Sto per scendere… mi aspetta una di quelle giornate “donate” allo scoutismo interamente.
Alle 16 ho riunione con i ragazzi dell’alta-sq.
Alle 18 staff di reparto per organizzare i prossimi pernottamenti…
Alle 19 e 30 Comunità Capi per organizzare l’apertura e festeggiare un pò i nuovi ingressi in Co.Ca…
Tornerò stanotte… spero almeno di distrarmi. Ieri sera mi sono addormentato pensando che… avrei bisogno di una bella distrazione, capace di farmi dimenticare un pò tutto e tutti per qualche tempo… (un cagnolino? Chissà…).
Vorrei che fossero le persone a dimostrarmi di aver bisogno di me, non solo a parole. Sono sempre io “il debole” che dimostra il proprio affetto… vorrei che questa cosa finisse.
Chissà, magari un giorno riuscirò a crescere anche da questo punto di vista… oggi ho letto un bel capitolo del libro “Chiamati all’amore” di Anthony de Mello, un padre gesuita nato a Bombay nel 1931.
Vado… devo pure dare un passaggio…
Emanuele
PS: spero di riuscire a respirare un pò… non voglio finire con la testa sott’acqua oggi… 😉
Dovrebbe essere “il migliore per l’uomo” secondo quanto si tramanda storicamente.
E’ piccolo, ha 1 anno e alcuni mesi… ed è di… pelo chiaro. 😉 E’ un labrador stupendo, che era stato abbandonato… e che finalmente ha ritrovato una casa.
Insieme a Peppe abbiamo scelto il nome… si chiamerà Gerry… non vi spiego la storia, ma so già che in tanti rideranno per il suo nome (e qualcuno lo odierà pure… :-P).
A Gerry piace giocare… gli piace fare uscire tutta l’acqua dalla bacinella per bere e gli piace saltare ovunque. Non sta fermo… gli piace correre.
Oggi si è fatto un bel bagno (e un bel trattamento anti-pulci…) e poi s’è fatto un giro in città.
Stranamente… mi ascoltava, molto più di Nikita (un labrador femmina di 7 anni), e così era divertente farlo correre o tentare di fargli capire il significato di SEEEEDUTO!!
Oggi, avevo, come un bambino… una voglia immensa di avere un cane anch’io. Peccato che la vita in un appartamento non lo permetta… beh, magari un giorno… chissà.
Questa sera, vado a nanna con una canzone di un cantante che solitamente sfotto per la sua voce nasale da… topino.
Mentre guardo il mare, il mio pensiero va
alla latitudine di un’altra età,
quando ci credevo nelle favole, sempre con la testa fra le nuvole,
sogni e desideri diventavano realtà
dentro il libro della fantasia.
Era la stagione della vita in cui non c’è malinconia.
Ora in questo tempo d’inquietudine,
sento che non ci si può più illudere. Nonostante tutto, resta un po’ d’ingenuità,
dentro, la speranza ancora c’è,
come allora, voglio continuare sempre a chiedermi perché
e dipingo a modo mio il mondo intorno a me, come un bambino nel tempo che non perde mai
la sua curiosità,
è l’istinto che mi fa volare via di qua.
Un bambino nel tempo non si arrende mai,
cerca la felicità,
Respirando l’aria di salsedine, mi fa compagnia la solitudine.
Questo posto mi sembrava magico
nel ricordo di quand’ero piccolo.
Come allora, cerco una risposta che non c’è
e non so che differenza fa: rimanere fermo ad aspettare oppure andare via di qua.
E dipingo a modo mio il mondo intorno a me.
Come un bambino nel tempo che non perde mai
la sua curiosità,
è l’istinto che mi fa cambiare la realtà. Un bambino nel tempo non si arrende mai,
ma cerca la felicità
e per sempre invisibile e vera questa parte di me resterà…
E dipingo a modo mio il mondo intorno a me,
un bambino nel tempo non si arrende mai,
ma cerca la felicità.
Eros Ramazzotti – Bambino nel tempo
Probabilmente è proprio così… c’è un bambino dentro me… che cerca solo amore… e felicità. Mi diverto con poco… mi è bastato quel cane oggi a ridarmi un pò di spensieratezza…
Gli altri, forse, cercano altro… si vede che non sanno più ascoltare il bambino che è in loro… 🙂
E adesso, come si dice a qualunque bambino che si vuol bene… sogni d’oro,
Sarebbe interessante capire come mai quest’anno, gli aggiornamenti sono diminuiti (problemi di risorse da impegnare nell’aggiornamento?). Altro aspetto interessante da notare è che, rispetto all’anno scorso, gli aggiornamenti dei due indici sono avvenuti quasi simultaneamente.
