L’uomo che credeva di non avere più tempo.

Bevuto! Allo stesso identico modo di come si fa con un bicchierino di Tequila. Ieri pomeriggio – il libro – è arrivato a casa e oggi è finito completamente nella mia testa. Trecentoottantaquattro pagine volate via in pochissime ore.

Una bella storia d’amore in cui tutto si avvolge attorno un tema che – ai giorni nostri – è sempre più tabù. Qualcosa che allontaniamo dalle nostre giornate senza – in realtà – poter affermare con certezza che sia un bene farlo.

Non direi mai di nessuna cosa: “l’ho persa”, ma “l’ho restituita”.
E’ morto tuo figlio? E’ stato solo restituito.
E’ morta tua moglie? E’ stata solo restituita.

Epitteto

“L’uomo che credeva di non avere più tempo” è la storia di un uomo che impara a vivere solo dopo aver conosciuto la morte. Proprio lei che rappresenta la certezza più grande della nostra esistenza terrena.

Un libro che appassiona, sia per il tema, sia per la storia d’amore non tanto distante da quelle odierne.

Emanuele

Guerriero? Anch’io!

E’ bello quando leggendo un libro rivedi un po’ te stesso. Hai la conferma che il tuo atteggiamento nel vivere la vita* non è poi del tutto sbagliato. Ancor più bello è quando ti rileggi tra le pagine di uno scrittore che per te è un guru del saper vivere.

Il guerriero della luce si comporta come un bambino.

Gli altri ne sono colpiti. Hanno dimenticato che un bambino ha bisogno di divertirsi, di giocare, di essere in qualche misura irriverente, di fare domande sconvenienti e immature, di dire stupidaggini nelle quali neppure lui crede.

E domandano scandalizzati: “E’ questo il cammino spirituale? Lui non è affatto maturo!”.

A questo commento, il guerriero s’inorgoglisce. E si tiene in contatto con Dio, attraverso la propria innocenza e la propria allegria, senza perdere di vista la sua missione.

Tratto da: “Manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho

In sequenza mi sono tornati in mente il mio monociclo e i pomeriggi passati a provare e riprovare come rimanergli sopra, le mie risposte assurde, la volta in cui, tornando da Milano per la prima volta, mi concessi come regalo-ricordo dell’IKEA una lampada della notte per bambini e l’amore che provo per la mia bicicletta. 🙂

(oh, se lo dice lui, da oggi ho una giustificazione in più per continuare così…).

Emanuele

PS: si, a spizzichi e bocconi, lo sto rileggendo un po’ tutto…

Mi ha scelto…!

L'uomo che credeva di non avere più tempo - copertina libroConsigliato da lui, oggi pomeriggio, dopo una bella passeggiata in bicicletta, ho comprato “L’uomo che credeva di non avere più tempo” di Guillaume Musso, scrittore francese contemporaneo.

Il romanzo inizia con un prologo avvincente e struggente allo stesso tempo. Un ragazzo annega salvando un’amica, una cosa che ora, detta così, non rende assolutamente giustizia a quelle prime pagine.

Tornato a casa ho letto al volo le prime sessanta delle trecentoottantaquattro pagine totali e sembra un romanzo carino anche se la storia è ancora tutta in apertura ed è presto per valutarlo.

In ogni caso, avevo bisogno di una lettura leggera perché gira e rigira mi son sempre ritrovato tra le mani libri più impegnativi/filosofici e l’ultimo romanzo letto è stato “La solitudine dei numeri primi” di Giordano.

Adesso però la domanda per Roberto è: perché hai pensato che questo libro facesse per me? 🙂

Emanuele

Scegli me, scegli me, scegli me… (i libri devono prenderti).

Oggi pomeriggio mi sono perso alla Feltrinelli. Ero entrato ansioso di scegliere un libro ma, come al solito, non sei tu a sceglier loro ma loro a sceglier te. Tristemente però, tra tutti quei tomi e tutte quelle pagine stampate, nessuno di essi mi ha stretto la mano con forza.

