Schumi, un grande ugualmente.

Ok, ha vinto Alonso però la gara di Schumacher è stata stupenda. Partito ventiduesimo e arrivato quinto a pochi decimi dal quarto (tentando anche di superarlo).

Il giro più veloce in gara è suo, segno che la Ferrari c’era. Segno che non era un trucchetto per pararsi il culo quello di ieri. La Ferrari poteva far bene, non aveva bisogno di nulla.

Scalare 16 posizioni a Montecarlo è scalare l’Everest senza ossigeno. In pochi ci riescono.

Il campionato diventa sempre più piccolo e più difficile ma, anche se non dovesse farcela, son sicuro che quest’anno la Ferrari era in gran forma, è in gran forma.

Emanuele

Schumi retrocesso.

Lo dicevo io che quanto successo oggi avrebbe fatto discutere molto. Nonostante avessi dubbi circa l’innocenza di quel gesto, volevo sperare che si fosse trattato di un errore umano. Uno stupido errore umano.

E’ un peccato, perchè nonostante quel video a rallentatore non gli dia giustizia, sembrava davvero così.

E’ un peccato per la Ferrari, domani senza dubbio non ci saranno speranze: a Montecarlo non si supera.

Todt ha criticato ufficialmente la decisione presa “è un precedente pericoloso che non tiene conto del diritto all’errore del pilota”. Schumacher ha confessato che dormirà tranquillamente, sa di non aver fatto nulla di male.

E io? Io senza dubbio sono dispiaciuto, ma in fondo… lo sport è fatto anche di queste cose.

Emanuele

L’Alonso furioso.

Oggi si è recitato un poema cavalleresco. Oggi, in F1 tanti hanno tanto di cui parlare.

Oggetto della lite fra cavalieri… una caduta da cavallo.

Si perchè Schumacher dopo aver segnato il tempo da pole, ha tentato di fare un secondo tentativo… sbagliando *sfortunatamente* un paio di curve prima del traguardo, a pochi secondi dalla fine della sessione…

E si sa come vanno le cose a Montecarlo… la pista è stretta… un’auto di traverso blocca tutti e ci vogliono le bandiere gialle… ecco perchè oggi Schumacher inaugurava una nuova tuta rosso-giallo.

Rosso-Ferrari e giallo-bandiere!

Ho visto le qualifiche, ho visto il tempone di Schumacher ed ho visto anche Alonso molto vicino come tempo. Ho visto l’errore e… da ferrarista, mi vien difficile pensare che sia stato solamente un errore.

O se è stato un errore, è stato perfetto. D’altronde, era commesso da un sette volte campione del mondo.

Emanuele

PS: al momento Schumacher rimane in pole ma una commissione sta valutando l’incidente… ed Alonso, insieme a Briatore, stanno a rosicare.

E’ nato prima l’uovo!

A quanto pare uno degli enigmi più antichi nella storia dell’uomo sembra aver ricevuto una risposta, o almeno, una bella risposta.

Secondo John Brookfield, professore all’università di Nottingham, la risposta è appunto l’uovo in quanto il materiale genetico non si evolve durante la vita di un organismo vivente. Per questo, il primo uccello che divenne gallina, in principio, poteva esistere solo nella forma di embrione, all’interno di un uovo.

Secondo questa teoria dunque, è arrivato prima l’uovo e poi il pulcino.

Quest’uomo, pagato per capire se sia nato prima l’uovo o la gallina, se sia arrivato prima il tuono o il fulmine, il peto o la puzza… penso debba essere innalzato a benefattore dell’umanità! 😉

P|xeL

Siti web, grafici …e fiori.

Leggo sul blog di hyle di questa interessante applicazione che visualizza graficamente la struttura logica di una pagina web.

