…

Emanuele

#88: Malattie incurabili.

Sorella: sto morendo dal sonno…

Io: anche tu! E’ una malattia di cui si parla poco ma che colpisce miliardi di persone! Non sai a quante persone sento dire “sto morendo dal sonno”… fatti forza, su! Ormai la scienza sta facendo passi avanti enormi… potrebbero essere ad un passo dal trovar la cura… non demordere!

Beautiful day.

E’ un bel giorno, il cielo è a portata di mano,
e tu ti senti come se fosse un bel giorno.
E’ un bel giorno…

U2 – Beautiful day

Giornata iniziata con un’ora e tre quarti di autostrada. Passi. Passi anche che il TomTom certe strade le sconosceva completamente e dovevi andare a naso.

Intanto quel momento si avvicinava inesorabile. La PandaPanda mi stava accompagnando verso quella scrivania. Una scrivania e una sedia tutta mia. Potrà sembrare poco ma… ero emozionato. Persino più emozionato di quando sono andato a parlare in azienda, Venerdì (anzi devo dire di essermi reso conto che quello – in fin dei conti – era un colloquio solo dopo esser stato li… son proprio idiota… :-|).

“Salve, sono il tirocinante, venuto qui per la tesi…”. Due secondi di presentazioni con la segretaria dell’azienda e poi su per le scale.

Ho iniziato a prendere in mano l’argomento della tesi, ho la testa gonfia come un pallone ma sono felice. Felice quanto i miei genitori che ho sentito felici per me in maniera particolare.

Non è ancora nulla di serio in fondo… continuo a ripeterlo un po’ a tutti, ma la realtà è che comunque sono – in ogni caso – seduto su quella sedia per almeno 6 ore al giorno: volenti o nolenti è bello ed è un traguardo raggiunto con non pochi sacrifici.

Ne mancano ancora altri per festeggiare, lo dicevo ieri a mio fratello e continuo a dirlo a me stesso. Però sono felice. 🙂

La doccia di stamattina è stata speciale tanto quanto il pranzo con “i colleghi” che ho iniziato a conoscere.

Ci sarà tanto da scoprire e sicuramente riceverò tanto da questo periodo… ma voglio prenderlo con le pinze: ho paura di illudermi. Intravedo il futuro ma voglio mantenere i piedi ben saldi al pavimento…

Come se fosse un bel giorno…

Emanuele

Non accadeva da un paio d’anni.

Oggi a Milano c’era il sole, sono uscito con una magliettina, dopo pranzo sono stato felicemente al balcone e, soprattutto, ho pranzato con tutta la famiglia intorno al tavolo. Tutta tutta tutta.

E proprio mentre mangi ti accorgi quant’è bella in fondo la tua famiglia: tanti caratteri, storie ed esperienze da condividere.

Poche cose sono più belle di una tavola piena di persone che han voglia di stare insieme. 🙂

Domani si inizia ma stasera vado già a letto più che soddisfatto…

Emanuele

La città degli eccentrici.

Mr. Magorium: 27 secondi.
Mahoney: ottimo, ben fatto, ora aspettiamo…
Mr. Magorium: no, ora respiriamo, vibriamo, ci rigeneriamo, i nostri cuori battono, le menti creano e le anime si espandono… 27 secondi ben usati sono tutta una vita…

Tratto da: Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie

Avevo già visto questo film e stasera è stata una fortunata coincidenza rivederlo. Coincidenza simile a quella di oggi pomeriggio quando, dopo aver vagato in centro per Milano con mia sorella per oltre un’ora, ho trovato due jeans proprio nel negozio che avevo scartato perché notoriamente caro: la Benetton.

Comunque il fatto che Milano sia città della moda non si vede nelle vetrine. Si vede, indiscutibilmente, nelle persone che incroci per strada. E’ assurdo quanta gente “attenta al look” giri per strada… cavoli, certi momenti ti sembra di assistere ad una sfilata. Che poi, secondo me, molti/e sono proprio eccentrici con quei vestiti improponibili e quegli occhiali indescrivibili…

Almeno io mi son limitato ad indossarli per scherzo… 😐

Emanuele

PS: il prezzo standard per un jeans in Via Torino è 85€. Ma la concorrenza?!