Senza dubbio stanno lavorando per ottimizzare le risorse ed il tempo impiegato… di certo però, l’anno scorso si “ballava” di più. 🙂
Stasera, sono arrivato a messa mezz’ora prima, così, ho avuto modo di leggere per bene tutto il foglietto… (in verità, mi piace leggere sempre l’introduzione al Vangelo…).
Questa domenica, il Vangelo sembra essere duro con gli uomini… tanto che Nicola Gori scrive “Cristo è esigente, ma i suoi consigli sono per il nostro bene. Il suo messaggio è rivolto a tutti gli uomini e le donne, affinchè raggiungano la felicità senza fine. In quest’ottica, ogni sacrificio temporale acquista un valore eterno e infinito.“.
Ma… cosa ci chiedeva Gesù nel Vangelo di oggi? Il Vangelo di Marco descrive Cristo che rimprovera aspramente chi… da scandalo (“Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una molla da asino e lo buttassero in mare.“). Di che scandalo parla? Beh, si riferisce a tutti i peccati che si commettono nella vita… prosegue infatti dicendo “Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile.“. (La “Geena” è, come conferma il De Mauro, un luogo identificabile nell’inferno).
A liberarci dal dubbio della pesantezza delle parole del Vangelo arriva però il santo eremita Isacco di Antiochia che scrive “Non pensare che la causa dei peccati sia nella mano o nell’occhio, ma piuttosto nel tuo spirito che vede qualcosa e la brama; contro di esso devi combattere. E’ la bramosia cattiva che ti è d’impiccio, tagliala via da te: è questo che ti è comandato.“.
Dio non ci chiede dunque di tagliarci fisicamente i nostri arti… ma di, controllare il nostro spirito, affinchè non sia mai “oggetto di scandalo”.
E’ attraverso il sacrificio che ci avviciniamo al messaggio cristiano…
Sempre dal Vangelo di Marco abbiamo “Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli.” ed anche “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.“.
Non dobbiamo dunque aver paura di ritrovarci soli in questo cammino di sacrifici. Riceveremo senza dubbio “cento volte tanto”.
Cambiando discorso… arriviamo al perchè del titolo.
“Il timido ubriaco” è una canzone di quel pazzo di Max Gazzè che nel 2000 si presentò a Sanremo con questa canzone, arrivando quinto. Youtube, come al solito, aiuta a ricordare…
E’ un tipetto strano Max Gazzè… basta guardarlo nel video sopra per rendersene conto… capelli ricci, disordinati… una semplice camicia rossa, inguardabile. Se paragonato ai cantanti odierni, sembrerebbe ridicolo. Tutti acconciati e lucidati da sembrare quasi dei pomelli d’ottone…
E’ strano anche perchè… nelle sue canzoni cerca sempre di calibrare ogni parola… cerca sempre termini particolari per esprimere ciò che vuole… sta attento ai particolari, un pò come piace fare a me quando scrivo.
Il video di questa canzone però… non mostrava altro che… Max Gazzè intento ad accendere una serie indefinita di fiammiferi… metafora della vita, delle esperienze, delle occasioni, del tempo che si brucia. Con ironia e senza pretese.
Perchè sento tutto ciò un pò mio? Perchè… in questo periodo, secondo me, tante persone stanno giocando con il mio “buon cuore”. Ne approfittano della mia sincerità ed incapacità di tagliare drasticamente per… prendere comodamente le decisioni.
Non sopporto questa cosa, non mi piace che la gente si approfitti di me, e, consapevole di… non saper cambiare, spero sempre che questo “urlo interno” arrivi alle loro orecchie e le renda meno “comodiste”.
Sono tutti li… a decantare le mie qualità e a darmi un “contentino” di una serie infinita di “ti voglio bene” che mi sembrano solo parole. Chi si vuol bene veramente, costi quel che costi, non si fa soffrire.
[…] Piango
paludi di parole fatte fango…
Mi muovo come anguilla nella sabbia
che rabbia!
…Rido
Facendo del mio riso vile nido
Cercandomi parole dentro al cuore
d’amore… […]
Stamattina Luca mi ha messo una canzone in testa… e visto che lui ha già copiato il testo in inglese, non mi rimane che… scriverne la traduzione.
Chissà perchè… riesco a vedermi tantissimo anch’io nelle parole che seguono…
Ti sei mai sentito come se stessi crollando?