Ho provato ad effettuare uno scan del mio blog tramite l’applet java realizzata e questo è il risultato:

Struttura logica DreamsWorld - blog

Direttamente dal blog dell’autore, ecco la legenda:

blue: for links (the A tag)
red: for tables (TABLE, TR and TD tags)
green: for the DIV tag
violet: for images (the IMG tag)
yellow: for forms (FORM, INPUT, TEXTAREA, SELECT and OPTION tags)
orange: for linebreaks and blockquotes (BR, P, and BLOCKQUOTE tags)
black: the HTML tag, the root node
gray: all other tags

Sul suo sito trovate inoltre i risultati di alcuni dei siti più famosi del web per un interessante confronto.

P|xeL

Aggiornamento del 14 Maggio 2016: Il web è un’onda e noi i surfisti. Il sito web http://www.aharef.info/static/htmlgraph/ e il blog del suo autore (http://www.aharef.info/2006/05/websites_as_graphs.htm) non sono più disponibili online.

Come diventare invisibile!

A quanto pare stiamo arrivando anche a questo… la coperta invisibile che abbiamo visto usare da Harry Potter potrà probabilmente essere anche nostra.

Non ci sarà bisogno di alcuna magia, leggete piuttosto questo studio pubblicato su Science Daily in un articolo apparso su TeleFree.it ma annunciato anche dall’Ansa ed in tv…

Finora gli oggetti capaci di rendere invisibili occupavano il regno della fantasia e della fantascienza, come il mantello magico di Harry Potter, l’uomo invisibile o le astronavi dei Romuliani in Star Trek.

Ma adesso le cose stanno cambiando, tanto che due ”ricette per progettare materiali che creano la perfetta invisibilita”’, sebbene entrambe ancora completamente teoriche, vengono pubblicate questa settimana su Science.

John Pendry, del dipartimento di Fisica dell’Imperial College di Londra, e Ulf Leonhardt, dell’universita’ scozzese St Andrews, propongono di utilizzare lo stesso trucco: deviare le onde luminose (o altri tipi di radiazioni elettromagnetiche) e farle orientare attorno a un oggetto lasciando al centro un vero e proprio ”buco”. Per fare questo occorre avvolgere gli oggetti da nascondere con una sorta di scudo, un guscio che si comporti come un mantello dell’invisibilita’.

Per i ricercatori raggiungere questo obiettivo ”non e’ necessariamente facile, ma le ricette ci sono”, tanto che alcuni sono convinti che i primi materiali trasparenti alle onde radio potranno arrivare nell’arco di cinque anni, mentre per i materiali capaci di deviare la luce l’attesa potrebbe essere un po’ piu’ lunga. ”Tutti i lavori pubblicati finora sono pienamente teorici e la ricette proposte sono da verificare sperimentalmente, ma non ci sono dubbi che la ricerca in questo settore sia molto spinta”, ha osservato Andrea Alu’, dell’universita’ di Roma Tre, che fa parte di uno dei gruppi piu’ attivi in questo campo a livello internazionale.

Le prime applicazioni, secondo Alu’, potrebbero riguardare le tecniche di imaging, ad esempio per rendere invisibili sonde da utilizzare in indagini di microscopia molto delicate, e la possibilita’ di ottenere oggetti e componenti elettronici miniaturizzati. Negli articoli pubblicati su Science i ricercatori prevedono inoltre la possibilita’ di ottenere lenti piu’ efficaci, applicazioni nel settore della difesa e delle telecomunicazioni, mantelli acustici per prevenire la penetrazione di vibrazioni, suoni o onde sismiche.

Quello che e’ certo e’ che sara’ difficile utilizzare i ”gusci dell’invisibilita”’ come si vede nei film, ad esempio per spiare senza essere visti: ”e’ vero – osserva Pendry – che, indossandoli, nessuno puo’ vedere chi si nasconde all’interno, ma e’ anche vero che dall’interno non e’ possibile vedere nulla di quello che c’e’ all’esterno”.

