[…] Ma in realtà il trapassato remoto è un modo di pensare la storia, ed è un modo di capire il tempo. Non è la stessa cosa dire: ebbi cantato piuttosto che cantai. Perché tra i due tempi c’è una linea di separazione. Un qualcosa di avvenuto e di concluso, una sistemazione del disordine della vita. Usare il trapassato remoto è un modo per archiviare davvero, ma non è un modo per dimenticare.

(Via: Il trapassato remoto che non usa più nessuno)

Emanuele

Atavico.

Definirei proprio atavico il piacere che provo nell’attraversare una nuvoletta di bolle di sapone, mentre pedalo con la mia bicicletta, quando passo dal centro di Milano e uno dei tanti vu cumprà inonda la strada con quelle pistole automatiche spara … Leggi ancora →

Scambio link.

Ma cosa si deve fare con quelli rimasti nel 1998 che, passando dal tuo blog, ti chiedono di “partecipare al loro programma di scambio link”? 😐 Devo mandare loro un biglietto per il 2010? Devo far tagliare il loro contratto … Leggi ancora →