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Gravatar Hovercard - Emanuele

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Emanuele

Shake up the happiness! =)

Trrrrrrrrrrrrrrrrattenetemi!!! :joy:

Oggi pienone di belle notizie tanto che mi dispiace non poterle dividere in gioie e giorni diversi. Un entusiasmo per notizia, così come meriterebbero!

Vedo di andare con ordine ma so che per ora scrive più il cuore che il cervello e così le parole volano come vogliono loro.

In primis, mentre tornavo a casa dal lavoro, mi chiama un amico: Manu, hai passato i primi due esami di abilitazione!

E già lì, ti verrebbe voglia di lasciare la macchina coi fari accesi nel traffico e ballare con le prime tre persone infreddolite che incontri! Ne ero sicuro, dentro me ero certo dell’esito tanto che li avevo vissuti con molta tranquillità, ma oggi è arrivata la conferma! Adesso mi aspettano altre due prove e così, so già che l’8 Febbraio sarò nuovamente a Palermo! 🙂

Chiuso quest’argomento, andiamo al prossimo che – cavoli – sembra sminuire la prima notizia!

Non so come dirlo diversamente così vado al sodo: domani vado a Teramo!

In queste prime due settimane, in azienda, mi sono occupato di costruire un sistema di simulazione di segnali da dare in pasto ad un marchingegno industriale (una stampante a rullo a sei canali) che dovrà registrare i dati di temperature, pressioni, voltaggi di una macchina dedita alla preparazione di un medicinale in bottiglia (il committente è una grande azienda farmaceutica).

Per questo motivo – in questi giorni – tornavo già felice a casa perché dopo anni di giochi all’università finalmente dovevo occuparmi di un sistema reale, di un problema concreto, di un progetto stimolante, ma adesso è arrivato anche il tempo per un primo collaudo col cliente!

Oggi ci siam divertiti (in azienda) a testare quella stampante a sei canali giocando coi voltaggi ed i segnali in ingresso che generava il mio programma; domani mattina però parto col boss per un primo incontro perché sarò io – in quella grande-azienda-farmaceutica – a spiegare come impostare il sistema, come avviarlo, come dargli in pasto i dati e come assicurarsi che vada avanti per mesi senza problemi… 😎

Ovviamente visto che non arrivo a tornare in giornata, domani notte dormo a Teramo in albergo (paga l’azienda!) e rientro a Milano giovedì. :joy:

Non vedo l’ora d’essere là… e speriamo non sorgano complicazioni!

(adesso corro a cena e nanna che domani la sveglia suona alle 6 e devo capire come prender sonno…). 🙄

Emanuele

PS: l’ho descritto per filo e per segno perché il primo progetto merita d’esser ricordato a vita… 🙂

Castello Sforzesco – Festival della luce 2010.

Domenica scorsa sono andato a vedere l’animazione del Castello Sforzesco di Milano. Scopro solo adesso che l’illuminazione “Tributo a Mike” che avevo fotografato, insieme a quella del video qui sotto, fa parte del festival internazionale della luce LED Festival 2010, in cui sono raccolti un insieme di progetti “luminosi” portati avanti da studenti e professionisti designer (con un occhio al risparmio ambientale, la sostenibilità energetica, la creatività e l’innovazione).

Il video (registrato con l’iPhone) non rende giustizia alla magia di quei dieci minuti… le enormi mura del castello che si accendono in quel modo, con la musica di sottofondo, davanti agli occhi dei passanti fanno credere realmente che le favole siano vere, che le principesse da salvare siano nascoste in qualche stanza e che, a cavallo, possa arrivare un giorno un principe per salvarle.

Emanuele

PS: mi ripropongo (tempo permettendo) di andare a vedere le altre opere sparse per Milano… 🙂

Ma davvero volete sapere tutto tutto tutto?

Io sono un ingegnere informatico ma tutta questa tecnologia mi mette tristezza.

In questi giorni Google ha lanciato Latitude, un nuovo servizio sociale per localizzare i tuoi amici. Nulla di nuovo sotto il sole, esiste già da tempo Foursquare e anche Facebook ha il suo Places. Nulla di complicato da implementare inoltre. Sfrutti i GPS dei dispositivi, popoli una base di dati e poi estrai le informazioni con un’interfaccia più o meno complessa. Il problema di questi servizi pero è uno: mancano di magia.

Mi spiego. Immaginate che io prenda il mio iPhone dalla tasca, apra questa fantomatica applicazione e possa vedere al volo, su una mappa, dove si trova un mio amico. Io sono per strada, lui pure. Lo incontro.

Ecco. È morta la magia. Non è più possibile incontrarlo per caso, sorprenderlo dietro l’angolo, chiedersi come mai sia lì improvvisamente. Arriverò all’incontro già preparato o – al contrario – uccidendo il fato, potrò decidere di non vederlo. Se lui gira a destra io vado a sinistra ancora prima che esista il rischio di scambiarci lo sguardo.

Vedete, io non l’ho con Facebook. Io non sopporto tutto questo surplus di informazioni che rende la vita sempre più meccanica, sempre più gestita, organizzata, pianificata. Perché devo sapere sempre tutto di tutti! Io voglio incontrarti per caso!