”Un dispositivo dell’invisibilita’ – ha osservato Leonhardt su Science – dovrebbe guidare la luce attorno agli oggetti come se li’ non ci fosse nulla, indipendentemente da quale direzione provenga la luce”. Naturalmente i materiali esistenti non riescono in nessun modo a ottenere questo effetto straordinario: ne servono di nuovi e con nuove proprieta’. Soltanto l’anno scorso Nader Engheta, dell’universita’ della Pennsylvania, e Andrea Alu’, avevano proposto ”materiali plasmonici”, con caratteristiche elettromagnetiche simili a quelle di un insieme di elettroni liberi (plasma) e capaci di cancellare la luce riflessa da un oggetto. ”I materiali plasmonici gia’ esistono, sono stati sintetizzati”, ha detto Alu’. Se questo e’ il loro grande vantaggio, e’ vero pero’ che sono in grado di funzionare soltanto per oggetti di dimensioni piccolissime.

I due articoli pubblicati su Science elaborano invece la teoria per mettere a punto dei ”metamateriali”, ottenuti utilizzando piu’ materiali le cui proprieta’ elettromagnetiche possono essere adattate e modificate manipolando le loro nanostrutture. Contrariamente ai materiali plasmonici, i metamateriali non esistono ancora, ma teoricamente potrebbero funzionare su oggetti di grandi dimensioni.

Fonte: TeleFree

Potete leggere l’articolo di Science Daily (in inglese) o direttamente quello pubblicato sul sito dell’università di questo bravissimo studioso… 😉

Penso che arrivare a scoperte simili siano soddisfazioni che non hanno prezzo…

P|xeL

Tutti per Uno…

Come avevo già scritto, stasera sono stato allo spettacolo organizzato per Amnesty International che vedeva alternarsi sul palco del Teatro Orione i comici Giovanni Cangialosi e Antonio Pandolfo, Manfredi Di Liberto, Gianni Nanfa, I Petrolini, Lasciare libero lo scarrozzo, Li Vigni & Li Vigni, Marcello Mandreucci e Rosario Vella, Gabriele Noto, Stefano Piazza ed Ernesto Maria Ponte.

Lo spettacolo è stato gradibilissimo e di risate ce ne siam fatte veramente tante… peccato per Nanfa… l’ho aspettato tutta la sera ed alla fine è venuto fuori con un pezzo già conosciuto.

In ogni caso ringrazio la mia pulcina che mi ha regalato questa serata (e tanti bacini…). E’ stata davvero bella (non mi riferisco solo alla serata :-)).

Emanuele

PS: “vorrei morire nel sonno come mio nonno… e non gridando come gli altri tre che erano in macchina con lui…” 😀

Riordinare la barra di ricerca in Firefox

Piccolo tip del giorno. 🙂

Dopo aver aggiunto alcuni motori di ricerca alla barra di ricerca di Firefox mi sono accorto che questi non erano ordinati ma si andavano ad aggiungere in fondo alla lista man mano che venivano inseriti.

A quanto pare, non è prevista una gestione avanzata di quella barra; è appena possibile ordinare i motori in ordine alfabetico.

Per far questo basta spostare tutti i file presenti in:
c:\Programmi\Mozilla Firefox\searchplugins\ (per installazioni standard la cartella si troverà precisamente li) dentro:
C:\Documents and Settings\*Nome-utente*\Dati applicazioni\Mozilla\Firefox\Profiles\*num-profilo*.default\searchplugins\ (ovviamente sia *Nome-utente* che *num-profilo* vanno sostituiti in base alle impostazioni del proprio pc).

Fatto questo basterà riavviare il browser per trovare i motori riordinati.

Nota: è possibile anche effettuare lo spostamento inverso ma personalmente consiglio di salvare questi file nella cartella del profilo in modo da ritrovare tutto pronto quando, dopo un backup, dovremo ripristinare tutte le impostazioni del nostro browser. 🙂

P|xeL