Old, folk song.

When I’m gone / when I’m gone
When I’m gone / when I’m gone,
you’re gonna miss me when I’m gone.
You’re gonna miss me by my hair, you’re gonna miss me everywhere,
you’re gonna miss me when I’m gone…

Lulu and the Lampshades – You’re gonna miss me

Belle voci, una piccola dose di pazzia, pochi ingredienti che sanno incantare.

Emanuele

Massimiliano Rosolino.

Sono letteralmente fuori forma: stamattina – in piscina – facevo le vasche nella corsia in cui una bambina imparava a nuotare e qualche donna incinta faceva un po’ di movimento. Mi son fatto schifo da solo, siate clementi con i commenti. 😐

Questi mesi di studio-studio-studio qualche effetto negativo dovevano comportarlo. :timid:

Emanuele

Interlude.

Mi sveglio col sole del mattino
lavoro fino a quando ho finito,
non guardo mai l’orologio,
sto vivendo fuori dal tempo,
nel mio bozzolo.

I giorni scivolano via lisci
come acqua che scende dalla gola,
dipingono segni. […]

Elisa – Interlude

Oggi pausa. Il mondo si organizza per il primo Maggio… io avevo un invito per una grigliata fuori Milano ma ho preferito rallentare, dedicarmi alla famiglia, ridare valore al mio tempo, occuparmi delle piccole cose che si rimandano sempre.

Dalla finestra arriverà l’odore della carbonella e del grasso della carne che scoppietta. Non quella milanese però, quella degli amici lasciati a Palermo, quella di coloro che stamattina si son svegliati facendomi uno squillo, mandandomi un sms, giusto per ricordarmi che oggi sarò con loro anche senza essere seduto in nessuna di quelle auto dirette fuori città…

Sono felice così.

Emanuele

Lo sternocleidomastoideo.

Muscoli del colloE’ questo il muscolo principale del corpo umano in certe situazioni. E’ il muscolo in cui, secondo me, si nasconde la rabbia, la violenza, quella pazzia utile ad affrontare chiunque senza arretrare.

Sapete quando la testa si inclina un po’ su un lato e poi torna dritta lentamente? E’ lo sternocleidomastoideo che interviene.

A me – ci son volte – che quel muscolo si irrigidisce. Come se volessi lanciare una testata.

Proprio come quando un gangster prima di scontrarsi col primo che gli passa tra le mani inclina un po’ la testa. Lo attende.

Ecco, oggi pomeriggio sono entrati i ladri a casa di mia sorella… e io ho quel muscolo che tutt’ora è in attesa. 👿

Emanuele

PS: e non ditemi che Milano è più sicura, che al nord non ci sono delinquenti, che il sud è fatto di ladruncoli e blablabla perché in 27 anni vissuti a Palermo non mi era mai successo che… entrassero e, per di più, dalla porta (blindata!).

Ken.

L’uomo sulle tangenziali dell’hinterland milanese è stereotipato in una maniera incredibile.

La mattina – ogni mattina – fa impressione vedere questa colonna infinita di auto descrivibili in un attimo così: uomo sui 35-45 anni, auto di media/grossa cilindrata, tipicamente da solo, camicia chiara e orologio fuori dal polsino. In molti sono alle prese con intense telefonate già alle 9 del mattino.

Emanuele

PS: io indosso camicie da una settimana… sono già stato assorbito dal sistema?! 😕

Torna indietro fino al “via”!

Oggi mi son sentito una pedina del gioco dell’oca.

Dopo 20 minuti di statale – che per ora quando indovino la strada sono così contento che sembra Nataleho sbagliato un’uscita e mi son ritrovato sull’A4 in direzione Venezia. Sarebbe una stupidata se non fosse che per uscire ho beccato due caselli (e 5 euro spesi a cavolo…) e – ancor più grave – dopo quasi mezz’ora di viaggio, ti ritrovi proprio al casello del paese da cui parti. Così… “riparti dal via” e rimpiangi il fatto che avevi ricevuto i buoni pasto ed eri riuscito a risparmiare durante il pranzo… 🙁

Bellissimo. E il TomTom direte voi?! Il TomTom sembrava impazzito e poi non ho le mappe aggiornate e in quella zona inizia ad andare campi-campi… così, o mi oriento, oppure posso vagare li all’infinito. 😐

Sono arrivato alle 20 a casa… un’ora e mezza dopo essere uscito dal lavoro.

L’unico aspetto positivo è che ho già fatto ridere due amici che – a turno – erano a telefono durante il viaggio di ritorno (sisi, tranquilli, uso l’auricolare…). 🙂

Emanuele

PS: comunque, stanchezza a parte, son felice perché dopo cena vado a prendere un amico che fa un salto di un giorno a Milano per un colloquio… si sa mai che ritrovo anche lui qui tra qualche tempo! :joy:

L’ombra della luce.

Che poi è bello abitare in una casa nuova. Col sensore di fumo in cucina, con le prese ethernet direttamente al muro, con le porte scorrevoli e i buchi della doccia che non spruzzano acqua tipo uno spara-chiodi impazzito.

Però c’è una cosa cui non riesco ad abituarmi. Eppure, mi dicono gli architetti che è giusto così, che nelle case moderne ormai va fatto così, che – se ci si pensa – è più logico, insomma: l’interruttore delle luci delle stanze si trova giusto prima di entrare e non subito dopo.

E così io, che per anni ho palpeggiato le pareti di casa mia, adesso, sembro un cretino. Puntualmente entro in una stanza e pochi istanti dopo esco, un po’ confuso un po’ innervosito, alla ricerca dell’interruttore. 😐

Mi hanno spiegato che le norme odierne prevedono che un ambiente sia già illuminato quando metti piede dentro… però, diamine, io da quasi una settimana entro al buio, stampo il mio palmo dall’alto verso il basso, da sinistra a destra, dallo stipite della porta fino all’angolo tra le pareti e poi finalmente elaboro il problema. :worry:

Quando finalmente riesco ad illuminare tutto in stile San Siro per il derby, col sorriso sornione di uno che ha scoperto in anticipo uno scherzo progettato alle sue spalle, entro nella stanza.

Nello stesso preciso istante, però, mi chiamano altrove…

Emanuele