Che poi è bello abitare in una casa nuova. Col sensore di fumo in cucina, con le prese ethernet direttamente al muro, con le porte scorrevoli e i buchi della doccia che non spruzzano acqua tipo uno spara-chiodi impazzito.
Però c’è una cosa cui non riesco ad abituarmi. Eppure, mi dicono gli architetti che è giusto così, che nelle case moderne ormai va fatto così, che – se ci si pensa – è più logico, insomma: l’interruttore delle luci delle stanze si trova giusto prima di entrare e non subito dopo.
E così io, che per anni ho palpeggiato le pareti di casa mia, adesso, sembro un cretino. Puntualmente entro in una stanza e pochi istanti dopo esco, un po’ confuso un po’ innervosito, alla ricerca dell’interruttore. 😐
Mi hanno spiegato che le norme odierne prevedono che un ambiente sia già illuminato quando metti piede dentro… però, diamine, io da quasi una settimana entro al buio, stampo il mio palmo dall’alto verso il basso, da sinistra a destra, dallo stipite della porta fino all’angolo tra le pareti e poi finalmente elaboro il problema. :worry:
Quando finalmente riesco ad illuminare tutto in stile San Siro per il derby, col sorriso sornione di uno che ha scoperto in anticipo uno scherzo progettato alle sue spalle, entro nella stanza.
Nello stesso preciso istante, però, mi chiamano altrove…
Emanuele