Ti sei mai sentito fuori posto?
Come se in qualche modo non fossi adatto e nessuno ti capisca
Vuoi mai scappare via?
Ti rinchiudi nella tua stanza?
Con il volume della radio così alto che nessuno ti sente urlare
No non sai com’è quando niente ti sembra a posto
No non sai com’è
essere come me
Essere ferito, sentirsi perso
Essere lasciato fuori al buio
Essere colpito quando sei giù
Sentirti come preso in giro
Essere sull’orlo di crollare
e non c’è nessuno lì a salvarti
No, non sai com’è
Benvenuto nella mia vita
Vuoi essere qualcun altro?
Sei stanco di sentirti lasciato fuori
Sei in disperata ricerca di qualcosa di più prima che la tua vita sia finita?
Sei bloccato in un mondo che odi?
Sei stanco di tutti quelli che ti circondano?
con i loro grandi falsi sorrisi e stupide buige mentre tu dentro nel profondo stai sanguinando
No non sai com’è
quando niente ti sembra a posto No non sai com’è
essere come me
Nessuno ti ha mai mentito dritto in faccia E nessuno ti ha mai pugnalato alle spalle
Puoi pensare che io sia felice ma non starò bene
Tutti ti hanno sempre dato ciò che volevi
Non hai mai dovuto lavorare, è sempre stato tutto lì
Non sai com’è
Com’è
Essere ferito, sentirsi perso
Essere lasciato fuori al buoi Essere colpito quando sei giù Sentirti come preso in giro
Essere sull’orlo di crollare
e non c’è nessuno lì a salvarti
No, non sai com’è Benvenuto nella mia vita…
Quando non sai trovare in te nè verità nè conclusione
Tu non ti abbattere, rimani in te
prendi un foglio e scrivi una canzone…
E se non sai più ridere nè di te, nè del dolore
tu non ti abbattere, rimani in te
prendi un foglio e scrivici il tuo nome…
Quella sei tu, come eri bella in questa foto a testa in giù,
come ridevi o dovrei dire, com’eri tu.
E se non sai capire se la realtà è un illusione
tu non ti abbattere rimani in te,
prendi un foglio e scrivi le parole…
Quella sei tu! I tuoi sorrisi non nasconderli mai più!
Ti serviranno vedrai ancora!
Ti serviranno vedrai ancora!
Ti serviranno vedrai! Ti serviranno vedrai!
Ancora! Ancora! Ancora!
Finchè non sai trovare in te
le verità della ragione
tu non ti abbattere rimani in te,
prendi un foglio e scrivi una canzone…
Cesare Cremonini – Quando non sai
Ho paura di starmi alienando. Devo stare attento.
Vado a nanna… domani mattina c’è il Gran Premio alle 7 e 30.
Emanuele
PS: riflettete mai se… le vostre parole, nel loro piccolo, riescano a cambiare la storia del mondo? In fondo… è così. Soprattutto se non sparate stronz*te… ma anche se doveste farlo, in fondo, qualcosa cambia.
Da oggi, un aricolare del mio iPod Shuffle, ha deciso di trasformarsi in ranocchio… e così, alzando il volume un pizzico più del normale, inizia a “gracchiare”.
Avevo pensato di aprirlo e… cercare di capire il perchè, quando ho avuto la bella idea di… chiedere a Google cosa fare. 😉
Fortunatamente sembra che la Apple sia quasi al corrente (conoscenza silente) del problema… e così facilmente spedisce un paio di auricolari nuovi se l’iPod risulta in garanzia.
Per avviare la procedura, basta andare nella sezione di Assistenza per iPod e segnalare il difetto. La procedura, dopo una semplice registrazione, conclude nell’indicazione degli estremi utili alla spedizione dell’accessorio nuovo.
Leggendo in giro, ho notato che alcune persone hanno avuto esperienze estremamente positive (la Apple non gli ha neanche richiesto indietro l’auricolare difettoso), mentre altri hanno dovuto seguire una procedura (a spese di Apple) per il ritorno dell’articolo difettoso.
Io intanto ho effettuato l’ordine (alla fine mi sono stati chiesti gli estremi della carta di credito per permettere alla Apple di prelevare 13 euro se non dovessi rispedire il materiale malfunzionante entro 10 giorni), chissà cosa mi chiederanno di fare quando arriverà il pacco.
Vi terrò aggiornati, speriamo almeno che le rane vadano via… 🙂
P|xeL
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