Non mi iscriverò mai a FaceBook, non finirò mai su Latitude. Non dirò dove sono né voglio togliermi il piacere, genuino, di scoprire che Pippo e Clarabella escono insieme incontrandoli per strada piuttosto che vedendo i loro avatar passeggiare insieme sul freddo display del mio cellulare.

Sono il solo a conservare ancora questo antico ed invisibile piacere?

Emanuele

Ohh Christmas Lights keep shining on! =)

Sei arrivata. Ti ho vista. Circondavi silenziosamente il mondo intorno a me rendendolo bianco. Abbassavo la testa per lavorare ma la mente tornava ai fiocchi di cui sei composta perché, tra tutte le forze della natura, tu sei la più elegante. Inutile resisterti, dovevo rialzare gli occhi ed osservarti, sommessamente, come un bambino che dovrebbe fare i suoi compiti ma che proprio sogna di poter giocare con te.

Piedi Emanuele sulla neve

Giornata supercalifragilisticosa oggi! Il resto d’Italia soffriva questa nevicata ma io sorridevo. Certi eventi agli occhi di chi non  li ha mai visti bussare forte intorno a sé hanno un effetto straordinario. Mentre ero in viaggio verso il lavoro è arrivata una nevicata di quelle serie. Avevo le catene in macchina, ascoltavo Christmas lights dei Coldplay mentre il riscaldamento della PandaPanda lavorava alla velocità del mio cuore. I colleghi sono andati tutti via prima per paura di rimanere bloccati in ufficio così ne ho approfittato per andare a prendere una cioccolata calda con lui nel centro commerciale più vicino!

Bello guardare la neve dalla finestra dell’ufficio. Avrei varie foto e persino un video da mostrarvi. Cadeva lenta, silenziosissima e questa era la cosa più stupefacente di tutte. Quella massa enorme, bianca, arrivava quasi di nascosto nelle nostre vite eppure la sua presenza non passava indifferente. Mi ha fatto riflettere questa cosa. Perché saper entrare nelle vite altrui come vulcani che non tuonano è un’impresa tutt’altro che semplice.

Emanuele

PS: e oggi ho pure ricevuto il primo pacco natalizio da lavoratore! Per tutti i dipendenti dell’azienda è arrivato un cesto con vino, spumante, torrone, pasta, aceto balsamico, salsa aromatizzata, panettone, biscotti, funghi, cotechino, caffè, cioccolattini e persino l’abbonamento ad una rivista a mia scelta… figata! :joy:

Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

A me chi non vuole aspettare non piace. Mi spiego. In giro trovo sempre gente che dice “ho smesso di aspettarmi qualcosa dalla vita perché si rimane sempre fregati”. Ecco, a me questa cosa qui non piace. Che senso ha la vita se non si desidera più niente? È una bugia che si racconta a se stessi per non illudersi? Ma tanto, mi chiedo spesso, si può mai mentire a se stessi? Nel profondo di ognuno di noi la verità risiede sempre in maniera lampante. Solo che quando quella verità non ha riscontro nella realtà iniziamo a dire che non aspettiamo nulla.

Io aspetto. Io aspetto tante cose dalla mia vita!

E quest’attesa, devo persino confessarvi, è stata spesso motivo della mia grinta. Si, ciò che non c’è, siccome sono straconvinto che arriverà, mi rendeva felice e mi dava la voglia per avanzare nei miei obbiettivi.

È un pò come quando ci son due persone che aspettano l’autobus. Il primo, pessimista, decide di non attendere e va a piedi, il secondo, che ha un briciolo di pazienza e ottimismo in più, sa che l’autobus è semplicemente “in arrivo” (perché ricordate – lo stato di un autobus che non è alla fermata – è sempre e solamente quello!) e decide di attendere (attendere, in entrambe le accezioni!) qualche istante in più. Dopo un pò la storia vuole che il pessimista vede l’ottimista passare e pensa pure che il mondo l’abbia sempre con lui!

Ecco dunque, la differenza, nell’esempio così come nella vita, è data semplicemente dall’atteggiamento che abbiamo noi verso ciò che “è in arrivo”.

Io ho fede e so che tante cose che sogno arriveranno (un esempio?!), perciò non mi scoraggio e non ho alcun problema nel dire che mi aspetto tanto da questa vita! Avrei paura nel pensare che non potrà arrivare più nulla di buono… Che senso avrebbe alzarsi la mattina?

E riguardo i tempi d’attesa? Ecco, so già che il secondo pensiero è quello, perché in realtà anche il pessimista potrebbe decidere di aspettare l’autobus, ma in pratica entrambi, per un tempo indefinito, saranno seduti su quella panchina…

Beh, ecco, in questo più che ragione entra in gioco la fede. Io gioco la mia parte aspettando tanto dalla vita ma riguardo i tempi mi piace pensare che Dio conosca il tempo giusto per ogni cosa che vogliamo vedere realizzata e per questo mi affido. Tutto qui.

E da oggi non dite più che non vi aspettate nulla dalla vita perché vi prendo per bugiardi e, forse, anche un po’ stupidi. La vita va vissuta e Dio prospetta il meglio per ognuno di noi. Cercate di non vivere come chi ha fretta e finisce sempre per farsela a piedi…

Emanuele