Web e non vedenti.

L’informatica dovrebbe permettere l’accesso al sapere a chiunque senza limiti fisici o spaziali. Purtroppo non è sempre vero e il video sotto dimostra quanto lavoro ci sia ancora da fare affinché alle barriere architettoniche delle nostre città non si aggiungano le barriere elettroniche.

Nel video, Giuseppe Di Grande, cieco, ci mostra la sua esperienza sul sito del proprio comune.

Da tenere a mente, sia quando si progetta e sviluppa nel web (visto che gli standard esistono), sia quando – da semplici navigatori – decidiamo di esprimere la nostra preferenza sulla qualità di un sito.

Emanuele

(via GianniAmato)

Brick by brick.

Sabato ho festeggiato il compleanno. Ventidueanni e non sentirli. Ultimamente è facile che mi trovi fuori casa per lavoro e così, l’anno scorso ho festeggiato i trenta in Cina, quest’anno invece mi son ritrovato in Inghilterra.

Let me build my entire life in this way. Brick by brick.

Nel weekend ho fatto un giro a Birmingham e Stratford-upon-Avon, due posti dell’Inghilterra uno più frizzante dell’altro. L’ultimo per la sua aria secolare, immobile, immutata e affascinante da morire (specie se vista da una delle stanze dove crebbe il piccolo William Shakespeare, in quella casetta di legno dalle finestre senza vetri e dal pavimento pagaronabile al mare con le sue onde), la prima per la sensazione di crescita e di fermento che in Italia non si avverte da tempo. Birmingham è una città viva, in espansione, che – visibilmente – offre tante opportunità ai suoi cittadini.

E poi l’Inghilterra in sé, con il suo countryland di un verde intenso interrotto da case in legno sempre molto ordinate che fan sognare vite serene, salotti dalle calde moquette e serene cordialità.

Io intanto sono di nuovo a Leicester, starò qui qualche altro giorno, poi volerò indietro (ahimé), con un anno in più sulle spalle.

Emanuele

La crescita di WhatsApp.

A molti, 19 miliardi di dollari (questa è la cifra con cui si dice Facebook abbia comprato WhatsApp), sono sembrati un’assurdità. WhatsApp però, sta mostrando performance mai viste fin ora.

Om Malik ha fatto un’analisi dei dati, confrontando questa giovane start-up (?) con i big del settore.

WhatsApp - Mau vs Age final

Il grafico qui sopra mostra il numero di utenti (in milioni) per anno di età del “servizio”. Se anche il trend dovesse diminuire, conserverà grossi spazi di manovra e dimostra che è vero quanto detto da Zuckerberg: «WhatsApp ha una crescita che neanche Facebook ha avuto».

Se volete approfondire il puro aspetto numerico (sono trascurate tutte le implicazioni: privacy, competizione nel settore, etc.) fate un salto su “WhatsApp is different“.

Emanuele

On the road.

Ho passato il weekend a Palermo: tre giorni velocissimi, in fuga dal freddo milanese con l’ottima scusa di un compleanno da festeggiare. Ieri sera sono tornato in polentonia e stamattina, all’alba, l’ennesimo aereo mi aspettava verso l’Inghilterra.

England on the road

Palermo, Milano, Leicester. Alla fine il tempo migliore l’ho beccato proprio nelle midlands inglesi. Altro che foggy land, questo tempo fa venir voglia di viaggiare fin verso la Scozia e dimenticarsi del lavoro…

Emanuele

Rai e (futuri) giornalisti.

Il bando di concorso Rai per cento giornalisti riconosce 5 punti alla capacità di scrivere un tweet di 140 caratteri. Una laurea specialistica viene valutata 3 punti. Una scuola di specializzazione idem.

Assurdità di peso a parte, è doveroso notare come Twitter rappresenti un media d’informazione ormai non trascurabile mentre tutti gli altri (FB, G+, etc.) non sono neanche menzionati.


Io comunque spero sia la volta buona per un (doveroso) salto di qualità.

Emanuele

Ukraine is burning.


Trenta minuti ben spesi se, come me, avvertite che l’informazione pubblica stia trascurando (quasi in maniera sospetta) una rivoluzione che sta avvenendo, in queste settimane, a pochi passi da casa nostra.

Emanuele

E’ arrivato #endlessplay

Questo è un articolo sponsorizzato, ma sono libero di scrivere ciò che penso e nessuna playstation è stata maltrattata durante la sua stesura.

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Da alcuni giorni è apparso sul web un nuovo sito. Tutti gli appassionati di videogiochi, probabilmente, lo stavano aspettando o avevano orecchiato l’anticipazione qua e la sui forum degli specialisti nel settore. Parlo anche di specialisti e non solo appassionati perché è dimostrato da un numero di fonti sempre maggiore che certi giochi accrescano le capacità cognitive del giocatore.

Playstation, con l’ultima console cerca di ridefinire sia i limiti di giocabilità che quelli coinvolgimento dei suoi titoli e convinta di aver raggiunto un livello non indifferente proverà a raccogliere le sensazioni, le opinioni, i commenti di alcune celebrità che – a caldo – diranno la loro. Ogni qual volta uno di essi userà l’hashtag #endlessplay su Twitter o Facebook, il commento apparirà in automatico sul sito endlessplay.com. In questo modo tutti gli specialisti potranno conoscere e commentare le esperienze di gioco o confrontarle con le loro.

Playstation #Endlessplay

I primi a partire sono Chef Rubio (seguitissimo su DMAX), Andrea Iannone (quando non è in sella), i The Pills e… il legionario Andrea Sakara. Se avete una Playstation, non potete non fare un salto da quelle parti ma… non è finita qui! Oltre questo portale di scambio d’opinioni c’è di più: se dimostrerete d’essere all’altezza, attraverso il contest organizzato sul sito, potrete innanzitutto diventare voi i prossimi personaggi eletti nel sito ma anche vincere una nuovissima PlayStation 4. Anche se presumo l’avrete già comprata… no?! 🙂

Emanuele

Chiudere pingback/trackback verso i vecchi post.

Questo blog, in oltre dieci anni di attività, ha collezionato 3760 post, così, per gli spambot esistono altrettante possibilità verso cui tentare di inserire commenti o trackback/pingback di spam.

Nel tempo i sistemi per bloccare questi continui tentativi sono state innumerevoli. Ad oggi sembra che Hiddy faccia il suo sporco lavoro per quel che riguarda i commenti. Per i pingback invece avrei dovuto affidarmi a qualche altro plugin ma non avevo voglia di appesantire ulteriormente il motore del blog.

La contromisura presa è dettata da una considerazione molto evidente: se è vero che di tanto in tanto certi vecchi post vengano ripescati dagli internauti per lasciare un commento, è molto meno frequente che gli stessi siano citati da qualche parte nel web (forse anche perché “i blog sono un po’ morti” perché non ci si linka più vicendevolmente, come si legge spesso in giro). Così ho deciso di chiudere i pingback/trackback a tutti gli articoli antecedenti il 2012.

L’operazione, via phpMyAdmin si traduce in una semplice query dall’editor SQL:

UPDATE wp_posts SET ping_status = 'closed'
WHERE post_date < '2012-01-01' AND post_status = 'publish';

In questo modo rimane possibile inviare pingback agli articoli più recenti (gli ultimi due anni mi sembra più che ragionevole) e l’unica accortezza da avere è ripetere periodicamente l’operazione aggiornando la data.

Emanuele