
Il compito principale nella vita di un uomo è di dare alla luce se stesso.
Erich Fromm (sociologo tedesco)
Emanuele

Il compito principale nella vita di un uomo è di dare alla luce se stesso.
Erich Fromm (sociologo tedesco)
Emanuele
Sei arrivata. Ti ho vista. Circondavi silenziosamente il mondo intorno a me rendendolo bianco. Abbassavo la testa per lavorare ma la mente tornava ai fiocchi di cui sei composta perché, tra tutte le forze della natura, tu sei la più elegante. Inutile resisterti, dovevo rialzare gli occhi ed osservarti, sommessamente, come un bambino che dovrebbe fare i suoi compiti ma che proprio sogna di poter giocare con te.

Giornata supercalifragilisticosa oggi! Il resto d’Italia soffriva questa nevicata ma io sorridevo. Certi eventi agli occhi di chi non li ha mai visti bussare forte intorno a sé hanno un effetto straordinario. Mentre ero in viaggio verso il lavoro è arrivata una nevicata di quelle serie. Avevo le catene in macchina, ascoltavo Christmas lights dei Coldplay mentre il riscaldamento della PandaPanda lavorava alla velocità del mio cuore. I colleghi sono andati tutti via prima per paura di rimanere bloccati in ufficio così ne ho approfittato per andare a prendere una cioccolata calda con lui nel centro commerciale più vicino!
Bello guardare la neve dalla finestra dell’ufficio. Avrei varie foto e persino un video da mostrarvi. Cadeva lenta, silenziosissima e questa era la cosa più stupefacente di tutte. Quella massa enorme, bianca, arrivava quasi di nascosto nelle nostre vite eppure la sua presenza non passava indifferente. Mi ha fatto riflettere questa cosa. Perché saper entrare nelle vite altrui come vulcani che non tuonano è un’impresa tutt’altro che semplice.
Emanuele
PS: e oggi ho pure ricevuto il primo pacco natalizio da lavoratore! Per tutti i dipendenti dell’azienda è arrivato un cesto con vino, spumante, torrone, pasta, aceto balsamico, salsa aromatizzata, panettone, biscotti, funghi, cotechino, caffè, cioccolattini e persino l’abbonamento ad una rivista a mia scelta… figata! :joy:
A me chi non vuole aspettare non piace. Mi spiego. In giro trovo sempre gente che dice “ho smesso di aspettarmi qualcosa dalla vita perché si rimane sempre fregati”. Ecco, a me questa cosa qui non piace. Che senso ha la vita se non si desidera più niente? È una bugia che si racconta a se stessi per non illudersi? Ma tanto, mi chiedo spesso, si può mai mentire a se stessi? Nel profondo di ognuno di noi la verità risiede sempre in maniera lampante. Solo che quando quella verità non ha riscontro nella realtà iniziamo a dire che non aspettiamo nulla.
Io aspetto. Io aspetto tante cose dalla mia vita!
E quest’attesa, devo persino confessarvi, è stata spesso motivo della mia grinta. Si, ciò che non c’è, siccome sono straconvinto che arriverà, mi rendeva felice e mi dava la voglia per avanzare nei miei obbiettivi.
È un pò come quando ci son due persone che aspettano l’autobus. Il primo, pessimista, decide di non attendere e va a piedi, il secondo, che ha un briciolo di pazienza e ottimismo in più, sa che l’autobus è semplicemente “in arrivo” (perché ricordate – lo stato di un autobus che non è alla fermata – è sempre e solamente quello!) e decide di attendere (attendere, in entrambe le accezioni!) qualche istante in più. Dopo un pò la storia vuole che il pessimista vede l’ottimista passare e pensa pure che il mondo l’abbia sempre con lui!
Ecco dunque, la differenza, nell’esempio così come nella vita, è data semplicemente dall’atteggiamento che abbiamo noi verso ciò che “è in arrivo”.
Io ho fede e so che tante cose che sogno arriveranno (un esempio?!), perciò non mi scoraggio e non ho alcun problema nel dire che mi aspetto tanto da questa vita! Avrei paura nel pensare che non potrà arrivare più nulla di buono… Che senso avrebbe alzarsi la mattina?
E riguardo i tempi d’attesa? Ecco, so già che il secondo pensiero è quello, perché in realtà anche il pessimista potrebbe decidere di aspettare l’autobus, ma in pratica entrambi, per un tempo indefinito, saranno seduti su quella panchina…
Beh, ecco, in questo più che ragione entra in gioco la fede. Io gioco la mia parte aspettando tanto dalla vita ma riguardo i tempi mi piace pensare che Dio conosca il tempo giusto per ogni cosa che vogliamo vedere realizzata e per questo mi affido. Tutto qui.
E da oggi non dite più che non vi aspettate nulla dalla vita perché vi prendo per bugiardi e, forse, anche un po’ stupidi. La vita va vissuta e Dio prospetta il meglio per ognuno di noi. Cercate di non vivere come chi ha fretta e finisce sempre per farsela a piedi…
Emanuele

Quando il termometro dice meno due lo fa per riscaldarsi. 😐
Emanuele
PS: e dopo questa, invece di lavorare, merito di stare una giornata immobile a far compagnia a qualche pupazzo di neve. :timid:
Mike Bongiorno non l’ho mai amato particolarmente però – indubbiamente – trovare scritto “Allegria” mentre guidi regala un po’ di buon umore.

Mi sembra un’ottima idea, soprattutto visto che i milanesi alla guida sono stressati, nervosi e intransigenti. 🙂
Emanuele
PS: speriamo non appendano anche le frasi coi doppisensi di Mike…
No, è che nel ristorante in cui andiamo a pranzare coi colleghi fanno una torta alla frutta buonissima con la crema gialla dentro e la gelatina con i pezzettoni di frutta sopra.
Così, io, con la scusa (una palese bugia verso me stesso) di mangiare un po’ di frutta, gira e rigira, prendo un piattone di pasta e una porzione di torta.
Che poi cavoli, ha le fragole. E il mio amore per quei frutti rossi è storico… :love:
Emanuele
Amica: Manu alla fine vieni tu?
Io: no, vengo all’inizio! Alla fine non ha senso! Starete dormendo!
Quelle luci di Natale illuminano la strada, laggiù dove il mare e la città si incontrano!
Possano tutti i tuoi problemi presto scomparire…
oh le luci di Natale continuino a risplendere.
Un giubbottino con la cerniera alzata fin sotto il mento. Le luci di una città che si prepara al Natale. Il fumo che esce dai camini dei palazzi. I riflessi delle vetrine e delle decorazioni sulle auto ancora bagnate da una rapida pioggia. Il vapore che esce dalla bocca quando parli. I vetri dell’auto appannati che ti costringono a fare dei cerchi con un fazzolettino tenuto in pugno pur di ripartire.
Le sciarpe colorate. Quelle ragazze che vedi attraversare con i paraorecchie e gli stivaletti in lana pressata. La gente che fissa le vetrine e che poi magari decide di entrare. Quel cappottino rosso. I miei passi decisi, utili anche a sentir meno il freddo sulle guance. Le mani. I guanti.
Manca la neve. Ti avrò. Ti scioglierai.
Emanuele
PS: i Coldplay mi han fatto il regalo di Natale (il video è girato a Londra!) e così, da giorni, non faccio altro che ascoltarla… 🙂