Ho provato a tenere in mano il thriller/giallo “Il caso dei libri scomparsi” di Sansom Ian che sembrava una storia carina e leggera, poi ho provato con il bestseller “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini che da tempo vorrei leggere, infine ho provato e riprovato (tanto da aver letto in piedi le prime quattro pagine) un romanzo che sta vendendo tantissimo: “Un giorno” di David Nicholls. Ho persino provato a sorridere a qualche copertina dal titolo buffo e originale.

Niente, nessuno mi ha scelto e così sono uscito leggermente arreso e sconsolato. << Sarà per un’altra volta, forse non è il momento giusto >>, mi ripetevo in testa.

Adesso fortunatamente ho da finire quel bellissimo vocabolario da 578 pagine titolato “Un altro giro di giostra” di Terzani che tanto ho apprezzato in questi mesi. Forse è per questo che son tornato a mani vuote… :worry:

Emanuele

PS: qualcuno di voi ha letto “Un Giorno”? Tra i tanti mi aveva colpito particolarmente ma non ho avuto il coraggio di avventurarmi in 496 pagine senza prima avere la conferma di non annoiarmi dopo le prime settanta…

Rimane da stabilire chi è il vero eroe.

Eppure, di una cosa, sono geloso.

Mio nipote ha ricevuto la tutina di Superman dopo neanche un mese di vita. Gli sta d’incanto.

Io ho dovuto aspettare d’andare – l’anno scorso – in Croazia per comprarmela dopo anni passati a desiderarla.

Ovviamente anche a me sta d’incanto, non per nulla è mio nipote, però questo non giustifica questa profonda disparità. 😐

Emanuele

Caro professore, dimenticherò tutto.

Dimenticherò tutto perché ciò che mi ha fatto è imperdonabile.

Se mi chiederanno cosa sia una delta io ripenserò subito al modello storico dell’auto prodotta dalla Lancia. Se mi parleranno di infinito ripenserò alla canzone di Raf. Se leggerò di un gradino unitario mi tornerà in mente quello davanti il portone di casa mia. Se mi proporranno un teorema io risponderò che l’unico teorema che conosco è la canzone di Marco Ferradini.

Se mi chiederanno di occuparmi di quell’integrale io prenderò zucchero e burro e mi preparerò a spalmarlo sopra. La funzione seno sarà qualcosa che mi ricorderà esclusivamente il corpo di una donna e la trasformata sarà una semplice messa in scena di un grande mago.

Dimenticherò tutto mio caro professore. Non potrà più chiedermi di parlare di correlazione perché per me sarà, per sempre, una semplice dipendenza tra due entità. Sinc sarà l’abbreviazione di sincerità e rect niente più del nome inglese di un rettangolo.

I segnali, mio caro professore, saranno quelli di fumo o quelli stradali, non ne conoscerò altri.

Dimenticherò tutto per un semplice motivo: mio nipote nasceva solo una volta nella vita. E io, quella sera, ero a casa con un amico intento a ripetere qualcosa che – decisamente – non conta!

Questo, non potrò dimenticarlo mai.

Emanuele

Altruismo paziente.

Il guerriero della luce sa che nessuno è stupido, e che la vita è maestra per tutti, anche se ciò richiede tempo.
Egli dà sempre il meglio di sé, e dalla vita si attende il meglio. Inoltre, con generosità, cerca di dimostrare a tutti le potenzialità di ciascuno.
Alcuni compagni commentano: “Esistono persone ingrate.”
Il guerriero non si lascia scoraggiare. E continua a stimolare il prossimo, perché è una maniera di spronare se stesso.

Tratto da: “Manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho

Quando consapevolezza e pazzia confluiscono nell’altruismo paziente. Saper aspettare è qualcosa che questo mondo non vuole fare. Tutto è veloce, tutto è istantaneo. Domanda e risposta devono susseguirsi a ritmi frenetici perché anche il tempo di risposta è valutato. Così la domanda – ingenua – è la seguente: quanto sappiamo essere diversi dalla massa? 🙂

Emanuele